EMPOLI - Lo sguardo a fine partita stava anticipando le parole. La Toscana non fa bene al suo Bologna, nè a lui. Adiratissimo al Franchi, per l'approccio molle con la Fiorentina, Roberto Donadoni non riesce a gustarsi una fiorentina neanche a pochi km di distanza. Al Castellani l'approccio mentale è stato lo stesso: "Partiti male, abbiamo subito immediatamente un gol per colpa di una disattenzione ma l'avevamo raddrizzata con bravura. E in quel momento siamo mancati, non abbiamo dimostrato di avere piglio, di avere carattere, arrivavamo sempre dopo l'avversario, un secondo dopo, senza la rabbia giusta". Donadoni non si tiene: "Quando giochi così, fai brutte figure e questo mi fa veramente arrabbiare. Non possiamo e dobbiamo essere così".
Provvedimenti?
"Dobbiamo torniamo a lavorare. Subito. Il programma era diverso, ma è necessario che qualcuno vigili e tenga sul pezzo questi giocatori".
In sette giorni il cielo cambia, come mai?
"Fai qualcosa di buono, di veramente buono e pensi che possa bastare. Così la volta dopo cadi. Abbiamo corso, abbiamo faticato: per cosa? Per portare a casa cosa? Nulla. Dobbiamo dare continuità alle nostre prestazioni, invece ci accontentiamo".
Provvedimenti?
"Dobbiamo torniamo a lavorare. Subito. Il programma era diverso, ma è necessario che qualcuno vigili e tenga sul pezzo questi giocatori".
In sette giorni il cielo cambia, come mai?
"Fai qualcosa di buono, di veramente buono e pensi che possa bastare. Così la volta dopo cadi. Abbiamo corso, abbiamo faticato: per cosa? Per portare a casa cosa? Nulla. Dobbiamo dare continuità alle nostre prestazioni, invece ci accontentiamo".
