"Dove pensa di andare?". "Lei non sa chi sono io!". È andato più o meno così il dialogo tra Duvan Zapata e gli uomini della security all'ingresso di Fideuram, private banking di piazza Matteotti a Bergamo, dove il centravanti dell'Atalanta era andato per curare i propri affari. Il calciatore si è presentato in abbigliamento sportivo - felpa con cappuccio, tuta e sneakers - probabilmente per non dare troppo nell'occhio. D'altra parte, grazie ai suoi tanti gol, è un beniamino della curva atalantina. I vigilantes, però, non hanno riconosciuto il colombiano e gli hanno bloccato il passaggio.
Zapata fermato all'ingresso dalla security
Quando ha provato a entrare, Zapata è stato fermato. "Dove pensa di andare? Questo non è un posto per lei, vada da un'altra parte", il senso più o meno delle parole che gli sarebbero state rivolte. "Sono Zapata, sono Zapata, fatemi entrare". "Zapata, chi?", la risposta. L'episodio, raccontato dal Corriere di Bergamo, è simile a quanto successe nel 2000 a Clarence Seedorf appena arrivato in Italia.
Le scuse della banca a Zapata
Chiarito l'equivoco, sono arrivate le scuse della banca. "Zapata è un nostro cliente - la conferma del responsabile della filiale bergamasca di Fideuram, Marco Beri -, ma banca e security sono due cose diverse. Quest'ultima garantisce un servizio di vigilanza in pianta stabile, sia mattina che pomeriggio, in un interspazio tra l'ingresso e la strada. Quanto alla nostra operatività, generalmente, ogni cliente ha un suo personale consulente finanziario con cui si interfaccia su appuntamento". Al prossimo, Zapata spererà di non ricevere un'altra brutta sorpresa.