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Mourinho abbassa i toni: “Dalla procura federale mi aspetto giustizia, non ho offeso l’arbitro”

Josè Mourinho, 60 anni

Josè Mourinho, 60 anni

 (agf)

Il tecnico della Roma sentito da Chiné dopo le parole al vetriolo su arbitri e avversari prima della sfida con il Sassuolo. Nessun ripensamento nei confronti di Berardi

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ROMA – La quiete dopo la tempesta. Questa volta parlando in italiano. Dopo le parole al vetriolo su arbitri e avversari prima e dopo Sassuolo-Roma, costati anche un’indagine della procura federale, José Mourinho nella conferenza stampa alla vigilia di Roma-Fiorentina abbassa i toni. Nessuna nuova polemica con gli arbitri e nessun riferimento a Rapuano, Maresca o Aureliano (arbitro, quarto ufficiale e Var della sfida di domani sera con la Fiorentina). Anzi, piena fiducia nella giustizia sportiva dopo l’audizione di ieri in procura federale: “Mi aspetto giustizia. Mi sono presentato spontaneamente e ringrazio il procuratore Chiné che mi ha dato la possibilità di dirgli la verità. Io non ho mai offeso l’arbitro, non ho mai messo in dubbio le sue qualità. L’espressione che ho utilizzato (emotivamente instabile, ndr) mi sembra assolutamente normale perché la uso anche su me stesso sia a lavoro che nella vita sociale. Forse è stata capita in un modo diverso. Durante la partita l’arbitro ha dimostrato capacità per arbitrare Sassuolo-Roma e nel post ho detto che aveva fatto un buon lavoro. Non capisco quale sia il problema. Ora mi aspetto giustizia, di più non posso dire”.

La sentenza nei prossimi giorni

Nei prossimi giorni verrà pubblicata la sentenza, ma dal colloquio di ieri sembra essere uscito un Mourinho tutto nuovo. “Noi allenatori non dobbiamo parlare di arbitri prima della partita – promette il portoghese - È una riflessione che ho fatto da solo e ieri ho comunicato al procuratore Chinè. Dopo la partita si può, ma prima penso che bisogna partire dal principio che gli arbitri vogliono fare bene e noi dobbiamo lasciarli tranquilli”.

Il Sassuolo e Berardi

Se per ora è tregua armata con gli arbitri, nessun ripensamento nei confronti di Berardi, accusato di essere antisportivo in campo con i suoi atteggiamenti: “Quello è un problema del Sassuolo, un problema di personalità – sostiene Mourinho - Perché quando mi hanno trovato lì, prima e dopo la partita, non ne hanno parlato con me? Mi salutano con cordialità e con un grande sorriso ma il giorno dopo dicono alla stampa che non sono contenti delle mie dichiarazioni. È una questione di dignità. Io quando non sono d’accordo con un avversario ci parlo dopo la partita, dico le cose in faccia”.

"Ho il dovere di difendere il calcio”

Per lo Special One non ci sono scuse da dover fare, anzi: “Ho il diritto e il dovere di dire quello che ho detto. Un allenatore di alto livello da più di 20 anni ha il dovere di difendere il calcio. Avevo solo l’intenzione di difendere il calcio perché ci sono cose in campo che non possono accadere ma che spesso succedono settimana dopo settimana”.

L’incontro con Friedkin

Quanto al futuro, Mou è ermetico: "Se oggi firmerei se la proprietà mi presentasse il rinnovo? È una domanda ipotetica perché non è successo e non mi piace rispondere a domande ipotetiche. Non è un segreto che oggi siano qua il presidente e i suoi due figli, abbiamo parlato e il rapporto è positivo ma non abbiamo parlato del futuro e della scadenza di contratto".


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