Il nome suggerisce il contrario. Proprio come i Malavoglia – non certo pigri – Malen fa bene alla Roma e al suo attacco. Quello che Gasperini cercava: “È l’uomo che volevo. Farà tanti gol”, sottolinea il tecnico dopo il successo a Torino che rianima il sogno Champions League (giallorossi di nuovo quarti, tre punti sopra la Juventus). Sconfitto Baroni e il suo tabù, che aveva condannato la Roma nella gara di andata e in coppa Italia.
Dovbyk e Ferguson bocciati
Alla fine, per spezzare la maledizione, bastava un centravanti. Non che a Trigoria non ce ne fossero, di attaccanti. Ma Dovbyk e Ferguson, a Gasperini, non sono mai piaciuti. L’ucraino rientrerà tra due mesi, dopo l’operazione, mentre l’irlandese ha già perso, in un colpo solo, due posizioni nelle gerarchie: oscurato da Mal…
Il nome suggerisce il contrario. Proprio come i Malavoglia – non certo pigri – Malen fa bene alla Roma e al suo attacco. Quello che Gasperini cercava: “È l’uomo che volevo. Farà tanti gol”, sottolinea il tecnico dopo il successo a Torino che rianima il sogno Champions League (giallorossi di nuovo quarti, tre punti sopra la Juventus). Sconfitto Baroni e il suo tabù, che aveva condannato la Roma nella gara di andata e in coppa Italia.
Dovbyk e Ferguson bocciati
Alla fine, per spezzare la maledizione, bastava un centravanti. Non che a Trigoria non ce ne fossero, di attaccanti. Ma Dovbyk e Ferguson, a Gasperini, non sono mai piaciuti. L’ucraino rientrerà tra due mesi, dopo l’operazione, mentre l’irlandese ha già perso, in un colpo solo, due posizioni nelle gerarchie: oscurato da Malen, Evan rischia di essere scalzato anche dal baby Robinio Vaz, subito pericoloso sul finale di gara. E pensare che Ferguson era il prescelto, tanto che l’allenatore, nelle prime giornate di campionato, l’aveva subito messo davanti al collega. Ma qualcosa s’è incrinato: una serie di prestazioni opache, unite a dichiarazioni spietate. Quelle di Gasperini, che rintoccano quasi come delle condanne: “Oggi, per la prima volta, gli ho visto fare un allenamento giusto”. Parole di ottobre inoltrato, non certo di agosto. E ancora: “Tra lui e Dybala scelgo tutta la vita Paulo. A livello tecnico non c’è storia”.
Malen, che intesa con Dybala
Non proprio smielato, il messaggio per Ferguson. L’esatto contrario di Malen. Da quando ha messo piede a Trigoria, Gasperini non fa che incensare l’attaccante olandese. “Non lo conoscete bene, nell’Olanda lui gioca titolare, mica Zirkzee”. Un chiaro riferimento al mercato. Per la serie: “Joshua, di te non ho più bisogno”. Ci pensa Donyell, subito centrale nel gioco romanista. L’intesa con Dybala è stata perfetta, quasi fossero vecchi compagni di squadra. “Malen? È un giocatore molto forte, un attaccante vero. Trovarlo è molto facile per me, soprattutto quando gioco a destra, nel mio ruolo”, spiega l’ex Juventus.
Gasperini: “È quello che ci serviva”
L’argentino e l’olandese parlano la stessa lingua. Hanno marchiato il primo gol, poi annullato per fuorigioco: assist di Paulo, tiro – in scivolata – di Malen. Ritenta, sarai più fortunato. Detto fatto. Il secondo tentativo è quello buono: invenzione dell’argentino, colpo sicuro dell’olandese. Nessun dubbio stavolta: Roma in vantaggio. Il copione, per il resto della partita, è lo stesso: Malen domina l’area di rigore come Gasperini comanda, come la Roma non era più abituata. “Rispecchia al meglio le caratteristiche che volevamo: velocità, fisicità, primo controllo, rapidità che fanno ben sperare”, sostiene il tecnico. “Migliora anche Dybala”, prosegue.
Il merito, per Gasperini, è tutto del vicepresidente: “Malen è qui grazie a Ryan Friedkin”. La presenza della società, in questi giorni, ha rasserenato i pensieri dell’allenatore, che ha messo da parte la strategia del silenzio nervoso, tornando a parlare di “progetto”. Il suo e quello dei suoi giocatori: “Intorno a Malen voglio costruire la Roma del futuro”.