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Juventus, trentasette giocatori per 43 partite. Giuntoli deve dimezzare la rosa, ma Allegri chiede tre rinforzi

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Senza Conference League, l’abbondanza bianconera si aggrava perché all’allenatore basta un organico di 22 elementi. Oltre a Lukaku, servono però un centrocampista e un esterno
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TORINO – Trentasette giocatori per 43 partite al massimo: troppi, per così poche. Se prima dell’esclusione dall’Europa Giuntoli doveva sfrangiare la rosa, adesso deve proprio sfalciarla per arrivare ai 22, integrati da qualche giovane, di cui ha bisogno Allegri, il quale però continua a chiedere tre rinforzi: Lukaku, Kessié (o un centrocampista di quel livello e con quelle caratteristiche) e un esterno. Significa che la Juventus potrebbe avere una rosa teorica di 40 elementi, che andrebbe sostanzialmente dimezzata.

Szczesny o Perin, si aspettano offerte

Senza Conference League, ad Allegri sono sufficienti cinque difensori, quattro esterni, sei centrocampisti (se ci fossero certezze su Pogba, ne bastere…

TORINO – Trentasette giocatori per 43 partite al massimo: troppi, per così poche. Se prima dell’esclusione dall’Europa Giuntoli doveva sfrangiare la rosa, adesso deve proprio sfalciarla per arrivare ai 22, integrati da qualche giovane, di cui ha bisogno Allegri, il quale però continua a chiedere tre rinforzi: Lukaku, Kessié (o un centrocampista di quel livello e con quelle caratteristiche) e un esterno. Significa che la Juventus potrebbe avere una rosa teorica di 40 elementi, che andrebbe sostanzialmente dimezzata.

Szczesny o Perin, si aspettano offerte

Senza Conference League, ad Allegri sono sufficienti cinque difensori, quattro esterni, sei centrocampisti (se ci fossero certezze su Pogba, ne basterebbero cinque) e quattro attaccanti, mentre adesso ce ne sono rispettivamente otto, nove, dieci e sette. L’unico reparto “a norma” è quello dei portieri, ma si sta ragionando anche su quello: avendo soltanto campionato e Coppa Italia da giocare, ha senso tenere un vice di lusso (e costoso) come Perin? La risposta è indiretta: se arrivassero offerte per lui o per Szczesny, verrebbero prese in considerazione senza troppe remore.

Wojciech Szczesny

 

Finora una sola cessione: Turco al Salisburgo

La Juventus aveva una priorità, in avvio di mercato: vendere, vendere, vendere. Non c’è ancora riuscita, se non sacrificando il giovane attaccante Turco, campione d’Europa con l’under 19, finito al Salisburgo per 4 milioni. I bianconeri sono riusciti a liberarsi solamente dei prestiti e dei contratti scaduti (Paredes, Di Maria, Cuadrado) e a piazzare, a loro volta in prestito, due giovani (Ranocchia all’Empoli e Barbieri al Pisa) e l’ingombrante Arthur: l’interessamento della Fiorentina è stato manna dal cielo perché la Juve incasserà due milioni per l’affitto (il riscatto è fissato a 20), anche se dovrà pagare buona parte dello stipendio del brasiliano, cui è stato rinnovato il contratto per poter diluire negli anni salario e ammortamenti.

In difesa un solo esubero, Bonucci

Ragionando per settori, la difesa è quello messo meglio. I cinque in rosa sono Danilo, Bremer, Gatti, Alex Sandro e Rugani. Il sesto sarà un giovane: più che De Winter (rientrato dall’Empoli e richiesto da Genoa, Salernitana e Monza), il promettentissimo olandese Huijsen, 18 anni, oppure il ventenne uruguayano Facundo Gonzalez, in arrivo dal Valencia. Di fatto, l’unico esubero è Bonucci. Ad Allegri il reparto sta bene così.

Sulle fasce in 9, ma Allegri vuole Castagne e Carlos Augusto

Sulle fasce invece l’abbondanza è grande almeno quanto il bisogno: dei nove specialisti (o riciclati) del ruolo, gli unici due che soddisfano in pieno l’allenatore sono Weah e Kostic. Pellegrini (ma perché?), Frabotta e Aké sono fuori rosa, Soulé torna utile come vice-Weah ma lui vorrebbe una squadra che gli desse più spazio e lo facesse giocare da ala o trequartista, De Sciglio tornerà dall’infortunio al ginocchio non prima di primavera e Cambiaso, rientrato dopo una buona stagione al Bologna, non sembra entusiasmare Allegri, nonostante l’indubbio vantaggio di poter giocare tanto a destra quanto a sinistra, dove ci sarebbe anche Iling-Junior, probabilmente il più talentuoso tra i ragazzi saliti dell’under 23. Di conseguenza, è anche quello che ha più mercato (in Premier lo seguono) e dunque potrebbe venire sacrificato. Il tecnico, in ogni caso, in quel settore vorrebbe un upgrade: per la fascia destra ha fatto il nome di Castagne (Leicester) e Holm (Spezia), per quella sinistra di Carlos Augusto (Monza). Ma è chiaro che prima c’è molto da vendere.

