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Fiorentina: Gomez, tappe forzate per il recupero. L'obiettivo è il Milan

Il tedesco ha tolto le stampelle e ha aumentato i carichi di lavoro. Farà di tutto per esserci sabato 2 novembre a San Siro. Montella è a corto di attaccanti e il ritorno dell'ex Bayern è fondamentale
di MATTEO MAGRINI

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FIRENZE - Operazione recupero. Fisico, psicologico e "numerico". Del resto si sapeva. L'Europa League dà, ma soprattutto toglie. La Fiorentina se n'è accorta per la prima volta domenica sera. Vuota. Nella testa e nelle gambe. La trasferta (vittoriosa) in Ucraina ha inciso, eccome, sulla brutta prestazione dell'Olimpico. Anche perché in campo c'era gente recuperata a tempo di record, ma ben lontana dal 100% della condizione. Qualche esempio? Cuadrado, Pasqual e soprattutto Giuseppe Rossi. Il Pepito Nazionale ha smaltito la contrattura rimediata lunedì scorso col Parma, ma probabilmente non era pronto per scendere in campo. Non a caso è stato sostituito nel secondo tempo.

Il problema, per Montella, è che non ha altri attaccanti puri a disposizione. Rebic è infortunato, mentre il giovane Matos va gestito con cautela. Per questo Rossi è stato costretto agli straordinari, e per questo tutti aspettano a gloria Mario Gomez. Desiderato, acclamato, appena assaggiato e poi perso. Quella domenica col Cagliari ha gettato nello sconforto tutti, ma il giorno del grande ritorno si sta avvicinando.

Segnatevi la data: sabato 2 novembre, San Siro, ore 20,45. Milan-Fiorentina. L'obiettivo è quello, e il bomber tedesco sta facendo di tutto per esserci. Tanto lavoro (anche 10 ore al giorno) e una grinta infinita. L'ex Bayern Monaco ha fatto di tutto per vestirsi di viola, e non ne può più di star fuori. Ha già saltato sei partite (Atalanta, Inter, Pacos, Parma, Dnipro e Lazio), e ne salterà ancora. Niente Juventus, per intendersi, ne Pandurii, Chievo e Napoli. Poi stop. Basta assenze. Negli ultimi giorni ha messo via le stampelle, ha iniziato a camminare liberamente aumentando i carichi di allenamento. Palestra e potenziamento, per ora, ma presto tornerà anche a correre e a toccare il pallone. Montella non vede l'ora. Pepito Rossi pure. Da loro due, infatti, ripartirà la caccia della Fiorentina alle prime posizioni della classifica. Perché è vero, siamo solo all'inizio, ma non c'è più molto tempo da perdere.
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