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Lukaku, tre gol in una settimana: ecco come Big Rom si è già messo la Roma intera sulle spalle

Romelu Lukaku

 (fotogramma)
Il centravanti belga cresce di partita in partita e contro il Torino è rimasto per la prima volta in campo fino al 90’: Mourinho sta orientando su di lui il gioco giallorosso, perno di tutte la manovre d’attacco. L’intesa con Dybala e Cristante
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Un poco per volta, la Roma sta diventando la squadra gregaria di un centravanti da corse a tappe, uno che di rado ha avuto il guizzo per trionfare in una grande classica (cioè in una finale, o in una partita di importanza memorabile) ma sulla lunga distanza martella un colpo dopo l’altro, insistentemente, fino a sgretolare la concorrenza. Ha segnato 361 reti in carriera e la maggior parte sono serviti per demolire le difese ostinate di avversari più deboli. È il suo modo, fondamentale, di rendersi utile.

Nella Roma un gol ogni 90’

Da quando è alla Roma, Romelu Lukaku ha fatto un gol ogni 90’. Tre in una settimana: due in campionato (Empoli e Torino) e uno in Europa League (Sheriff). Gli ultimi due sono stati decisivi, ma è decisivo specialmente il modo in cui i giallorossi si stanno sempre più appoggiando a lui, sv…

Un poco per volta, la Roma sta diventando la squadra gregaria di un centravanti da corse a tappe, uno che di rado ha avuto il guizzo per trionfare in una grande classica (cioè in una finale, o in una partita di importanza memorabile) ma sulla lunga distanza martella un colpo dopo l’altro, insistentemente, fino a sgretolare la concorrenza. Ha segnato 361 reti in carriera e la maggior parte sono serviti per demolire le difese ostinate di avversari più deboli. È il suo modo, fondamentale, di rendersi utile.

Nella Roma un gol ogni 90’

Da quando è alla Roma, Romelu Lukaku ha fatto un gol ogni 90’. Tre in una settimana: due in campionato (Empoli e Torino) e uno in Europa League (Sheriff). Gli ultimi due sono stati decisivi, ma è decisivo specialmente il modo in cui i giallorossi si stanno sempre più appoggiando a lui, sviluppando un gioco che ha uno sbocco naturale verso questo centravanti che copre da solo quasi tutta la superficie dell’attacco.

I dialoghi con Cristante e Dybala

Il meccanismo è semplice: lui si piazza spalle alla porta, riceve palla, la controlla e poi la smista a chi sa di dovergli stare vicino, il quale può inserirsi per essere mandato al tiro (è il modo in cui è venuto fuori l’autogol del 3-0 all’Empoli, protagonista Cristante) oppure ridarla al centravanti, che nel frattempo prova a liberare il sinistro. A Tiraspol è andata esattamente così: Dybala-Lukaku-Dybala-Cristante-Lukaku-gol. È evidente come proprio Dybala e Cristante siano quelli che stanno capendo meglio il doppio meccanismo di attacco alla porta orchestrato da Mourinho il quale – per ragioni evidenti – vuole che sia la Joya il compagno fisicamente più vicino a Lukaku.

La rete al Toro, un classico del repertorio

Contro il Toro, Romelu è stato invece essenzialmente stoccatore, ma più che altro perché la palla spalle alla porta non l’ha quasi mai ricevuta ai 18-20 metri, come accade il più delle volte, bensì o troppo lontano lontano oppure quell’unica volta nel cuore dell’area, dove lui ha poi eseguito un tipico movimento dei suoi: ha fatto perno sul difensore (Buongiorno, che per il resto lo aveva marcato superbamente) per girarsi e colpire con il solito sinistro fulminante. È la sua rete più caratteristica.

Lukaku in campo 90’, la forma è già arrivata

Al Grande Torino, Lukaku è rimasto per la prima volta in campo dal primo all’ultimo, nonostante gli 80’ giocati appena tre giorni prima in Europa League, segno che la condizione sta crescendo (lo si è visto anche scatenare la corsa in progressione sulle fasce), che il metodo di Mourinho funziona (“Per entrare in forma ha soltanto bisogno di giocare”) e che il suo stato atletico non è affatto disastroso come si temeva, dopo un’estate passata ad allenarsi per conto proprio a Cobham, il centro sportivo del Chelsea. Mou l’ha buttato nella mischia subito (19’ contro il Milan il, 1° settembre) e poi l’ha immediatamente promosso titolare per non toglierlo più.

Sarà la Roma dei gol dal limite

“È un giocatore fantastico”, ha detto l’allenatore portoghese dopo il pari di Torino, che ha confermato come lo sviluppo della prospettive della Roma sia quasi totalmente orientato verso la presenza di Lukaku, impiegato da boa come avrebbe voluto fare Allegri alla Juventus, se solo i bianconeri avessero trovato un compratore per Vlahovic. Questa Roma, poi, pullula di giocatori adatti a muoversi alle spalle del centravantone belga. Anzi, di fronte a lui, perché lui le spalle le dà alla porta: di Dybala e Cristante s’è detto, ma anche Pellegrini, Aouar, Belotti, Azmoun ed El Shaarawy sono particolarmente indicati per quel tipo di dialogo che Romelu predilige. È tutta gente che calcia molto bene dai 16 metri: l’impressione è che molti dei gol giallorossi verranno da lì, dopo l’annata di quelli mietuti con le palle ferme.

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