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Genoa-Juventus 1-1: Gudmundsson risponde a Chiesa, Allegri fallisce il sorpasso sull’Inter

Federico Chiesa

 (reuters)
Pari a Marassi: avanti i bianconeri con un rigore. Domenica Inzaghi può allungare
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GENOVA — Il sesto sorpasso della Juventus d’anticipo non è riuscito: stavolta i bianconeri restano dietro, lasciando all’Inter la prima possibilità di una fuga, e certe volte momenti come questo sono quelli che possono dare una svolta alla stagione. Domenica ne sapremo di più. Per il momento abbiamo saputo che i bianconeri hanno fatto fatica a giocare la partita d’attacco cui li ha costretti il Genoa, hanno pure ceduto a delle insolite sbavature in difesa e per una volta gli episodi non hanno girato per il verso giusto, incluso il reclamo per un mani di Bani nella ripresa. È giusto invece il risultato, se non altro per il coraggio con cui il Genoa se l’è giocata dal primo all’ultimo: la partita è finita con Chiesa che rincorreva Gudmundsson da un’area all’altra, cioè il contrario di quello che avrebbe dovuto essere.

«la cronaca della partita»

L’errore di Badelj

Gilardino, d’altronde, ha costretto la Juventus a giocare contronatura, non l’ha attaccata, s’è lasciato attaccare e lì…

GENOVA — Il sesto sorpasso della Juventus d’anticipo non è riuscito: stavolta i bianconeri restano dietro, lasciando all’Inter la prima possibilità di una fuga, e certe volte momenti come questo sono quelli che possono dare una svolta alla stagione. Domenica ne sapremo di più. Per il momento abbiamo saputo che i bianconeri hanno fatto fatica a giocare la partita d’attacco cui li ha costretti il Genoa, hanno pure ceduto a delle insolite sbavature in difesa e per una volta gli episodi non hanno girato per il verso giusto, incluso il reclamo per un mani di Bani nella ripresa. È giusto invece il risultato, se non altro per il coraggio con cui il Genoa se l’è giocata dal primo all’ultimo: la partita è finita con Chiesa che rincorreva Gudmundsson da un’area all’altra, cioè il contrario di quello che avrebbe dovuto essere.

«la cronaca della partita»

L’errore di Badelj

Gilardino, d’altronde, ha costretto la Juventus a giocare contronatura, non l’ha attaccata, s’è lasciato attaccare e lì i bianconeri hanno dovuto giocare un gioco non loro. Hanno provato ad adattarsi. Vista la mancanza di punte rossoblù (Messias ha fatto il finto centravanti), Gatti e soprattutto Danilo sono diventati quasi centrocampisti e Chiesa ha spaziato su tutto il fronte dell’attacco, ma la fatica di costruire che la Juventus si porta dentro s’è vista tutta, almeno fino a quando il Genoa non ha regalato lui l’occasione per uscire dall’impasse. È accaduto quando Badelj, al limite della propria area, ha sbagliato un stop elementare consegnando palla a Vlahovic, che ha fatto l’unica cosa buona della sua partita liberando subito Chiesa, inevitabilmente steso dall’uscita disperata di Martinez. Vlahovic il rigore non se l’è sentito di tirarlo a l’ha lasciato al compagno, che prima gli ha chiesto “Sei sicuro?” e poi, rassicurato, ha tirato bene e segnato, malgrado non sia uno specialista: in carriera ne aveva battuti appena due (di cui uno parato da Donnarumma), l’ultimo dei quali tre anni e dieci mesi fa.

Juve snaturata

La Juve, a quel punto, ha potuto tornare sé stessa, liberandosi dei disagi che l’avevano attanagliata fin lì, ma stavolta ha potuto farlo per poco: Gilardino ha fatto la mossa giusta, aggiungendo una punta e spostando Messias in fascia e ne ha subito incassato l’effetto grazie a una tamburellante azione di pressione rifinita proprio da Ekuban per il sinistro di Gudmundsson, giocatore totale come ce ne sono pochi. E così la Juve è dovuta tornare a snaturarsi, ha avuto qualche slancio di rabbia ma la rabbia non è un piano, non è un progetto, è solamente una benzina per la speranza che però ieri non è bastata, molto anche per la capacità del Genoa di essere un blocco unico non solamente in campo ma anche con la gente attorno: Marassi è sempre un posto di magia. La Juve degli attacchi forzati ha rinunciato presto a Vlahovic (giusto), è ricorsa tardi a Yildiz (sbagliato) e ha avuto due sole occasioni per segnare ancora: una gliel’ha regalata Martinez, rimediando poi di persona su Chiesa, e l’altra è arrivata verso la fine con la solita azione da palla ferma, ma il difensore di turno (Bremer, stavolta) non ha fatto tombola. Succede, quando si è sempre sul filo.

Il tabellino di Genoa-Juventus

Genoa-Juventus 1-1

Genoa (3-5-1-1): Martinez 6.5 – Dragusin 6.5, Bani 6.5, De Winter 6 – Sabelli 6.5 (39’ st Vogliacco sv), Malinovskyi 6, Badelj 5, Frendrup 6.5, Vasquez 6 (1’ st Ekuban 6.5) – Gudmundsson 7.5 – Messias 5.5 (47’ st Haps sv). All. Gilardino 7.

Juventus (3-5-2): Szczesny 6 – Gatti 5.5, Bremer 5.5, Danilo 6 – Cambiaso 6.5 (42’ st Yildiz sv), McKennie 5.5, Locatelli 5.5, Miretti 5 (29’ st Iling-Junior sv), Kostic 5.5 (23’ st Weah 5.5) – Vlahovic 5 (23’ st Milik 5.5), Chiesa 7. All. Allegri 6.

Reti: 28’ pt Chiesa (rig.), 3’ st Gudmundsson

Arbitro: Massa 6.

Note: ammoniti Danilo, McKennie, Milik, Badelj, Malinovskyi. Spettatori 33.232.

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