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Cagliari-Roma 1-4: i giallorossi vincono e convincono ma perdono Dybala

Aouar, Lukaku (doppietta) e Belotti decidono una gara con poca storia. La la nota stonatissima è l’infortunio dell’argentino
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CAGLIARI – Ritrovare la Roma e perdere Dybala. No, probabilmente nessuno, a Trigoria, avrebbe accettato lo scambio. Nemmeno il presidente col broncio Dan Friedkin. Il prezzo per questo 4-1 a Cagliari rischia di essere altissimo e alla Domus Arena lo hanno capito tutti quando Paulo Dybala è uscito con occhi rossi e passo incerto.

«La cronaca della gara»

L’infortunio di Dybala

È come se nell’equilibrio incerto della Roma ogni nuova stella si mangiasse quella della stagione precedente. Dybala ha oscurato Abraham un anno fa. Oggi Lukaku gira e segna come faceva Batistuta nel 2000: altri due gol, 7 nelle 7 partite giocate dall’inizio e il ritorno della pistola che mimava con Lautaro, quasi un appuntamento per il faccia a faccia tra 20 giorni a San Siro. Ma mentre lui esplodeva, si è volatilizzato Dybala: prima ha smesso di segnare, unici gol la doppietta nel 7-0 all’Empoli. Poi è uscito fisicamente di scena con quelle lacrime che preannunciavano guai. “Ho chiesto a Paulo dopo la parti…

CAGLIARI – Ritrovare la Roma e perdere Dybala. No, probabilmente nessuno, a Trigoria, avrebbe accettato lo scambio. Nemmeno il presidente col broncio Dan Friedkin. Il prezzo per questo 4-1 a Cagliari rischia di essere altissimo e alla Domus Arena lo hanno capito tutti quando Paulo Dybala è uscito con occhi rossi e passo incerto.

«La cronaca della gara»

L’infortunio di Dybala

È come se nell’equilibrio incerto della Roma ogni nuova stella si mangiasse quella della stagione precedente. Dybala ha oscurato Abraham un anno fa. Oggi Lukaku gira e segna come faceva Batistuta nel 2000: altri due gol, 7 nelle 7 partite giocate dall’inizio e il ritorno della pistola che mimava con Lautaro, quasi un appuntamento per il faccia a faccia tra 20 giorni a San Siro. Ma mentre lui esplodeva, si è volatilizzato Dybala: prima ha smesso di segnare, unici gol la doppietta nel 7-0 all’Empoli. Poi è uscito fisicamente di scena con quelle lacrime che preannunciavano guai. “Ho chiesto a Paulo dopo la partita e mi ha detto che non è ottimista. Se lui non è ottimista, io non sono ottimista”, il pensiero di Mourinho, mentre i medici parlano semplicemente di “trauma distorsivo” e aspettano risultati esami più approfonditi.

Roma, ansia per Dybala

I test di domenica sera hanno escluso qualcosa di serissimo: non è coinvolto il legamento crociato, per capirci, ospite indesiderato con un posto fisso a Trigoria da almeno dieci anni. Ma quando a Roma un giocatore esce tenendosi il ginocchio, nella testa di tutti è il terrore. Da Strootman a Florenzi, da Zaniolo ad Abraham è lungo l’elenco di campioni e di campionati rovinati da una torsione eccessiva, da un piede in fallo. “Magari Paulo è pessimista per natura…”, la butta lì Mourinho, consapevole che a volte le sensazioni a caldo suggeriscono scenari peggiori di quelli reali. E questo per un ragazzo come Dybala che con gli infortuni deve fare i conti da anni vale ancora di più. La speranza è che sia stata solo una distorsione, poco più di una botta.

Roma, le partite dopo la sosta

Mourinho deve augurarsi che le ansie durino solo per queste due settimane che lo separano alla ripresa del campionato, perché finora la Roma ha scherzato. Ma dopo la sosta l’attende un altro campionato: il Monza, l’Inter, il Lecce, il derby con la Lazio e due volte lo Slavia Praga, che a Roma evoca fantasmi antichi di ferite europee mai rimarginate.

Il futuro di Mourinho

Ma tutt’altro contro sarebbe stato arrivarci con uno psicodramma in atto. Se a Cagliari Mourinho fosse davvero alla prova da dentro o fuori non lo sapremo mai. Lui continua a dire che fino a giugno sarà a Roma, mettendo la data di scadenza non solo al contratto ma alla sua vita romana. Intanto ha ritrovato continuità: la prima vittoria in trasferta in campionato, la prima collana di tre successi in fila. Spiragli di calcio brillante, addirittura. Ma tutto ciò non è bastano nemmeno a mettersi alle spalle Lecce, Frosinone e Monza. Per la Roma e per Dybala.

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