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Catania, Pellegrino: "Abbiamo bisogno dei tifosi. Da stupidi non parlare di B, ma non molliamo"

Il tecnico rossoazzurro lancia un appello: "Al Massimino contro la Samp serve il sostegno del nostro pubblico. La contestazione non ci ha mai portato risultati positivi. Non siamo rassegnati ma il momento è difficile: ci servono 12 punti"
di ALESSANDRO VAGLIASINDI

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CATANIA - Da domenica notte sulla rete gira un video che documenta un alterco avvenuto, all'aeroporto di Milano, tra un tifoso del Catania e la squadra rossazzurra, con l'allenatore in testa. Un episodio che ha scatenato reazioni di segno opposto in città. "Non conto quanti anni ho trascorso in questa società, con quanti tifosi ho parlato - dice il tecnico Maurizio Pellegrino, intervenuto per evitare che il tifoso e Bergessio venissero a contatto - mi affido a chi mi conosce e capisce bene la mia reazione. Quel tifoso, che ha ottenuto un minuto di notorietà, ha mancato di rispetto ai tutti i tifosi, a mio modo di vedere. In quel momento mi ha chiesto chi fossi senza sapere che stava parlando con uno che questo scudetto ce l'ha cucito addosso. Sono legato a questa maglia, ho dato e conservo cose che nessuno deve mettere in discussione, tanto meno uno che non conosco e dice di non conoscermi. Il mio senso di appartenenza è questo, ed ero incazzato anche alla due di notte, per il momento in cui ci troviamo e per la partita che avevamo perso".

Ciò che adesso chiede l'allenatore rossazzurro è di trovare al Massimino un ambiente sereno, in cui il Catania possa esprimere i concetti tattici mandati a memoria in allenamento. "E' importante per noi il fattore ambientale - aggiunge Pellegrino - lo è sempre stato. Quando abbiamo sentito la nostra gente contestare i risultati non sono stati positivi. Abbiamo sempre sofferto l'ostilità, e contro la Samp sarebbe motivo di condizionamento. Però, a questo deve subentrare la professionalità, l'orgoglio, la capacità di pensare solo alla partita e vincerla. Per me sarà l'esordio in A davanti al mio pubblico, e proverò una grande emozione entrando nel mio stadio del cuore, da allenatore di serie A".

Ma il Catania è già rassegnato alla retrocessione ? "Non parlare di serie B è da stupidi - dice l'ex centrocampista rossazzurro - bisogna essere consapevoli del momento di difficoltà che attraversiamo. Dall'altra parte quel che sentiamo dentro è di crederci fino in fondo. Il calcio insegna che anche le imprese impossibili possono realizzarsi. Io porto a questa squadra una riflessione in più su cosa significhi indossare la maglia del Catania, giocare le partite con questa maglia. L'ho vissuto da calciatore e ne conosco l'importanza. Ho provato ad inculcare nei ragazzi la volontà di fare questi tre punti, una vittoria ci  porterebbe a vivere una settimana diversa, con maggiore consapevolezza, nella ricerca del massimo obiettivo che inseguiamo: conquistare dodici punti da qui alla fine del campionato".
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