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Garcia, la panchina è salva ma i numeri non tornano: è un Napoli senza più certezze

Rudi Garcia

 (reuters)
Il 2-2 con il Milan ha evitato la crisi ma confermato i problemi degli azzurri che hanno smarrito l'equilibrio e l’organizzazione tattica che avevano sfoggiato la scorsa stagione. Già 16 gol incassati tra campionato e Champions
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NAPOLI – La rimonta ha evitato la crisi e soprattutto salvato la panchina di Rudi Garcia, anche se sui social continua a imperversare l'hastag #Garciaout. Ma il 2-2 con il Milan - identico per risultato, modalità e perfino marcatori (Politano e Raspadori) a quello di Marassi contro il Genoa - ha solamente confermato che il Napoli non ha smarrito l'orgoglio e le notevoli qualità in attacco con cui aveva dominato il campionato scorso.

Napoli, la difesa balla: già 16 gol incassati

Non c'è invece più traccia dell'equilibrio e della perfetta organizzazione tattica che gli azzurri avevano sfoggiato in Italia e in Europa con la guida di Luciano Spalletti. Il giocattolo si è rotto e i 12 gol subiti in Serie A in 10 giornate (più i 4 in tre gare della Champ…

NAPOLI – La rimonta ha evitato la crisi e soprattutto salvato la panchina di Rudi Garcia, anche se sui social continua a imperversare l'hastag #Garciaout. Ma il 2-2 con il Milan - identico per risultato, modalità e perfino marcatori (Politano e Raspadori) a quello di Marassi contro il Genoa - ha solamente confermato che il Napoli non ha smarrito l'orgoglio e le notevoli qualità in attacco con cui aveva dominato il campionato scorso.

Napoli, la difesa balla: già 16 gol incassati

Non c'è invece più traccia dell'equilibrio e della perfetta organizzazione tattica che gli azzurri avevano sfoggiato in Italia e in Europa con la guida di Luciano Spalletti. Il giocattolo si è rotto e i 12 gol subiti in Serie A in 10 giornate (più i 4 in tre gare della Champions League) sono la prova più eloquente del grave passo indietro fatto da Di Lorenzo e i suoi compagni: già quasi tagliati fuori dalla lotta per lo scudetto e in bilico tra quarto e sesto posto. Poco, per i campioni in carica.

De Laurentiis, più tutor che presidente

Il tempo passa e Garcia non riesce a restituire al Napoli le sue certezze. Con il Milan si è dovuto di nuovo far sentire nell'intervallo Aurelio De Laurentiis, da un po' di tempo più tutor che presidente. La reazione degli azzurri c'è stata e la potenziale disfatta contro i rossoneri si è trasformata in un rabbioso pareggio, rendendo meno amara la serata dei 50 mila al Maradona. Ma la risalita fino al 2-2 è dipesa solamente dall'orgoglio dei campioni d'Italia e non da una ritrovata efficacia tattica, come ha ammesso con un onesto post sui social addirittura il tecnico francese. "Si poteva pensare che la partita fosse chiusa nel primo tempo e invece carattere, qualità e intensità della squadra, pure in dieci uomini, hanno quasi raccontato il finale che volevamo". Emblematico il cambio tra Politano e Zanoli: un difensore per una punta. Chi si accontenta, gode.

La Champions primo obiettivo

A Garcia premeva salvare la panchina e in qualche modo c'è riuscito. Ma con la sua conferma a oltranza sta gettando la maschera anche De Laurentiis, lasciando intendere che l'obiettivo stagionale del Napoli è il piazzamento tra le prime quattro: non la difesa dello scudetto. Solo così si spiega infatti l'attendismo del presidente, che ha deciso di aspettare la prossima sosta per tirare le somme. Prima ci sono il derby campano di sabato a Salerno e due gare al Maradona: la rivincita con L’Union Berlino in Champions e i 90' sulla carta abbordabili con l'Empoli. Osimhen non ci sarà, Anguissa è invece recuperato. La vera emergenza è però quella dei gol subiti. Già 16, e non è ancora novembre.

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