UDINESE - Una classifica impietosa, risultati negativi che si susseguono da troppe settimane (1 punto nelle ultime sette partite), una buona dose di sfortuna a caratterizzare talune prestazioni: al cospetto di queste evidenze la cosa più semplice sarebbe quella di rassegnarsi alla retrocessione in serie B, ma Rolando Maran non molla, la sconfitta di Udine ha lasciato in lui la convinzione che il gruppo che allena è ancora in corsa per la salvezza."Volevo essere qui oggi per avere più tempo per pensare, approfondire meglio la gara, avete visto tutti la partita di ieri - dice il tecnico trentino, rimasto in silenzio nel postgara di Udine - abbiamo creato tanto, ci siamo messi nelle condizioni di fare quello che dovevamo fare, ma non siamo riusciti a concretizzare quello che abbiamo creato. La squadra ci crede ancora, è una situazione gravissima ma dobbiamo essere realisti e andare avanti. Togliendo errori e altro, nelle ultime tre gare abbiamo creato tanto, ed in una situazione psicologica devastante l'Udinese ha avuto come migliore in campo il portiere. Io mi rimbocco le maniche e continuo a lavorare".
Ventisette giornate su trentuno trascorse occupando una delle ultime tre posizioni della classifica, quale fattore potrebbe invertire un trend così delineato ? "Negli ultimi turni tutte hanno rallentato - aggiunge Maran - solo il Livorno ieri ha fatto un punto. Le difficoltà le hanno tutte e cinque le squadre in lotta per non retrocedere. Domenica, contro il Torino, potrebbe essere la fine della nostra battaglia, oppure la prosecuzione di un percorso da vivere fino alla fine. Ogni volta ci viene data una nuova possibilità e questo è l'unico aspetto che ci tiene ancora ancorati alla salvezza. E' evidente che ci sono problemi e sono venuto qui per dirli. Il reparto difensivo non ha mai trovato continuità durante il campionato, questi goal sono stati presi per errore di tutti, ma dobbiamo rialzarci e cercare di non sbagliare più. In queste ultime gare sono stati errori grossolani dovuti alla situazione mentale. Io i giocatori li conosco meglio di tutti, e credetemi non siamo impazziti. Ma non deve essere un alibi tutto questo".
Da ottavo in classifica a ultimo della classe, a distanza di dodici mesi il Catania pare aver disperso tutte le proprie peculiarità."Abbiamo avuto molti giocatori con problemi fisici evidenti - conclude il tecnico rossazzurro - purtroppo dura dall'inizio del campionato. Abbiamo alternato momenti di gara disastrosi ad altri straordinari. Ecco perché continuo a ripetere che non bisogna alzare bandiera bianca, ma credere nell'esatto contrario. Se ci fermiamo a quello che c'è stato è un casino e non ne veniamo fuori, ma nella consapevolezza che la situazione è complicatissima, i margini per venirne fuori ci sono ancora e possiamo farcela. Voglio giocarmela fino in fondo, si deve fare corsa su tre squadre e abbiamo uno scontro diretto a disposizione (a Bologna alla penultima giornata, ndr), penso 25 ore al giorno a come risolvere i problemi, so come si sente la gente e so come stiamo noi. Dobbiamo andare in campo e giocare, far bene e vincere, al di là degli appelli. Il mercato di Gennaio ? Le mie idee in certe situazioni le tengo per me".
Ventisette giornate su trentuno trascorse occupando una delle ultime tre posizioni della classifica, quale fattore potrebbe invertire un trend così delineato ? "Negli ultimi turni tutte hanno rallentato - aggiunge Maran - solo il Livorno ieri ha fatto un punto. Le difficoltà le hanno tutte e cinque le squadre in lotta per non retrocedere. Domenica, contro il Torino, potrebbe essere la fine della nostra battaglia, oppure la prosecuzione di un percorso da vivere fino alla fine. Ogni volta ci viene data una nuova possibilità e questo è l'unico aspetto che ci tiene ancora ancorati alla salvezza. E' evidente che ci sono problemi e sono venuto qui per dirli. Il reparto difensivo non ha mai trovato continuità durante il campionato, questi goal sono stati presi per errore di tutti, ma dobbiamo rialzarci e cercare di non sbagliare più. In queste ultime gare sono stati errori grossolani dovuti alla situazione mentale. Io i giocatori li conosco meglio di tutti, e credetemi non siamo impazziti. Ma non deve essere un alibi tutto questo".
Da ottavo in classifica a ultimo della classe, a distanza di dodici mesi il Catania pare aver disperso tutte le proprie peculiarità."Abbiamo avuto molti giocatori con problemi fisici evidenti - conclude il tecnico rossazzurro - purtroppo dura dall'inizio del campionato. Abbiamo alternato momenti di gara disastrosi ad altri straordinari. Ecco perché continuo a ripetere che non bisogna alzare bandiera bianca, ma credere nell'esatto contrario. Se ci fermiamo a quello che c'è stato è un casino e non ne veniamo fuori, ma nella consapevolezza che la situazione è complicatissima, i margini per venirne fuori ci sono ancora e possiamo farcela. Voglio giocarmela fino in fondo, si deve fare corsa su tre squadre e abbiamo uno scontro diretto a disposizione (a Bologna alla penultima giornata, ndr), penso 25 ore al giorno a come risolvere i problemi, so come si sente la gente e so come stiamo noi. Dobbiamo andare in campo e giocare, far bene e vincere, al di là degli appelli. Il mercato di Gennaio ? Le mie idee in certe situazioni le tengo per me".