FIRENZE - Inizia dal suo passato il viaggio europeo di Paulo Sousa. Che domani sera al Franchi (ore 21.05) affronterà il Basilea che ha portato al titolo nazionale pochi mesi fa. Prima di passare a Firenze e rilevare sulla panchina viola il predecessore, Vincenzo Montella. Uno che negli ultimi due anni ha sfiorato la finale della competizione. Accarezzando il sogno e poi cadendo sul più bello, in semifinale contro il Siviglia che poi avrebbe alzato la coppa. Il tecnico portoghese è deciso a mettere da parte le emozioni dell'ex, concentrandosi soltanto sul debutto europeo. E l'obiettivo è uno solo: "Vincerle, tutte". Chiaro, no? Se col Basilea inizia la sua avventura, nello stadio svizzero sicuramente si concluderà quella dell'Europa League. Al St. Jakob Park, infatti, il 18 maggio prossimo si disputerà la finale. Un intreccio che però non coinvolge emotivamente Sousa. Non al momento, perlomeno. Ma che Basilea si aspetta domani? "Il loro punto di forza sono l'esperienza che hanno a questi livelli, così come la voglia di giocare la finale in casa. La loro società - aggiunge - punta tantissimo a questa finale. E noi dovremo partire proprio dalle loro motivazioni per essere superiori. E poi la qualità: in fase offensiva, la velocità di esecuzione, la qualità tecnica. Dovremo essere una squadra sola, specie nelle difficoltà". Come l'ultima col Genoa, dove i viola hanno chiuso in dieci per l'espulsione di Badelj. Strappando comunque tre punti fondamentali. Ma torniamo all'Europa. O meglio, alla differenza di gioco tra Italia e Svizzera: "Nel calcio moderno è molto difficile vincere, devi essere molto preparato. Ritengo il campionato italiano il più difficile, anche per un allenatore. In Svizzera si gioca quattro volte durante la stagione contro lo stesso avversario. Poi c'è la pausa invernale che rende difficoltoso il rientro al momento della competizione europea. Questo cambia molto rispetto all'Italia, anche dal punto di vista della cultura e dello stile".
"FELICE DI AFFRONTARE IL BASILEA" - Domani sarà una sfida al suo recente passato: "Provo molta felicità - dichiara Sousa - perché dopo un anno passato in maniera più che positiva insieme a loro, ogni momento è buono per rivederci. Qui dovremo competere, l'uno di fronte all'altro, ma non potrò mai dimenticare quel che ho fatto col Basilea. Abbiamo vinto tanto anno scorso. Mi conoscono bene, il vantaggio l'avranno loro". La sua Fiorentina applicherà turn over? "Come allenatore devo partire sempre da una base, quella del gioco e dell'identità. Un'idea principale che valga per tutti i giocatori. Dopodiché l'intesa e la continuità dovranno mantenere un livello di competitività all'interno della logica comune. Suarez in questi due mesi sta facendo molto bene, nonostante il cambio di allenatore e di gioco che è stato radicale". E Rossi? "Ha le stesse possibilità di chiunque altro di partire titolare domani sera".
BORJA VALERO: "IL SOGNO E' VINCERE" - Assieme al tecnico viola c'è il centrocampista spagnolo, che si è subito adattato al gioco di Sousa. Ritrovando anche una verve che in alcuni periodi dello scorso anno pareva persa. "Sono sempre lo stesso - dichiara Borja - non è cambiato niente e ci metto sempre la stessa voglia. Forse il primo anno ho reso molto più di quel che potevo ma non sono d'accordo su chi afferma che questo è il vero Borja Valero. Sono sempre io". Cosa prova ripensando alla semifinale contro il Siviglia? "C'è ancora rabbia da quella gara ma c'è anche tanta voglia di fare bene. Il gruppo è pronto per questa nuova sfida e cambiando il mister sono cambiate tante cose, specie nella fase di approccio della gara. Vogliamo arrivare in fondo alla competizione, anche se non sarà semplice". Poi una battuta sul Basilea? "E' una squadra abituata a questo tipo di competizioni, di solito gioca la Champions e sarà dura. Però giochiamo in casa e vogliamo farci valere. Ci tentiamo, contro una squadra sulla carta molto importante". Messaggio anche per i tifosi: "Non avevo dubbi che fossero con noi, fin dalla prima di campionato riempiendo lo stadio. Anche in Europa League sono sicuro che sarà così. Anche se forse non abbiamo dei nomi, la squadra ha due attributi per lottare sempre in campo". Infine il desiderio. Il suo: "L'unica cosa che mi manca, come giocatore, è quella di vincere. Vorrei raccontarlo ai miei figli e ai miei nipoti, per vedere quella luce negli occhi durante i racconti".
"FELICE DI AFFRONTARE IL BASILEA" - Domani sarà una sfida al suo recente passato: "Provo molta felicità - dichiara Sousa - perché dopo un anno passato in maniera più che positiva insieme a loro, ogni momento è buono per rivederci. Qui dovremo competere, l'uno di fronte all'altro, ma non potrò mai dimenticare quel che ho fatto col Basilea. Abbiamo vinto tanto anno scorso. Mi conoscono bene, il vantaggio l'avranno loro". La sua Fiorentina applicherà turn over? "Come allenatore devo partire sempre da una base, quella del gioco e dell'identità. Un'idea principale che valga per tutti i giocatori. Dopodiché l'intesa e la continuità dovranno mantenere un livello di competitività all'interno della logica comune. Suarez in questi due mesi sta facendo molto bene, nonostante il cambio di allenatore e di gioco che è stato radicale". E Rossi? "Ha le stesse possibilità di chiunque altro di partire titolare domani sera".
BORJA VALERO: "IL SOGNO E' VINCERE" - Assieme al tecnico viola c'è il centrocampista spagnolo, che si è subito adattato al gioco di Sousa. Ritrovando anche una verve che in alcuni periodi dello scorso anno pareva persa. "Sono sempre lo stesso - dichiara Borja - non è cambiato niente e ci metto sempre la stessa voglia. Forse il primo anno ho reso molto più di quel che potevo ma non sono d'accordo su chi afferma che questo è il vero Borja Valero. Sono sempre io". Cosa prova ripensando alla semifinale contro il Siviglia? "C'è ancora rabbia da quella gara ma c'è anche tanta voglia di fare bene. Il gruppo è pronto per questa nuova sfida e cambiando il mister sono cambiate tante cose, specie nella fase di approccio della gara. Vogliamo arrivare in fondo alla competizione, anche se non sarà semplice". Poi una battuta sul Basilea? "E' una squadra abituata a questo tipo di competizioni, di solito gioca la Champions e sarà dura. Però giochiamo in casa e vogliamo farci valere. Ci tentiamo, contro una squadra sulla carta molto importante". Messaggio anche per i tifosi: "Non avevo dubbi che fossero con noi, fin dalla prima di campionato riempiendo lo stadio. Anche in Europa League sono sicuro che sarà così. Anche se forse non abbiamo dei nomi, la squadra ha due attributi per lottare sempre in campo". Infine il desiderio. Il suo: "L'unica cosa che mi manca, come giocatore, è quella di vincere. Vorrei raccontarlo ai miei figli e ai miei nipoti, per vedere quella luce negli occhi durante i racconti".
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