FIRENZE - "Sicuramente c'è delusione per l'eliminazione dalla Coppa Italia ma sono sicuro che domenica i ragazzi ci faranno vedere la vera Fiorentina". Lo ha detto il patron della Fiorentina, Andrea Della Valle, al microfono di RadioBruno, alla vigilia della gara in programma domenica al Franchi contro il Chievo. L'occasione è stata la serata di auguri di Natale della società. Quest'anno la location scelta è quella della Stazione Leopolda. Impossibile non parlare anche di mercato, con una squadra che ha bisogno di rinforzarsi: "I tifosi si attendono un regalo? Cerchiamo assolutamente di vincere domenica, poi sul mercato si vedrà", ha concluso Della Valle.
MOMENTO NON FACILE - Alla ricerca dell'identità perduta. Potrebbe essere il titolo del prossimo colossal in uscita al cinema, prossimamente. Ma stavolta parliamo di Fiorentina e del momento non certo facile che sta vivendo la squadra di Paulo Sousa tra campionato e coppe. In generale. Una settimana che tra Juventus e Carpi ha lasciato a bocca asciutta la formazione viola. Che prima ha concesso il fianco ai bianco neri proprio nel momento cruciale del match, quando la gara pareva in pugno e il pareggio un ottimo risultato. Poi ha fallito l'occasione più grande, almeno finora, in casa contro il Carpi negli ottavi di coppa Italia. Il tabellone in discesa, la finale accessibile più che mai visto lo scontro tra Spezia e Alessandria nell'altro quarto. E invece niente: Di Gaudio ha infranto bruscamente i sogni dei tifosi. Se poi aggiungiamo anche il caso Rossi, che potrebbe partire in prestito a gennaio, e l'affanno di alcuni giocatori chiave, ecco che il momento di flessione è inevitabile. "Sono arrabbiato e deluso - ha commentato mercoledì sera Sousa - quando ci disuniamo e puntiamo sulle individualità, dimenticando l'identità, ecco che ci esponiamo alle ripartenze degli avversari e tutto si fa più difficile".
DOPO LA SOSTA, LA FLESSIONE - Difficile dare torto al tecnico portoghese, che fin dal primo giorno in viola ha sempre predicato filosoficamente i principi di unità, cultura della vittoria, compattezza. In una parola, identità. La sua squadra deve provare sempre a vincere, tutte le gare. Insieme. Eppure qualcosa non sta andando come dovrebbe. Dopo l'avvio scoppiettante in campionato, con la vetta della classifica ritrovata dopo 16 anni e un gioco tra i migliori d'Italia, l'ultima sosta a causa delle nazionali ha rallentato notevolmente la corsa della Fiorentina. Precisamente dopo la vittoria per 2-0 in casa della Sampdoria: una dimostrazione di forza e di brillantezza che fece impazzire Firenze. E accendere i primi sogni, magari non dichiarati, di tornare a competere per il titolo. Era l'8 novembre. Il rientro dalla sosta fu uno shock: 0-2 a fine primo tempo contro l'Empoli e viola che agguantarono il pareggio con una doppietta di Kalinic nel derby toscano. Poi la Fiorentina pareggia col Sassuolo, vince con l'Udinese e perde a Torino. Nel mezzo il pari a Basilea e la vittoria col Belenenses, prima del k. o. definitivo col Carpi. I primi segnali di stanchezza però fanno riferimento proprio alla sfida con l'Empoli. Una Fiorentina non più capace di gestire, di inchiodare l'avversario nella propria metà campo. Scarica a livello di testa, soprattutto.
SI PUO' PUNTARE ALLA CHAMPIONS? - Eppure Sousa si ritrova in seconda posizione in classifica, davanti a big del calibro di Roma, Juventus e Milan. Alla pari del Napoli. Soltanto l'Inter ha fatto meglio e l'ultima sfida del 2015 non pare proibitiva: in casa, domenica alle ore 15, contro il Chievo. Tre punti per chiudere in bellezza l'anno solare e ricaricare le energie, aspettando le mosse della società sul mercato. L'obiettivo non dichiarato ma sussurrato ai giocatori è quello della Champions. Se la Fiorentina tornerà ad essere sé stessa, allora potrà giocarsela fino in fondo. Contro chiunque. Una corsa lunga e appassionante, che però i giocatori dovranno gestire senza ansie eccessive. Con la spensieratezza di chi ha poco da perdere e tutto da guadagnare. In fondo quest'anno era stato impostato così: ricompattare la squadra e l'ambiente dopo il triennio di Vincenzo Montella. Eppure per Firenze e per la maggior parte dei tifosi, è ancora questa la stagione "buona" per puntare in alto. E la dirigenza non può tirarsi indietro proprio adesso: Sousa ha già parlato con chi di dovere, consapevole che anche le altre concorrenti si rafforzeranno. Per questo il mercato di gennaio, in casa Fiorentina, potrebbe essere più caldo che mai.
