✕

Supercoppa in Arabia, prendi i soldi ma non scappare: mezza serie A a caccia di investimenti

Il trofeo assegnato a Riad è stata anche l’opportunità per il calcio italiano di trovare nuove risorse
2 minuti di lettura

Prendi i soldi e scappa. Questa la brutale sintesi con cui Maurizio Sarri ha descritto la scelta di giocare la Supercoppa in Arabia. Ci ha preso a metà. I soldi, la Serie A li ha presi eccome: 23 milioni, per più di un terzo alla vincitrice. Ma di scappare, il calcio italiano non ha alcuna intenzione. Anzi. L’amministratore delegato della Lega di Serie A, Luigi De Siervo, ha annunciato che entro la primavera il nostro campionato aprirà una sede a Riad, dopo quella già inaugurata ad Abu Dhabi. E il presidente Lorenzo Casini ha rilanciato: “Potremmo giocare in Arabia una giornata di Serie A”, sempre che Uefa e Fifa lo consentano.

Ma non sono solo le istituzioni del calcio a muoversi come rabdomanti nel deserto in cerca di milioni. Anch…

Prendi i soldi e scappa. Questa la brutale sintesi con cui Maurizio Sarri ha descritto la scelta di giocare la Supercoppa in Arabia. Ci ha preso a metà. I soldi, la Serie A li ha presi eccome: 23 milioni, per più di un terzo alla vincitrice. Ma di scappare, il calcio italiano non ha alcuna intenzione. Anzi. L’amministratore delegato della Lega di Serie A, Luigi De Siervo, ha annunciato che entro la primavera il nostro campionato aprirà una sede a Riad, dopo quella già inaugurata ad Abu Dhabi. E il presidente Lorenzo Casini ha rilanciato: “Potremmo giocare in Arabia una giornata di Serie A”, sempre che Uefa e Fifa lo consentano.

Ma non sono solo le istituzioni del calcio a muoversi come rabdomanti nel deserto in cerca di milioni. Anche i singoli club si danno da fare nell’area del Golfo. Il Palermo condivide con il Manchester City una proprietà di Abu Dhabi. Al Milan, che ha come sponsor la compagnia aerea Emirates Airlines, ha risposto lo scorso anno l’Inter, che ha stretto una partnership con Qatar Airways. E Aurelio De Laurentiis, scettico alla vigilia sull’idea di giocare la Supercoppa in terra araba, si è lasciato affascinare da grattacieli in costruzione e contratti da firmare, al punto da chiamare a Riad tutto il suo staff di marketing. Ora tocca alla Roma, che mercoledì giocherà con l’Al-Shabab, seconda squadra di Riad dopo l’Al-Nassr per palmares. In un Paese dove metà delle auto sono Toyota, si sentiranno a casa loro i Friedkin, che sulla vendita di auto giapponesi negli Stati Uniti hanno costruito la loro fortuna a partire dal Texas, terra di petrolio. E tutto si tiene.

Materazzi: “Non è solo questione di soldi”

“Non penso che i giocatori vengano qui solo per soldi, lo fanno anche per passione”, ha detto Marco Materazzi, intervenuto al Riyad Social Football Summit, organizzato dalla Serie A e dalle istituzioni saudite per presentare non tanto la finale di Supercoppa, quanto la nuova amicizia calcistica fra i due Paesi, che nasce dal calcio. Sarà, ma a Milinkovic Savic non saranno dispiaciuti i 20 milioni netti a stagione che gli paga l’Al-Hilal. E per Brozovic, che ha il pallino degli investimenti in criptovalute, faranno comodo i quasi 30 che guadagna dall’Al-Nassr, dove Cristiano Ronaldo ne prende sei volte tanto. Cifre che viste dall’Italia spaventano, ma che sono poca cosa rispetto a quanto il regno del principe ereditario Mohammad Bin Salman sta investendo in infrastrutture.

Un lago nel deserto, ci penseranno gli italiani

Ne sa qualcosa WeBuild, società italiana di ingegneria che si è aggiudicata una commessa da 4,7 milioni per la costruzione di un lago artificiale sui monti desertici a nord del Paese, vicino al confine con la Giordania. Di mezzo c’è sempre lo sport: il lago, di acqua desalinizzata, sarà il cuore del comprensorio sciistico che ospiterà i giochi invernali asiatici del 2029. La prossima frontiera saranno gli stadi per il Mondiale del 2030. E le aziende italiane specializzate in spalti e arene, che in patria faticano a costruire, si stanno già posizionando, convinte che per fare soldi veri la cosa migliore sia seguire il pallone che rotola.

Leggi i commenti