Atalanta-Juventus 0-1: Vlahovic regala la coppa Italia ai bianconeri
di Emanuele GambaÈ giusto così, è giusto che Allegri lasci in ricordo una vittoria perfettamente allegriana, di stile purissimo, davvero molto sua nei tempi, nei modi e nelle reazioni: pure quel modo sguaiato di perdere il controllo ha fatto capire che il tempo è scaduto e un’epoca s’è chiusa, anche se da qui in avanti lui continuerà in qualche modo a esserci ancora, nel continuo paragone che si farà. Nei due precedenti anni d’assenza i confronti li aveva stravinti, vedremo da domani in poi. L’ultima di Allegri (che torna a vincere dopo 3 anni) ha dunque negato la prima di Gasperini, rimasto impigliato nella partita che volevano gli altri. L’Atalanta resta così ferma all’unico titolo di 61 anni fa, ma un futuro chiaro da lei seguire ce l’ha. Quello della Juve comincia adesso ed è tutto da impostare.
Vlahovic subito in gol
La partita s’è subito messa come Allegri sperava che si mettesse, vale a dire nell’unico modo in cui la Juve avrebbe potuto vincerla: il gol presto segnato da…
È giusto così, è giusto che Allegri lasci in ricordo una vittoria perfettamente allegriana, di stile purissimo, davvero molto sua nei tempi, nei modi e nelle reazioni: pure quel modo sguaiato di perdere il controllo ha fatto capire che il tempo è scaduto e un’epoca s’è chiusa, anche se da qui in avanti lui continuerà in qualche modo a esserci ancora, nel continuo paragone che si farà. Nei due precedenti anni d’assenza i confronti li aveva stravinti, vedremo da domani in poi. L’ultima di Allegri (che torna a vincere dopo 3 anni) ha dunque negato la prima di Gasperini, rimasto impigliato nella partita che volevano gli altri. L’Atalanta resta così ferma all’unico titolo di 61 anni fa, ma un futuro chiaro da lei seguire ce l’ha. Quello della Juve comincia adesso ed è tutto da impostare.
Vlahovic subito in gol
La partita s’è subito messa come Allegri sperava che si mettesse, vale a dire nell’unico modo in cui la Juve avrebbe potuto vincerla: il gol presto segnato da Vlahovic, bravo a resistere a Hien dopo una verticalizzazione e immediata di Cambiaso che ha scoperto disallineata la difesa atalantina, è stato il tesoro su cui la Juve ha costruito una prova di resistenza delle migliori, difendendosi spesso con dieci giocatori in area ma anche andando alla caccia di palloni più avanti, tentando ripartenze frustrate dalla scarsa vena di Chiesa e nonostante le difficoltà di Hien con Vlahovic.
I problemi dell’Atalanta
L’Atalanta non ha esercitato la superiorità in mezzo, finendo per schiacciarsi addosso a tre attaccanti che avrebbero avuto bisogno di spazi e che nell’affollamento non si trovano a loro agio. Zappacosta ha avuto spesso la palla del cross, ma ci ha sempre rinunciato: per chi avrebbe dovuto rinunciare, se Scamacca non c’era e se Touré, nella ripresa, non è stato un surrogato adatto?
La Juve ha così preso fiducia, pur ostentando i suoi nervi tesissimi, le sue insicurezze affioranti. Si sono visti giocatori esultare per una respinta (Gatti) o una rimessa laterale guadagnata (Danilo) e tante reazioni emotive sono state sopra la righe: è una squadra che aveva un continuo bisogno di essere rincuorata, rassicurata e in questo senso il gol di Vlahovic è stata una carezza all’anima, a undici anime che piano piano hanno cominciato a prendersi per mano, facendo muro quando non c’era altro da fare e poi fiondandosi in contropiede appena possibile.
Vlahovic, raddoppio annullato
A Vlahovic non è andata bene: ha reclamato un rigore per un contrasto con Hien, gli hanno annullato un gol per un ginocchio in fuorigioco, ha speso un sacco di energie a protestare ed è uscito prima del tempo in un tripudio di folla poco dopo che l’Atalanta stava cominciando a farsi pericolosa, prima con un sinistro di Miranchuk finito alto e poi con un destro di Lookman incocciato sul palo. Ma i bergamaschi non sono squadra da sfondamento, i suoi cingoli hanno bisogno di terreno (difatti gli esterni non hanno fatto che impantanarsi) e tutto si è ridotto alle iniziative di Lookman, un dribblatore in una palude.
Così, col tempo, la Juventus si è ricordata di essere la squadra più forte tra le due (lo dicono valore, curricula, palmares, stipendi dei giocatori) e ha tirato fuori sé stessa da sé stessa, alla buon’ora, finendo per trasferire all’Atalanta la rassegnazione alla sconfitta. Una traversa scossa da Miretti all’83’ ha di fatto chiuso la faccenda, e un’epoca. Da domani, tutti avranno un futuro diverso cui pensare.
Atalanta 0
Juventus 1 (4’ pt Vlahovic)
Atalanta (3-4-2-1) Carnesecchi - De Roon (20’ st Toloi), Hien 4 (14’ st Scalvini), Djimsiti – Zappacosta (14’ st Hateboer), Pasalic (14’ st Miranchuk), Ederson, Ruggeri – Koopmeiners, De Ketelaere (1’ st Touré) – Lookman. All. Gasperini.
Juventus (3-5-2) Perin – Gatti, Bremer, Danilo – Cambiaso (36’ st Weah), McKennie Nicolussi Caviglia (16’ st Miretti), Rabiot, Iling-Junior - Vlahovic (36’ st Milik), Chiesa (24’ st Yildiz) . All. Allegri.
Arbitro: Maresca
Note: espulso Allegri. Ammoniti Hien, Vlahovic, Djimsiti, Bremer e Toloi. Spettatori: 66.854.
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