Torino – La nuova Juventus è un tavolo a cinque gambe, perché c’era un evidente bisogno di stabilità e solidità dopo il terzo ribaltone societario in tre anni e mezzo e la quarta dirigenza bruscamente avvicendata da quando è stata deposta la tirannia dei nove scudetti di fila. Damien Comolli, il nuovo direttore generale, si è presentato con la prima decisione forte, confermando Igor Tudor anche p…