Genoa-Juventus 1-1: Gudmundsson risponde a Chiesa, Allegri fallisce il sorpasso sull’Inter
di Emanuele GambaFederico Chiesa
(reuters)GENOVA — Il sesto sorpasso della Juventus d’anticipo non è riuscito: stavolta i bianconeri restano dietro, lasciando all’Inter la prima possibilità di una fuga, e certe volte momenti come questo sono quelli che possono dare una svolta alla stagione. Domenica ne sapremo di più. Per il momento abbiamo saputo che i bianconeri hanno fatto fatica a giocare la partita d’attacco cui li ha costretti il Genoa, hanno pure ceduto a delle insolite sbavature in difesa e per una volta gli episodi non hanno girato per il verso giusto, incluso il reclamo per un mani di Bani nella ripresa. È giusto invece il risultato, se non altro per il coraggio con cui il Genoa se l’è giocata dal primo all’ultimo: la partita è finita con Chiesa che rincorreva Gudmundsson da un’area all’altra, cioè il contrario di quello che avrebbe dovuto essere.
L’errore di Badelj
Gilardino, d’altronde, ha costretto la Juventus a giocare contronatura, non l’ha attaccata, s’è lasciato attaccare e lì…
GENOVA — Il sesto sorpasso della Juventus d’anticipo non è riuscito: stavolta i bianconeri restano dietro, lasciando all’Inter la prima possibilità di una fuga, e certe volte momenti come questo sono quelli che possono dare una svolta alla stagione. Domenica ne sapremo di più. Per il momento abbiamo saputo che i bianconeri hanno fatto fatica a giocare la partita d’attacco cui li ha costretti il Genoa, hanno pure ceduto a delle insolite sbavature in difesa e per una volta gli episodi non hanno girato per il verso giusto, incluso il reclamo per un mani di Bani nella ripresa. È giusto invece il risultato, se non altro per il coraggio con cui il Genoa se l’è giocata dal primo all’ultimo: la partita è finita con Chiesa che rincorreva Gudmundsson da un’area all’altra, cioè il contrario di quello che avrebbe dovuto essere.
L’errore di Badelj
Gilardino, d’altronde, ha costretto la Juventus a giocare contronatura, non l’ha attaccata, s’è lasciato attaccare e lì i bianconeri hanno dovuto giocare un gioco non loro. Hanno provato ad adattarsi. Vista la mancanza di punte rossoblù (Messias ha fatto il finto centravanti), Gatti e soprattutto Danilo sono diventati quasi centrocampisti e Chiesa ha spaziato su tutto il fronte dell’attacco, ma la fatica di costruire che la Juventus si porta dentro s’è vista tutta, almeno fino a quando il Genoa non ha regalato lui l’occasione per uscire dall’impasse. È accaduto quando Badelj, al limite della propria area, ha sbagliato un stop elementare consegnando palla a Vlahovic, che ha fatto l’unica cosa buona della sua partita liberando subito Chiesa, inevitabilmente steso dall’uscita disperata di Martinez. Vlahovic il rigore non se l’è sentito di tirarlo a l’ha lasciato al compagno, che prima gli ha chiesto “Sei sicuro?” e poi, rassicurato, ha tirato bene e segnato, malgrado non sia uno specialista: in carriera ne aveva battuti appena due (di cui uno parato da Donnarumma), l’ultimo dei quali tre anni e dieci mesi fa.
Juve snaturata
La Juve, a quel punto, ha potuto tornare sé stessa, liberandosi dei disagi che l’avevano attanagliata fin lì, ma stavolta ha potuto farlo per poco: Gilardino ha fatto la mossa giusta, aggiungendo una punta e spostando Messias in fascia e ne ha subito incassato l’effetto grazie a una tamburellante azione di pressione rifinita proprio da Ekuban per il sinistro di Gudmundsson, giocatore totale come ce ne sono pochi. E così la Juve è dovuta tornare a snaturarsi, ha avuto qualche slancio di rabbia ma la rabbia non è un piano, non è un progetto, è solamente una benzina per la speranza che però ieri non è bastata, molto anche per la capacità del Genoa di essere un blocco unico non solamente in campo ma anche con la gente attorno: Marassi è sempre un posto di magia. La Juve degli attacchi forzati ha rinunciato presto a Vlahovic (giusto), è ricorsa tardi a Yildiz (sbagliato) e ha avuto due sole occasioni per segnare ancora: una gliel’ha regalata Martinez, rimediando poi di persona su Chiesa, e l’altra è arrivata verso la fine con la solita azione da palla ferma, ma il difensore di turno (Bremer, stavolta) non ha fatto tombola. Succede, quando si è sempre sul filo.
Il tabellino di Genoa-Juventus
Genoa-Juventus 1-1
Genoa (3-5-1-1): Martinez 6.5 – Dragusin 6.5, Bani 6.5, De Winter 6 – Sabelli 6.5 (39’ st Vogliacco sv), Malinovskyi 6, Badelj 5, Frendrup 6.5, Vasquez 6 (1’ st Ekuban 6.5) – Gudmundsson 7.5 – Messias 5.5 (47’ st Haps sv). All. Gilardino 7.
Juventus (3-5-2): Szczesny 6 – Gatti 5.5, Bremer 5.5, Danilo 6 – Cambiaso 6.5 (42’ st Yildiz sv), McKennie 5.5, Locatelli 5.5, Miretti 5 (29’ st Iling-Junior sv), Kostic 5.5 (23’ st Weah 5.5) – Vlahovic 5 (23’ st Milik 5.5), Chiesa 7. All. Allegri 6.
Reti: 28’ pt Chiesa (rig.), 3’ st Gudmundsson
Arbitro: Massa 6.
Note: ammoniti Danilo, McKennie, Milik, Badelj, Malinovskyi. Spettatori 33.232.