A centrocampo sicuri solo Locatelli e Rabiot

A centrocampo ci sono due soli titolari sicuri: Locatelli e Rabiot. Fagioli è certo di restare, ma per completare il reparto Allegri vorrebbe un giocatore più robusto e perciò ha chiesto Kessié, il quale però ha declinato la proposta: se lasciasse Barcellona (e lui non vuole) lo farebbe soltanto per la Premier o per i soldi arabi. Numericamente i giocatori ci sono (in lista attualmente sono ben dieci), ma Pogba non viene di fatto conteggiato, date tutte le incognite che ha, e Rovella potrebbe venire destinato a un nuovo prestito: la Juve non si fida della sua tenuta muscolare (a causa di uno stiramento, ha saltato la tournée americana) e quindi potrebbe lasciarlo andare, come certamente capiterà a Nicolussi Caviglia, reduce da mezzo campionato nella Salernitana e forse persino a Miretti, che ha recentemente rinnovato il contratto ma che potrebbe essere prestato a una squadra che possa dargli più spazio: è proprio la Salernitana a insistere. Pochi spiragli anche per il 22enne Barrenechea, mentre la carenza di mezze ali (anche Rabiot non è andato in Usa) ha comportato il reintegro di McKennie, che altrimenti sarebbe rimasto fuori rosa come Zakaria.

Dusan Vlahovic

 (agf)

Lo strano caso di McKennie e Zakaria

Sembra strano che la Juve non prenda in considerazione due elementi che hanno, bene o male, un certo spessore internazionale e che non sono capitati in bianconero per caso, ma fortemente voluti (come Arthur), però questo è al momento l’orientamento tecnico. Nei piani di Allegri, a centrocampo ci sarebbero Fagioli, Locatelli, Rabiot, uno tra Rovella e Miretti, Pogba e il rinforzo esterno. Ma non è detto che alla fine ci si debba piegare al riciclo dell’americano o dello svizzero, che per altro hanno caratteristiche in linea con le esigenze dell’allenatore.

Sette attaccanti… più Lukaku

Dei sette attaccanti, non vanno conteggiati il convalescente Kaio Jorge e il diciottenne Yildiz, considerato il più promettente tra i giovani: farà la spola tra under 23 e prima squadra. L’esubero dichiarato è Pjaca, per il quale si cerca l’ennesima squadra cui prestarlo (dal 2018, è stato via via noleggiato a Schalke, Fiorentina, Anderlecht, Torino, Genoa ed Empoli, senza che nessuno abbia mai manifestato l’intenzione di trattenerlo). I quattro che formano il reparto, sulla carta eccellente, sono Vlahovic, Chiesa, Milik e Kean. Per essere competitivo per lo scudetto Allegri ha però chiesto Lukaku: il club ha trovato un accordo tanto con lui quanto con il Chelsea, ma prima deve vendere un altro attaccante. Con gli inglesi, l’accordo è di aspettare fino al 4 agosto: il giorno s’avvicina e offerte per Vlahovic o Chiesa non ne sono arrivate, per cui Allegri ha chiesto a Giuntoli di provare a capire se il belga può essere arruolato a prescindere, ragionando su un prestito con obbligo di riscatto e rinviando dunque il pagamento al 2024. Nel caso potrebbe partire uno tra Milik e Kean, che chiaramente garantirebbero un incasso di molto inferiore a quello immaginato con la cessione di un big.

I 37 di Allegri

La rosa a disposizione di Allegri è attualmente così formata.
Portieri (3): Perin, Pinsoglio e Szczesny.
Difensori (8): Alex Sandro, Bonucci, Bremer, Danilo, De Winter, Gatti, Huijsen Rugani.
Esterni (9): Cambiaso, De Sciglio, Iling-Junior, Kostic, Weah, Pellegrini, Frabotta, Aké, Soulé.
Centrocampisti (10): Barrenechea, Fagioli, Locatelli, McKennie, Miretti, Nicolussi Caviglia, Pogba, Rabiot, Rovella, Zakaria.
Attaccanti (7): Chiesa, Kaio Jorge, Kean, Milik, Pjaca, Vlahovic, Yildiz.

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