Sport

Bologna, Mihajlovic promuove la squadra: "Dovevamo almeno provare a far male"

(ansa)
Il tecnico criticato per l'atteggiamento offensivo: "Ma con questa mentalità se incontri una squadra del tuo livello le passi sopra. L'arbitro? Vorrei riavere Rocchi anche in altre partite. COn la malattia ho imparato la pazienza"
1 minuti di lettura
Gli appalusi spesso non portano punti. Il bel Bologna della ripresa non ha evitato a Sinisa Mihajlovic addirittura qualche critica, dopo il ko per 2-0 in casa contro la Juventus. Eppure l'atteggiamento smaccatamente offensivo della sua squadra contro Ronaldo e soci è una scelta che il tecnico serbo difende: "So che così rischio più di perderla che vincerla. Ma con questa mentalità quando incontro le squadre del mio livello ci passo sopra. Quella è la mentalità che dobbiamo avere. Con le grandi il gol lo prendi, ma cerchiamo almeno di fargli male". 

Lo svantaggio iniziale è arrivato con un rigore concesso ai bianconeri dopo consulto al Var, ma che Mihajlovic on contesta, anzi: "Avrei voluto arbitri come Rocchi o uno di quelli bravi in altre partite. Stasera è stato bravo", la promozione dell'allenatore. Che magari in futuro valuterà se concedere più spazio a Rodrigo palacio, che col suo ingresso ha creato le prime vere difficoltà alla Juve. Sinisa però non fa sconti neanche all'argentino: "Palacio non era pronto, ci sono ancora undici partite, c'è campo per tutti. L'importante è cercare di essere determinante quando giochi, non è detto che devi esserlo solo quando entri". 

Con Sinisa, inevitabile finire per parlare anche di quell'annuncio di un anno fa: la malattia, le cure, la paura, la guarigione. "Bisogna essere più forti della paura - ha detto - se ti fai schiacciare dalla paura è un errore. Quando conosci te stesso, quando ti capita una disgrazia non ti butti giù ma cerchi subito di affrontarla e di vincerla. Da un punto di vista mentale è fondamentale. Se sono guarito è merito dei dottori che hanno fatto un lavoro fantastico, ma ha aiutato la mia condizione fisica di quando mi sono ammalato e la mia voglia di vivere, che non ho mai perso. Devo dire che con la malattia ho imparato ad avere più  pazienza, che non è mai stato il mio pregio migliore. A quel punto cambia anche il tuo rapporto col mondo, con la gente, la famiglia, i giocatori. Poi ci sono i momenti in cui ti arrabbi, ma rispetto a prima vivo tutto al massimo, momenti belli e arrabbiature".
I commenti dei lettori