MOMENTO NON FACILE - Alla ricerca dell'identità perduta. Potrebbe essere il titolo del prossimo colossal in uscita al cinema, prossimamente. Ma stavolta parliamo di Fiorentina e del momento non certo facile che sta vivendo la squadra di Paulo Sousa tra campionato e coppe. In generale. Una settimana che tra Juventus e Carpi ha lasciato a bocca asciutta la formazione viola. Che prima ha concesso il fianco ai bianco neri proprio nel momento cruciale del match, quando la gara pareva in pugno e il pareggio un ottimo risultato. Poi ha fallito l'occasione più grande, almeno finora, in casa contro il Carpi negli ottavi di coppa Italia. Il tabellone in discesa, la finale accessibile più che mai visto lo scontro tra Spezia e Alessandria nell'altro quarto. E invece niente: Di Gaudio ha infranto bruscamente i sogni dei tifosi. Se poi aggiungiamo anche il caso Rossi, che potrebbe partire in prestito a gennaio, e l'affanno di alcuni giocatori chiave, ecco che il momento di flessione è inevitabile. "Sono arrabbiato e deluso - ha commentato mercoledì sera Sousa - quando ci disuniamo e puntiamo sulle individualità, dimenticando l'identità, ecco che ci esponiamo alle ripartenze degli avversari e tutto si fa più difficile".
DOPO LA SOSTA, LA FLESSIONE - Difficile dare torto al tecnico portoghese, che fin dal primo giorno in viola ha sempre predicato filosoficamente i principi di unità, cultura della vittoria, compattezza. In una parola, identità. La sua squadra deve provare sempre a vincere, tutte le gare. Insieme. Eppure qualcosa non sta andando come dovrebbe. Dopo l'avvio scoppiettante in campionato, con la vetta della classifica ritrovata dopo 16 anni e un gioco tra i migliori d'Italia, l'ultima sosta a causa delle nazionali ha rallentato notevolmente la corsa della Fiorentina. Precisamente dopo la vittoria per 2-0 in casa della Sampdoria: una dimostrazione di forza e di brillantezza che fece impazzire Firenze. E accendere i primi sogni, magari non dichiarati, di tornare a competere per il titolo. Era l'8 novembre. Il rientro dalla sosta fu uno shock: 0-2 a fine primo tempo contro l'Empoli e viola che agguantarono il pareggio con una doppietta di Kalinic nel derby toscano. Poi la Fiorentina pareggia col Sassuolo, vince con l'Udinese e perde a Torino. Nel mezzo il pari a Basilea e la vittoria col Belenenses, prima del k. o. definitivo col Carpi. I primi segnali di stanchezza però fanno riferimento proprio alla sfida con l'Empoli. Una Fiorentina non più capace di gestire, di inchiodare l'avversario nella propria metà campo. Scarica a livello di testa, soprattutto.
SI PUO' PUNTARE ALLA CHAMPIONS? - Eppure Sousa si ritrova in seconda posizione in classifica, davanti a big del calibro di Roma, Juventus e Milan. Alla pari del Napoli. Soltanto l'Inter ha fatto meglio e l'ultima sfida del 2015 non pare proibitiva: in casa, domenica alle ore 15, contro il Chievo. Tre punti per chiudere in bellezza l'anno solare e ricaricare le energie, aspettando le mosse della società sul mercato. L'obiettivo non dichiarato ma sussurrato ai giocatori è quello della Champions. Se la Fiorentina tornerà ad essere sé stessa, allora potrà giocarsela fino in fondo. Contro chiunque. Una corsa lunga e appassionante, che però i giocatori dovranno gestire senza ansie eccessive. Con la spensieratezza di chi ha poco da perdere e tutto da guadagnare. In fondo quest'anno era stato impostato così: ricompattare la squadra e l'ambiente dopo il triennio di Vincenzo Montella. Eppure per Firenze e per la maggior parte dei tifosi, è ancora questa la stagione "buona" per puntare in alto. E la dirigenza non può tirarsi indietro proprio adesso: Sousa ha già parlato con chi di dovere, consapevole che anche le altre concorrenti si rafforzeranno. Per questo il mercato di gennaio, in casa Fiorentina, potrebbe essere più caldo che mai.