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Fiorentina, l'Europa e la Juve. Per Sousa la settimana verità

Giovedì la sfida con i portoghesi del Belenenses, serve un punto per conquistare i sedicesimi di Europa League. Domenica la sfida più attesa, a Torino contro i bianconeri. Esame da grande atteso da Sousa: ''Una partita che sentiamo''

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FIRENZE - Tu chiamale se vuoi, settimane cruciali. La Fiorentina spazza via l'Udinese in una domenica fredda e che la ricolloca al secondo posto in campionato, sorpassando il Napoli che cade a Bologna. L'Inter è così vicina che sarebbe scontato pensare all'assalto ai nerazzurri da consumarsi nelle prossime settimane. Eppure a Firenze inizia oggi una settimana che porterà con sé, inevitabilmente, sentenze e verità sulla stagione in corso. Giovedì al Franchi arriva il Belenenses, formazione portoghese alla quale i viola dovranno strappare almeno un punto per qualificarsi ai sedicesimi di finale d'Europa League. Non certo un'impresa, visto il 4-0 rifilato a domicilio nella gara d'andata. Domenica sera, infine, gli uomini di Paulo Sousa sono attesi allo Juventus Stadium in un match dalle mille emozioni. E dal risultato più aperto che mai. Perché la Fiorentina arriverà a Torino con cinque lunghezze di vantaggio sui bianco neri. Che dopo quindici giornate di campionato non sono certo poche. Anche se la formazione di Max Allegri, reduce da cinque vittorie consecutive, non ha nessuna intenzione di fermarsi proprio contro i viola.
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LA GARA DELLA VERITA' - Due gare, due verdetti. Se quello europeo pare scontato, almeno sulla carta e nei pensieri dei tifosi viola, quello di campionato si preannuncia davvero imprevedibile. "Sentiamo questa sfida" - ha ammesso ieri in sala stampa Paulo Sousa. Che poi ha aggiunto: "Non mi aspetto un'accoglienza particolare, ovunque sono stato ho ricevuto grande rispetto". Ma non sarà una gara come le altre. Uscire dallo Stadium con un buon risultato, per la Fiorentina vorrebbe dire poter concludere al meglio un avvio di stagione da incorniciare. In attesa del mercato di riparazione che potrebbe garantire a Sousa quegli innesti per rimanere competitivo anche quando le varie competizioni (compresa l'Europa League e la coppa Italia) entreranno nel vivo. Nella fase più calda. Ecco perché già da questa settimana dovranno arrivare risposte importanti. Chiare. Dal gruppo, soprattutto. "La squadra ha sempre giocato con tanta voglia, con grande qualità e abbiamo sempre avuto ottimi approcci alle gare", ha detto ancora il tecnico portoghese dopo il 3-0 all'Udinese. Già, l'approccio. La Fiorentina si gioca molto contro la Juventus. Che Sousa ha sempre inserito nelle pretendenti al titolo, anche quando tutto girava storto in casa bianco nera. Questione di cultura e di storia, diceva l'ex di turno. E aveva ragione.
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VIOLA E JUVE, CACCIA ALLA ZAMPATA - La grande squadra si vede proprio in quei momenti. Quando la qualità e la ferocia sportiva non riescono a prevalere sui risultati e sulle prestazioni. Ma questo campionato è strano. Senza un padrone vero. Che possa prendere la testa della classifica e restarci, a lungo. Come se quel primo posto scottasse, fosse scivoloso e per niente rassicurante. Eppure la Fiorentina ci si è piazzata come non accadeva dal campionato '98/'99. Quando un certo Gabriel Omar Batistuta fece esplodere il Franchi con un colpo di testa che a Firenze nessuno ha dimenticato. Avversaria era la Juventus. E il giorno il 13 dicembre. Lo stesso che metterà nuovamente di fronte i viola e i bianco neri, 17 anni più tardi. In una sfida impossibile da definire come tutte le altre. La sfida verità, per Fiorentina e Juventus. Entrambe in cerca della zampata decisiva per prendersi (o riprendersi) la guida di questo pazzo e imprevedibile campionato.
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