TORINO – La pressione del risultato ha tagliato le gambe alla Juventus. È su questo aspetto che Allegri sta lavorando, per far compiere il definitivo salto di qualità alla sua squadra, cambiata negli uomini e negli elementi chiave dello spogliatoio. Più gioventù, più freschezza e gamba ma meno esperienza, ottima base su cui costruire il futuro ma che si scontra con la necessità quotidiana dei bianconeri: vincere. "Domenica abbiamo avuto la possibilità di andare in testa anche solo per una notte ma non ci siamo riusciti - ha spiegato Allegri, ponendo l'attenzione sulla sfida con il Sassuolo -: bisogna attenersi alla realtà". La realtà odierna è che la Juventus si è sciolta nell'appuntamento più carico emotivamente di questo inizio di stagione, non in quello più difficile sportivamente: all'euforia vissuta in settimana non è seguita la sicurezza nel momento chiave. Gli errori si sono moltiplicati e la pressione ha fatto squagliare Gatti ma anche l'esperto Szczesny, ha spuntato Vlahovic e appesantito le gambe di Miretti.
Allegri: "Trasformare i limiti in opportunità"
Sia nelle discussioni interne che nelle conferenze stampa, la parola più utilizzata è sempre quella: pressione. Difficile dare un'accezione a questo termine, dipende sempre da come la si vive: nella Juventus del recente passato la pressione era uno stimolo, una sfida che calciatori di personalità, arrivati al vertice della carriera, volevano vincere a tutti i costi. "Averla è una cosa bella, perché è uno stimolo" ha ricordato Allegri, quasi a voler ribadire in pubblico quanto detto ai calciatori dopo la sconfitta con il Sassuolo: perché vivere una notte in vetta non avrebbe significato raggiungere un traguardo, ma passare un esame. Rispondere presente quando tutti aspettano un tuo trionfo o una tua caduta è il modo migliore per forgiare il carattere di un gruppo: alla Juventus il risultato stesso è una forma di pressione, così come qualificarsi in Champions per non aggravare i conti del club. Serve una soluzione rapida per non vivere una stagione sulle montagne russe, per non passare dai titoli trionfalistici ai meme sui social.
Gli obiettivi stagionali
Non è un caso che l'obiettivo prefissato da Allegri resti entrare nelle prime quattro. Ma anche in questo caso, il tecnico livornese applica la maschera dell'equilibrio alla tensione per il risultato: "Non vuol dire che ci fermiamo al quarto posto. L'obiettivo è entrare nelle prime quattro, poi vedremo". La vera novità, quindi, è l'ambizione nascosta per non appesantire le gambe e la testa dei suoi calciatori, per insegnar loro a convivere con le responsabilità e l'ambizione di essere alla Juventus. Se una volta la rosa era composta da campioni fisicamente e mentalmente come Mandzukic, Khedira, Chiellini, Barzagli, Buffon, oggi i giovani hanno il potenziale ma non ancora un pregresso fatto di successi e prove superate, di solidità e di vittorie sul campo. Mentre i senatori, come Rabiot, Alex Sandro, Kostic, spesso sono stati trascinati dal carisma e dalla leadership dei compagni, quando erano loro i giovani. Il tempo non manca, individualmente e collettivamente: " Le due qualità necessarie alla Juventus sono responsabilità e convivere con la pressione, le due cose più belle da avere. La squadra deve fare un suo percorso, sono state fatte scelte importanti con la società per dare un futuro alla squadra, non solo in questo campionato".
La leadership nello spogliatoio
Quando anche un senatore come Szczesny, punto di riferimento nello spogliatoio, scivola come sabato a Reggio Emilia, i problemi sono evidenti. Il polacco, insieme a capitan Danilo, è uno dei pochi ad avere esperienza e carisma: il difensore brasiliano, nelle passate stagioni, ha segnato gol fondamentali e distribuito assist decisivi, infilando prestazioni eccellenti quando la palla pesava di più. Eppure anche lui a Reggio Emilia è rimasto a contemplare, quasi ipnotizzato, mentre Pinamonti ribadiva in rete la goffa respinta di Szczesny. "Abbiamo Danilo, Szczesny, Alex Sandro, giocatori d'esperienza, lo stesso Rugani è cresciuto molto. Abbiamo perso in esperienza rispetto all'anno scorso e acquisito in velocità, entusiasmo, spensieratezza". Restare sereni sarà fondamentale per non farsi schiacciare dalle responsabilità, per caricarsi sulle spalle il peso del risultato che alla Juventus è sempre fondamentale. Anche martedì all'Allianz Stadium contro il Lecce, i tre punti saranno necessari per riprendere la marcia prima di due partite, a Bergamo con l'Atalanta e il derby con il Torino, che accompagneranno i bianconeri al big match con il Milan. Consapevoli che ad ogni passo falso, ad ogni esame non superato, la pressione aumenterà esponenzialmente. Da sopportare senza le certezze delle passate stagioni.