Bologna - Gli errori di Osimhen (un palo e soprattutto il rigore sbagliato nel finale) hanno impedito al Napoli di andare oltre il pareggio senza reti a Bologna, al termine di 90' in cui gli azzurri avrebbero sicuramente meritato di più. Ma a preoccupare Garcia c'è anche lo screzio plateale con Osimhen, che non ha gradito la sostituzione dopo l'errore dal dischetto e ha contestato platealmente il suo allenatore. Nello spogliatoio azzurro non tira una bella aria e pure il precedente cambio di Kvarastkhelia con Elmas aveva destato parecchia perplessità tra i giocatori. Thiago Motta ha invece ottenuto il massimo in condizioni di difficoltà, dopo aver subito a lungo la supremazia degli avversari.
I 90' dello stadio Dall'Ara erano un test molto indicativo soprattutto per il Napoli di Garcia, alla ricerca di continuità in campionato dopo la boccata d'ossigeno appena presa in Champions League, grazie alla vittoria di Braga. Il Bologna di Thiago Motta è sceso invece in campo con l'obiettivo ambizioso di battere i campioni d'Italia e superarli in classifica, andando a caccia di un risultato di prestigio per i suoi tifosi. Ne è dunque venuta fuori subito una partita combattuta e anche movimentata, in cui le due squadre (schierate a specchio con il 4-3-3) si sono affrontate senza abusare di calcoli o di particolari tatticismi. Gli azzurri hanno di conseguenza avuto la insolita possibilità di affondare negli spazi e solo il palo interno ha negato al primo assalto il gol a Osimhen (5'), pescato oltre le linee avversarie da un assist volante di Raspadori.
In emergenza entrambe le difese, con l'infortunio che ha costretto da una parte Posch a gettare la spugna da una parte e la curiosità dall'altra per il debutto tra i titolari di Natan, gettato nella mischia per le assenze pesanti di Rrahmani e Juan Jesus. Il nuovo acquisto brasiliano di De Laurentiis è stato agevolato inizialmente dall'atteggiamento propositivo dei suoi compagni, che hanno tenuto con continuità il pallone e si sono fatti minacciosi pure con un diagonale di Zielinski.
Soprattutto la freschezza di Ndoye e Karlsson ha invece permesso al Bologna di uscire dal guscio, anche se è stato di nuovo Skorupski a tremare su una mischia molto animata a due passi dalla sua porta. Poi il portiere polacco è stato attento (38') sul rasoterra di Kvaratskhelia e il primo tempo si è concluso con a rasoiata di Raspadori nel recupero, alta di poco sulla traversa. Buone le indicazioni date dagli azzurri a Garcia, anche se il gol del vantaggio non è arrivato. I campioni d'Italia hanno infatti tenuto il campo con più equilibrio rispetto alle precedenti esibizioni stagionali. La timidezza dei suoi giocatori non è invece piaciata a Thiago Motta e nella ripresa Aebischer e compagni hanno dunque avanzato il loro raggio d'azione, senza peraltro riuscire a creare particolari pericoli. E' toccato quindi ancora a Skorupski opporsi agli assalti di Kvaratskhelia (15') e Osimhen (18'), con due parate in rapida successione.
Ma il risultato non si è sbloccato e allora gli allenatori hanno provato a dare la svolta con i cambi: Saelemaekers da una parte e Politano dall'altra. Il Bologna ha rischiato tuttavia di pagare caro l'infortunio di Lukumi, perché il nuovo entrato Calafiori ha commesso subito un fallo di mano in area e Ayroldi ha indicato il dischetto. Osimhen ha però fallito clamorosamente la trasformazione (27') del rigore con un tiro a lato di un paio di metri, rimettendo in partita gli avversari e il Dall'Ara. Subito dopo è arrivato così pure il primo vero pericolo per Meret, impegnato (29') da una bordata di Zirkzee. Poi ci ha messo del suo pure Garcia, sostituendo in maniera incomprensibile Kvaratskhelia (tra i migliori) con Elmas. La mossa ha innervosito il Napoli e le tensioni sono esplose in maniera plateale poco dopo, quando l'allenatore francese ha deciso di mandare in campo Simeone al posto di Osimhen, che si è rivoltato con veemenza contro la sua panchina. La vittoria sfumata ha fatto da volano all'inquietudine che aleggia sullo spogliatoio azzurro.
Garcia: “Osimhen non mi è piaciuto. La squadra è come me? Lo dicano i giocatori”
"Abbiamo qualità anche in panchina, altre tre gare da giocare in dieci giorni e devo sfruttare il talento di tutti. L'attitudine di Osimhen al momento della sostituzione non è stata buona e ne ho già parlato alla squadra dopo il fischio finale: ma quello che ci siamo detti resta tra noi". Viene chiesto al tecnico se senta la fiducia dei giocatori e sulla questione rinvia il verdetto: "E' ai giocatori che dovete fare la domanda. Io sono soddisfatto non del risultato, ma della prestazione. Non abbiamo preso gol con difesa centrale nuova, Natan ha fatto una buona partita e noi un buon primo tempo. Ma dovevamo vincere e il rigore sbagliato, che capita, non ci ha aiutato. Ci serve una vittoria: anzi ci serve una striscia di vittorie per tornare nei primi 4. Gli uomini veri si devono vedere ora, nelle difficoltà".