Sinisa è subito partito verso Roma, per una settimana di relax. Domenica Mihajlovic era tornato in panchina in occasione della sfida al Dall'Ara contro la Lazio, squadra che da calciatori è stata il suo grande amore. E' stata la sua terza presenza stagionale dopo quelle con Verona e Spal.
Bologna-Lazio, Mihajlovic in panchina dopo il pellegrinaggio dei tifosi
Un'ovazione del Dall'Ara per Sinisa Mihajlovic oggi in panchina per Bologna-Lazio, con l'ok all'ultimo dei medici che gli stanno curando la leucemia al Sant'Orsola di Bologna. In mattinata, nel nome di Sinisa, c'era stato il pellegrinaggio dei tifosi delle sue due squadre del cuore, nel giorno in cui la curva rossoblù celebra i 110 anni compiuti giovedì scorso dal club.
Una maglia rossoblù e una biancoceleste in testa, colori diversi ma lo stesso nome sulle spalle, in oltre un migliaio, fedeli e non, bolognesi e laziali, al seguito. La seconda processione a San Luca, dopo quella di luglio, per Sinisa Mihajlovic ha sfilato stamattina fino al santuario sul Colle, guidata da don Massimo Vacchetti. Al sacerdote i tifosi della Lazio avevano regalato una maglia per il serbo, malato di leucemia (con la scritta "Se tira Sinisa è gol", vecchio coro della curva per quando giocava in biancoceleste) ieri a Roma, durante la creazione a cardinale di Zuppi. Ed è terminata nel piazzale della basilica, con un gemellaggio ideale tra le due tifoserie, "non storicamente amiche ma che sanno stare assieme, ho le lacrime agli occhi", ha detto don Vacchetti, prima che il sagrato esplodesse nell'applauso all'annuncio che Sinisa sarà in panchina nel pomeriggio contro la Lazio.
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Poi il via a educati cori da stadio, gli stendardi di entrambe le tifoserie con le immagini di Mihajlovic appese al balcone della chiesa, una foto ricordo di gruppo. "Ora vi voglio così anche quando cantate alla Madonna", scherza il responsabile pastorale allo sport della Diocesi di Bologna.Tra i presenti anche Marcella Schiavio, figlia di Angelo indimenticabile attaccante del Bologna e della Nazionale. Prima dell'arrivo a San Luca, luogo storico dei pellegrinaggi religiosi e laici dei bolognesi, la processione era stata ordinata e silenziosa, come chiesto alla partenza, coi fedeli a recitare il rosario e gli atei a seguire rispettosamente le indicative. Una ventina di tifosi laziali, un migliaio rossoblù, senza i gruppi ultras organizzati ma tutti uniti per testimoniare l'affetto per un uomo che ha lasciato il segno in entrambe le città. E per chi sta combattendo una simile battaglia, coi pellegrini a lasciare in basilica i biglietti coi nomi di cari che stanno soffrendo e per i quali spendere una preghiera.
Dopo il breve periodo nella capitale il tecnico serbo tornerà a Bologna e l'idea è quella di passare qualche giorno a Casteldebole per seguire la squadra e dirigere qualche allenamento. Ma chiaramente dipenderà anche dalle condizioni climatiche. Gli piacerebbe pure andare in panchina a Torino contro la Juve, sabato 19, dopo la pausa per la Nazionale, ma di certo ancora, come ovvio, non c'è nulla. Poi fra qualche settimana, Mihajlovic, come da programma, quello sì stilato al dettaglio, sarà nuovamente ricoverato per proseguire le terapie propedeutiche al trapianto di midollo osseo.
