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Atalanta, Gasperini: "Ora conosciamo la Champions, saremo più attenti"

Gian Piero Gasperini (ansa)
Dopo aver sfiorato la semifinale la scorsa stagione, i nerazzurri iniziano la loro seconda avventura nella coppa più importante affrontando i danesi del Midtjylland
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HERNING - Contro il Midtjylland campione di Danimarca, debuttante come la scorsa stagione era l'Atalanta, la macchina da gol di Gasperini, dopo avere sorpreso l'Europa, ritrova la Champions poco più di due mesi dopo la beffa di Lisbona, la semifinale sfiorata nel duello col Psg. E il demiurgo della macchina atalantina misura la nuova dimensione della squadra in campo europeo, rispetto al debutto della scorsa stagione in casa della Dinamo Zagabria.

E' un'Atalanta più consapevole, più forte, più esperta o più ambiziosa? Gasperini soppesa l'aggettivo più giusto e argomenta il ragionamento: "Rispetto a Zagabria abbiamo fatto passi avanti. E conosciamo questo torneo. Il livello, anche se non incontri Liverpool o Ajax come faremo dopo, è molto alto, perché chi gioca la Champions ha vinto il proprio campionato o comunque è abituato a giocare sempre per vincere. Non è più una novità per noi. Arriveremo più attenti, fermo restando che la partita andrà giocata al meglio, come al solito".

La pandemia, che condizionò la scorsa edizione e che ha toccato da vicinissimo Bergamo, non è ancora sconfitta. Si gioca senza pubblico e cresce il partito di chi considera falsato il calcio attuale: "Non è il calcio che tutti vorremmo, né in Champions, né in campionato. Ma tutte le squadre in tutta Europa stanno cercando comunque di andare avanti e di tenere duro. Io sono tra quelli che sperano di continuare a giocare. Ovviamente vorrei che si tornasse negli stadi, ma questo non possiamo deciderlo di noi. Soltanto quando saremo stati capaci di sconfiggere il virus potremo tornare alle partite col pubblico, come prima".

Ilicic in ballottaggio

Lo svantaggio potenziale è che tutti adesso conoscono l'Atalanta e la sua tattica innovativa: sfruttare l'effetto sorpresa, in teoria, è più difficile. Gasperini, però, non è preoccupato dell'eventualità che questa sia un'arma spuntata: "Credo che a questi livelli le squadre si conoscano meglio, oggi ci sono mezzi tecnologici grazie ai quali, anche se il Covid ti impedisce di andare allo stadio, puoi conoscere tutto il necessario dell'avversario. Io penso che proprio che sotto questo aspetto, in Champions, non possano esserci sorprese".

Non lo sarebbe eventualmente, assicura, nemmeno l'impiego di Ilicic, dopo la lunghissima assenza per i problemi personali ora superati, al di là della partita di Napoli, non all'altezza sul piano atletico: "Sta bene, ha bisogno di giocare. E' stato fermo parecchio e giocando può alzare ancora di più la sua condizione. Ormai è un giocatore recuperato". Il fantasista sembra in ballottaggio con Muriel e Pasalic. Intanto la sconfitta col Napoli, conclude l'allenatore dopo l'autocritica di squadra sabato scorso ("problemi tattici, tecnici e mentali"), è stata già dimenticata: "Abbiamo avuto poco tempo per prepararla e abbiamo riconosciuto i meriti del nostro avversario. Ma non serve più parlarne, non serve tornare indietro. Abbiamo perso una partita ed è un motivo in più er riprenderci subito. Qualche volta ci è già capitato: pensiamo alla prossima. Abbiamo avuto tre giorni per prepararci. Come tutte quelle di Champions, che non sono mai banale, non lo è nemmeno questa. Qui non esistono mai partite scontate. Il nostro percorso non è sempre in discesa, è fatto ogni tanto anche di qualche buca. Abbiamo sempre avuto la forza di rialzarci. Ho detto più volete che se non vinciamo impariamo. l'importante è che, se perdiamo - speriamo non tanto spesso - si possa ripartire nel modo migliore".

Freuler: "Dimenticare Parigi"

Il Midtjylland non è affatto sconosciuto allo staff atalantino: "Gioca un calcio moderno e aggressivo, è una squadra organizzata che fa dell'entusiasmo e dell'intensità la sua forza, con giocatori anche forti. D'altronde, se vinci il tuo campionato e sei espressione di una scuola calcistica e di una nazionale come quella danese, sei forte. I più pericolosi sono gli attaccanti, non solo il più noto che è Sisto. Perciò il primo obiettivo è limitare la loro pericolosità. La lezione è stata recepita dai giocatori dell'Atalanta, giura Freuler, che ha cercato di accantonare un ricordo personale, prima che diventasse un tarlo: nella partita di Lisbona persa col Psg per due gol al 90' e al 93', in rimonta all'1-0 di Pasalic, lui si è infortunato all'88', la squadra è rimasta in 10 perché le sostituzioni erano finite e l'episodio si è rivelato decisivo: "Certo che ho riguardato la partita, ma a un certo punto devi dimenticare. Va bene pensarci per due o tre giorni, ma poi basta. Ora siamo in Danimarca e se pensiamo ancora a tre mesi fa vuol dire che non ci siamo preparati bene". L'obiettivo minimo della stagione? Se di scudetto Gasperini non ha mai parlato, Freuler non vuole dare indizi, nemmeno sul traguardo degli ottavi di finale di Champions, che vorrebbe dire avere superato nella classifica del girone una tra Liverpool e Ajax: "Gli obiettivi li sappiamo noi nello spogliatoio e non li dobbiamo dire in pubblico. Intanto cominciamo col vincere qui in Danimarca".






 
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