Salernitana-Inter 0-4: quattro gol di Lautaro in 27 minuti
dal nostro inviato Franco VanniLautaro Martinez
(ansa)SALERNO — Grazie al giganteggiare del suo capitano l’Inter resta in testa alla classifica, appaiata all’altra milanese, strapazzata nel derby ma ancora lì. Milano comanda, in un campionato riacceso dalla vittoria del Napoli a Lecce. E dire che fino a quando non è entrato Lautaro, dopo otto minuti della ripresa, l’impressione era che l’Inter non facesse più paura. Da come i granata hanno affrontato la squadra di Inzaghi, era evidente che qualcosa è successo nella percezione degli avversari. La frenata di San Sebastian e il passo falso col Sassuolo hanno dato argomenti agli allenatori che si preparano a incontrare i nerazzurri. Bastava guardarli uscire dall’hotel, i giocatori granata. Gli sguardi dicevano che sarebbero andati allo stadio a giocarsela e lo hanno fatto per quasi un’ora.
Il poker di Lautaro
C’è voluto l’ingresso dalla panchina del capocannoniere della Serie A, con i suoi quattro gol in ventisette minuti, per mettere in chiaro i valori in campo e ricordare come mai l’Inter è arrivata in finale di Champions. “Abbiamo risposto alle critiche lavorando. Ho aiutato ala squadra. Ora prepariamo la gara di Champions. Se vincerò il titolo marcatori significherà che ho fatto bene per l’Inter”, ha detto il pokerista Martinez, già a quota 10 reti in stagione. “Stasera è rimasto fuori perché doveva rifiatare. Nei primi due anni ha fatto benissimo. Da capitano si sente ancora più leader, ha vinto tanto, è campione del mondo, continuerà a crescere”, ha detto Inzaghi, scherzando però sul fatto che però il poker più bello l’ha fatto lui con l’Olympique Marsiglia, in maglia laziale, sbagliando un rigore.
Il record di Lautaro da subentrato
Con quelle quattro pedate vincenti – nessun giocatore nell’era dei tre punti aveva segnato quattro reti entrando dalla panchina - Lautaro ha fatto un sacco di cose. Ha dato una grande mano al suo allenatore, che cercava una reazione pronta dopo la lezione di Mimmo Berardi a San Siro. Ha inguaiato Paulo Sousa, che se domenica perderà col Monza diventerà probabilmente l’ex allenatore della Salernitana. E ha spazzato via le incertezze dei suoi compagni. Uno, due, tre, quattro. Prima un tocco sotto delizioso, per accompagnare in rete un bell’assist di Thuram. Un quarto d’ora dopo, un tiro in controbalzo apparentemente semplice e in realtà complicatissimo, su cross di Pavard. Il terzo su rigore, procurato da Thuram travolto da Lovato. Infine, colpo sicuro su suggerimento di Carlos Augusto.
Inter, ora il Benfica
Inzaghi, nel nome del gruppo, dopo la partita si è rifiutato di fare della vittoria un fatto personale: “Tutti i miei attaccanti stanno lavorando benissimo. Il percorso che stiamo facendo è importante. Stiamo giocando tanto. Il primo tempo non è stato semplicissimo”, ha detto, dopo avere cambiato cinque uomini rispetto a mercoledì sera. Fra i nuovi titolari, bene ha fatto Klaassen, che a vederlo toccar palla pare il suo idolo Eriksen, e benissimo è partito Sanchez, in versione “ahi amigo, i campioni sono così”. L’Inter ora ha due partite, entrambe a San Siro, con Benfica e Bologna, per imporsi nel girone Champions e tornare a terrorizzare il campionato.
Il tabellino di Salernitana-Inter
Salernitana 0
Inter 4 (Lautaro 17’, 32’, 39’ (rig) e 43’ st)
Salernitana (3-4-1-2): Ochoa 5.5 – Daniliuc 5 (41’ st Tchaouna Sv), Gyomber 4, Lovato 4.5 – Bohinen 6 (34’ st Maggiore 5), Legowski 6, Martegani 5.5 (26’ st Mazzocchi 5.5), Bradaric 5 – Kastanos 6 – Cabral 5.5 (34’ st Stewart 5), Dia 5 (41’ st Pirola Sv). All. Sousa 5.5.
Inter (3-5-2): Sommer 6 – Pavard 6.5, De Vrij 6, Acerbi 6.5 – Dumfries 6.5 (34’ st Darmian 6), Klaassen 6 (9’ st Mkhitaryan 6.5), Calhanoglu 6 (9’ st Asllani 6), Barella 6.5 (41’ st Agoumé Sv), Augusto 6.5 – Thuram 7, Sanchez 6.5 (9’ st Lautaro 9). All. Inzaghi 7.
Arbitro: Abisso 5.5.
Note: ammoniti Çalhanoglu, Cabral e Gyomber. Spettatori 28.085.