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Juventus, Weah: "Mi ispiro a Cuadrado, la mia famiglia è bianconera. Ecco Perché ho scelto la 22"

Timothy Weah

Timothy Weah

 
L’esterno si è presentato: “È un onore essere qui. La Serie A è un gran campionato dove ci sono squadre forti come Napoli e Milan. David è un mio amico, gli ho dato dei consigli nel caso mi raggiunga a Torino”
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TORINO — Il modo migliore scelto dalla Juventus per sostituire Cuadrado è stato trovare sul mercato un giovane che si ispirare proprio al giocatore colombiano. Questo è Timothy Weah, il figlio del Pallone d'oro George, arrivato in bianconero per coronare il sogno di una famiglia intera. Nonostante il padre sia stato uno dei calciatori che hanno scritto la storia del Milan, il tifo in famiglia ha sempre avuto due colori, bianco e nero: "Sono molto felice di essere qui alla Juve, una benedizione per me e la mia famiglia - sono state le sue prime parole -. Sono molto onorato di essere bianconero". Inevitabile approfondire la questione relativa al papà, che già qualche anno fa, quando vestiva la maglia del Milan, lasciò tutti a bocca aperta dichiarando la sua fede sulle reti Mediaset, di proprietà di Berlusconi proprio come il Milan: "Appena ho saputo dell'interesse ho scelto, volevo scrivere la mia storia qui, fare la mia parte. Mio padre mi ha sostenuto, ha sempre tifato Juve e sono molto contento e orgoglioso di essere qua".

Weah, la fascia destra ispirandosi a Cuadrado

Nonostante Cuadrado abbia "ferito" una parte del tifo bianconero scegliendo l'Inter da svincolato, è stato proprio il colombiano uno dei più citati nella conferenza di presentazione di Weah, esterno in grado di giocare in ogni posizione della fascia destra, naturalmente con rendimento variabile, oltre che di adattarsi a sinistra: "Sostituire Juan è una responsabilità, quello che ha fatto è fantastico, una leggenda. Posso essere ispirato da lui come da tutti i compagni, spero di poter fare il mio meglio. Cuadrado ha caratteristiche simili alle mie, per modo e posizione di gioco. Trarrò ispirazione dalle sue giocate, sono ancora un difensore giovane e dovrò imparare". Già nella scelta del termine "difensore", si nota l'impostazione ereditata dal Lille, dove ha giocato terzino destro, pur essendosi messo in mostra ai Mondiali con la maglia degli Usa da attaccante esterno: "Ho scoperto questa nuova posizione, mi viene molto naturale. Ho cercato di adattarmi al ruolo difensivo, come calciatore sono al 100% a disposizione del club, giocherò in qualsiasi ruolo".

A scuola da Allegri e il richiamo per David

Subito dopo il suo arrivo a Torino questa settimana, ha avuto un colloquio con Allegri, come è naturale quando un allenatore deve conoscere un calciatore. Proprio sotto la guida del tecnico livornese, Weah cercherà di aggiungere alle sue doti fisiche una disciplina tattica tipicamente italiana: "L'ho incontrato subito dopo il mio arrivo, Allegri è una grande persona oltre che un grande allenatore. Posso migliorare il mio gioco, è sempre molto attento durante gli allenamenti con tutti. Mi ha detto di fare attenzione e imparare anche dai compagni di squadra. Divertirmi ed essere aperto a quello che accade". Arrivato dal Lille a titolo definitivo, è stato compagno di squadra di Jonathan David, attaccante esploso quest'anno in Ligue1 e accostato alla Juventus in caso di partenza di Vlahovic: "David è uno dei miei migliori amici, mi ha fatto domande, gli ho detto che se arriva dovrà essere pronto a lavorare. La Serie A é uno dei campionati più belli, grandissime squadre come Napoli e Milan. So che la concorrenza è molto alta, il livello è elevato, sono contento di essere qua e pronto a imparare". Infine un aneddoto sul numero di maglia, il 22, scelta che affonda le radici nel tempo: "Una vecchia storia. Il giorno del mio compleanno, il 22 febbraio, il primo numero che mia madre mi ha messo quando ho iniziato a giocare. Ho promesso che avrei sempre indossato questo".

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