ROMA - Quant’è dura la vita ai tempi dei social. Tempi in cui nulla sfugge ad attentissimi occhi e orecchie del popolo del web. E se anche dovesse sfuggire, tra servizi streaming, on demand e chi più ne ha più ne metta, basta un semplice rewind per recuperare. Altro che Var. Poi è questione di attimi: uno smartphone per registrare il passo falso e condividerlo sui propri account e il gioco è fatto. La giostra parte, e chi la ferma più? L’ultima “vittima” è Nicola Sansone, attaccante del Bologna che nel corso della consueta intervista flash a bordo campo alla fine del primo tempo del derby con il Sassuolo è inciampato sull’italiano. “Che partita dovrà fare il Bologna nel secondo tempo?”, chiede la giornalista di Dazn. “Di soffrimento”, risponde con il fiatone il buon Nicola.
Dall'amalgama di Massimino al Bronzo di Rialto di Schillaci
Il video diventa immediatamente virale sui social network: commenti, condivisioni, reaction di risate su risate. Muoia Sansone con tutti i Filistei: si ripescano i più celebri strafalcioni linguistici provenienti dal mondo del calcio, dal presidente del Catania Angelo Massimino che voleva comprare l’amalgama che mancava alla sua squadra ad Arrigo Sacchi che si era trovato di fronte un avversario ostico e anche agnostico, da Totò Schillaci che ammetteva di non avere il fisico da Bronzo di Rialto alle mitiche frasi del Trap spesso al centro della rubrica “Le interviste possibili” di Mai dire Gol della Gialappa’s Band.
Per qualcuno, la gaffe di Sansone ha dato finalmente una ragione di esistere all’intervista a all’intervallo. Ed effettivamente, in questo più che in altri momenti gli intervistati fanno sempre più spesso sfoggio del campionario di frasi fatte che ogni calciatore che si rispetti è tenuto a memorizzare. Qualcun altro cerca il lato umano della vicenda: ma povero Nicola, provateci voi a essere mentalmente lucidi dopo 45 minuti a correre per il campo, con un allenatore come Mihajlovic che sa come farsi sentire dai suoi.
Ma i puristi della lingua salvano Sansone e lui si 'vendica'
Inaspettatamente, ecco il salvifico arrivo dei puristi della lingua. Anzi, delle lingue: c’è chi ricorda che Sansone è nato e cresciuto a Monaco di Baviera e solo a 20 anni si è trasferito in Italia. Prima excusatio. Ma non basta: altri fanno notare che dal 2016 al 2019 l’attaccante di origine campana ha giocato al Villarreal, e in spagnolo la parola per esprimere lo stato di sofferenza è “sufrimiento”. Ecco spiegato lo scivolone. Infine, la prova regina che scagiona Sansone: compulsando tutti i vocabolari, si scopre che il termine “soffrimento”, seppur di uso raro, esiste. Dunque non si tratta nemmeno di errore. Una tesi, quest’ultima, scherzosamente sposata dallo stesso attaccante del Bologna, che a fine partita sui social ripropone il termine galeotto accompagnandolo a emoji divertite.
Impossibile stabilire se Sansone abbia volutamente utilizzato un termine arcaico. Ma è poi così importante? L’episodio ha fatto divertire e riscoprire una delle tante parole della nostra lingua cadute nel dimenticatoio. Insomma, nessuno si è fatto male. Poteva andare molto peggio: il buon Nicola avrebbe potuto rispondere “Nel secondo tempo ci sarà da soffriggere”. E lì sì che sarebbe stato fritto.
