MILANO - Il carroarmato che schiaccia le macchine pitturate con colori e scritte delle tifoserie rivali è la nuova frontiera del folklore ultrà. La trovata è stata messa in scena due giorni fa dai tifosi dell'Atalanta alla festa della Dea, il ritrovo annuale della curva bergamasca. Ogni serata inizia con un ingresso scenografico con l'ospite di turno a bordo di un mezzo sempre nuovo. E' toccato ad auto da rally, betoniere e mongolfiere. Domenica sera ha fatto la sua ricomparsa un blindato della Seconda guerra mondiale che aveva giá fatto da corteo in passato alla presentazione di German Denis detto per l'appunto 'El tanque'. Ma questa volta l'intento è stato meno pacifico: il carroarmato, che introduceva Migliaccio e il mitico ex cavallone svedese Stromberg, ha travolto due macchine che simboleggiavano le tifoserie di Brescia e Roma, i grandi rivali degli ultrá atalantini.
Il cingolato ha preso la rincorsa e poi ha schiacciato le vetture in mezzo ai cori di centinaia di casa. Una coreografia costruita grazie a due macchine recuperate dallo sfasciacarrozze e a un collezionista di un paese vicino a Orio al Serio, dove si svolgeva la festa. Un appassionato di mezzi storici e tifoso dell'Atalanta che ha caricato il carroarmato su un camion e l'ha scaricato nei pressi del piazzale della festa. Fino a qui si può discutere del cattivo gusto dell'esibizione che ovviamente non puó che surriscaldare ulteriormente gli animi delle curve di Brescia e Roma. "E' stata una tamarrata", dicono a Bergamo. Più preoccupante vedere, nelle immagini che riprendono la scena, un bambino che prende a manate una delle due macchine che di lì a poco sarebbero state schiacciate. E non è rassicurante il fatto che a organizzare la trovata sia una curva pesantemente colpita appena due settimane fa da un provvedimento della magistratura.
Il pm di Bergamo, Carmen Pugliese, ha chiesto il rinvio a giudizio per un centinaio di tifosi atalantini per associazione a delinquere dopo alcuni scontri allo stadio. Tra questi, il capo ultrà atalantino e Daniele Belotti, ex assessore regionale e ora segretario provinciale della Lega Nord che domenica era alla festa e che commenta: "Non scherziamo, si è trattato solo di una goliardata. A Roma si preoccupassero piuttosto dei 30 accoltellati all'anno, tra cui anche tre atalantini alcuni anni fa". L'Atalanta non fa commenti, parla invece il presidente dell'Aic, Damiano Tommasi: "Non so se si fa peggio a parlare di certi episodi. Certo, è un modo curioso di vivere il tifo. La presenza di Migliaccio? È appena arrivato dal Palermo, non penso immaginasse cosa avrebbero fatto con quel cingolato".
Ma il mondo ultrá prosegue imperterrito nelle sue esibizioni. E questo non vale solo per l'Atalanta, ma interessa tutto il calcio italiano. Ci sono club dove non basta nemmeno aver compiuto reati gravi con pesantissime conseguenze alle persone per impedire l'ingresso da privilegiati all'interno del centro sportivo. Ed è normale vedere ultrá con pass particolari accedere a zone degli spogliatoi riservati ai tesserati. Ormai non si contano più minacce e intimidazioni che condizionano anche il mercato. Quasi sempre calciatori, allenatori e dirigenti si piegano a queste logiche per quieto vivere. Pochissime le eccezioni. Su tutti Paolo Maldini che infatti ha dovuto subire una disgustosa contestazione degli ultrá milanisti il giorno dell'addio. E' il prezzo da pagare per tenere la schiena dritta in un calcio pieno di connivenze.
Intanto prima reazione della Figc. La Procura Federale ha infatti aperto un fascicolo sui fatti accaduti domenica, riferendo che "in merito alla vicenda è stata acquisita anche una nota inviata dall'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive".
Il cingolato ha preso la rincorsa e poi ha schiacciato le vetture in mezzo ai cori di centinaia di casa. Una coreografia costruita grazie a due macchine recuperate dallo sfasciacarrozze e a un collezionista di un paese vicino a Orio al Serio, dove si svolgeva la festa. Un appassionato di mezzi storici e tifoso dell'Atalanta che ha caricato il carroarmato su un camion e l'ha scaricato nei pressi del piazzale della festa. Fino a qui si può discutere del cattivo gusto dell'esibizione che ovviamente non puó che surriscaldare ulteriormente gli animi delle curve di Brescia e Roma. "E' stata una tamarrata", dicono a Bergamo. Più preoccupante vedere, nelle immagini che riprendono la scena, un bambino che prende a manate una delle due macchine che di lì a poco sarebbero state schiacciate. E non è rassicurante il fatto che a organizzare la trovata sia una curva pesantemente colpita appena due settimane fa da un provvedimento della magistratura.
Il pm di Bergamo, Carmen Pugliese, ha chiesto il rinvio a giudizio per un centinaio di tifosi atalantini per associazione a delinquere dopo alcuni scontri allo stadio. Tra questi, il capo ultrà atalantino e Daniele Belotti, ex assessore regionale e ora segretario provinciale della Lega Nord che domenica era alla festa e che commenta: "Non scherziamo, si è trattato solo di una goliardata. A Roma si preoccupassero piuttosto dei 30 accoltellati all'anno, tra cui anche tre atalantini alcuni anni fa". L'Atalanta non fa commenti, parla invece il presidente dell'Aic, Damiano Tommasi: "Non so se si fa peggio a parlare di certi episodi. Certo, è un modo curioso di vivere il tifo. La presenza di Migliaccio? È appena arrivato dal Palermo, non penso immaginasse cosa avrebbero fatto con quel cingolato".
Ma il mondo ultrá prosegue imperterrito nelle sue esibizioni. E questo non vale solo per l'Atalanta, ma interessa tutto il calcio italiano. Ci sono club dove non basta nemmeno aver compiuto reati gravi con pesantissime conseguenze alle persone per impedire l'ingresso da privilegiati all'interno del centro sportivo. Ed è normale vedere ultrá con pass particolari accedere a zone degli spogliatoi riservati ai tesserati. Ormai non si contano più minacce e intimidazioni che condizionano anche il mercato. Quasi sempre calciatori, allenatori e dirigenti si piegano a queste logiche per quieto vivere. Pochissime le eccezioni. Su tutti Paolo Maldini che infatti ha dovuto subire una disgustosa contestazione degli ultrá milanisti il giorno dell'addio. E' il prezzo da pagare per tenere la schiena dritta in un calcio pieno di connivenze.
Intanto prima reazione della Figc. La Procura Federale ha infatti aperto un fascicolo sui fatti accaduti domenica, riferendo che "in merito alla vicenda è stata acquisita anche una nota inviata dall'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive".