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Fiorentina, Sousa: ''Serve la partita perfetta per battere la Juve''

Il tecnico portoghese e la sfida ai bianconeri: ''E' una partita molto sentita, voglio una squadra con tanto carattere e che sia perfetta un fase di finalizzazione''. Poi ammette: ''Ho avuto stanchezza mentale''. Vecino non ce la fa

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FIRENZE - Non chiamatela una semplice partita. Perché Fiorentina-Juventus non lo sarà mai. E a Firenze sale l'attesa per una gara che potrebbe decidere anche il futuro di Paulo Sousa: il tecnico portoghese è in lotta per il quarto posto e dovrà riscattare un finale di stagione decisamente amaro per i viola. E per i tifosi, che in mattinata con una delegazione della curva Fiesole hanno incontrato giocatori e allenatore per spronare tutto il gruppo: "In queste sfide dobbiamo dare tutto per vincere - dichiara Sousa in sala stampa - la nostra tifoseria sente molto questa gara e anche per questo dobbiamo dare più del massimo". Certo non sarà facile fermare una Juve a caccia di record su record: "I numeri sono davvero importanti - continua il tecnico portoghese - Inoltre hanno una storia e una cultura notevoli. Hanno la consapevolezza della loro grandezza e questo credo che il mio collega (Allegri, ndr) sia bravo a mantenerli sempre molto concentrati. E' una sfida che si sente da entrambe le parti, così è stato in passato e così sarà in futuro". Dunque, come fare per vincere? "Ci vorrà tantissimo carattere, voglio vedere una Fiorentina che ha capacità di uscire dal pressing avversario e che sia perfetta anche in fase di finalizzazione. Dobbiamo fare una partita perfetta per vincere". 
 
Sousa non punta sui singoli, specie in gare come quella di domani sera (ore 20.45 al Franchi): "Conta il gruppo. Più che lavorare a livello strategico su questa gara, dovremo vincerla. L'approccio sarà diverso e tutti sentiamo l'importanza di questa partita per la città e la tifoseria".
 
"HO AVUTO STANCHEZZA MENTALE" - La sua squadra è tornata alla vittoria dopo due mesi in casa, col Sassuolo. Poi però è arrivata un'altra frenata a Udine, per certi versi inspiegabile: "E' normale avere un calo di intensità, io per primo l'ho avuto. Però i risultati negativi di questo periodo non sono dipesi dall'aver dato tutto o meno. Ho avuto una certa stanchezza mentale ma credo di aver superato quel momento, cercando di spingere me stesso e tutti coloro che ho intorno a me quotidianamente. Nel mio piccolo ho vinto, da sempre. E per questo ho sempre spinto tutti alla vittoria, rischiando anche delle fratture interne: poi a un certo punto ti svuoti dal punto di vista delle energie. In futuro dovrò gestire meglio questa situazione. Dovremo dare tutto domani". E su Udine? "Molto è dipeso dall'atteggiamento dei nostri avversari, con un blocco basso. Stiamo lavorando tantissimo sulla parte finale: abbiamo creato tanto ma non così da poter rimontare e vincere la gara". E Astori, perché è finito in panchina? "E' stata una decisione tecnico-tattica. Non posso dare spazio a gossip di questo tipo: non hanno fondamento". 
 
DUBBIO ZARATE, TORNA ASTORI - Panchina possibile, invece, per Mauro Zarate. Che a Udine ha messo a segno il suo terzo gol in maglia viola ma che non ha i novanta minuti nelle gambe. Così spiega il tecnico lusitano: "Sugli spazi corti Mauro, sapendo che è discontinuo, è il giocatore più impronte negli ultimi metri. Nella parte iniziale dovremo essere più ambiziosi: si sta integrando ma la squalifica ha interrotto questo momento. Devo pensare a un giocatore che abbia entrambe le fasi, fin dall'inizio". Chiusura sul suo contratto, esistono clausole per rescinderlo? "Non mi sento di dirvi qual è il mio contratto. Comunque non ci sono clausole per le quali se un altro club mi richiede, io posso rescindere". Per quanto riguarda la probabile formazione, Sousa potrebbe schierare un 3-4-2-1 con Tatarusanu tra i pali, Astori, Gonzalo e Tomovic in difesa. A centrocampo sulla sinistra Alonso, Borja Valero e Badelj centrali (Vecino non recupera), con Tello a destra. Bernardeschi e Ilicic a supporto dell'unica punta Kalinic. Anche se Zarate si giocherà un posto da titolare fino alla fine: nel caso Bernardeschi a destra e Tello in panchina.
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