FIRENZE - Due squadre piccole e un arbitro più piccolo di loro, che non era neanche facile, tra l’altro. Fiorentina-Empoli è davvero poca cosa, soprattutto perché costruita su tre gol che non esistono, visto che i primi due sono in fuorigioco e il rigore al novantatreesimo concesso all’Empoli è più o meno una invenzione di Calvarese, assistente di porta che spinge, insieme ai guardalinee, un già confuso Mazzoleni a dare il peggio di sé. E dal dischetto che si consuma la scena madre di tutta la partita, cioè la scelta di Manuel Pasqual di calciare quel rigore, un po’ per ordine di Martusciello, un po’ perché certe storie, per quanto ora negate, non si dimenticano. Il tiro di Pasqual è imparabile e strappa via la Fiorentina dalle sue smanie d’Europa. Milan e Inter fanno pari e Sousa riesce a perdere in casa con l’Empoli in una specie di derby che proprio derby non è.
Non accadeva da vent’anni. Accade nel nome di una “vendetta” sportiva dell’ex capitano della Fiorentina, scartato dalla coppia Cognigni-Corvino, decisa a liberare un fedele alla bandiera per far posto a due figuranti come Milic e Maxi Olivera. Il tutto dopo aver venduto anche Alonso al Chelsea per fare cassa. L’ex capitano ci era rimasto parecchio male, e nega qualsiasi rancore, anche perché un bravo ragazzo come lui quella parole non la frequenta proprio. Lui che ha amato la Fiorentina, lui che ha scelto Empoli anche per non lasciare Firenze e gli amici fiorentini, lui si è sentito scartato come uno qualunque, vittima di lusso del freddo aziendalismo. Gli applausi per lui prima della partita e un premio consegnatoli da Antognoni lo hanno commosso, dopo quel rigore calciato alla perfezione non ha festeggiato per rispetto, ma era evidente quanto quella rete valesse per l’Empoli e per lui, ragazzo che per la Fiorentina ha dato il cuore per poi sentirsi cadere addosso un gelido “arrivederci”. E così l’Empoli torna a vincere e si toglie di dosso mesi di sconfitte e una paranoia chiamata Crotone.
La squadra di Martusciello ci mette il cuore, l’arbitro i suoi molteplici errori, la Fiorentina il suo calcio lento come la parlata del suo allenatore, uno che sognava di andare via già un anno fa e che non vede l’ora di finire (come i tifosi, d’altra parte) questo inutile calvario. La cosa migliore è una traversa colpita da Ilicic (settimo legno della stagione per lo sloveno). Il primo tempo dice poco. La rete dell’Empoli arriva grazie a una svista del guardalinee e un errore di Tatarusanu, che apre la strada a El Kaddouri. Anche il pareggio di Tello è viziato da un fuorigioco di Borja Valero. Insomma, giornata di giudici creativi e di rigori che valgono tantissimo. Empoli fuori dalla paura, Fiorentina dai suoi piccoli sogni d’Europa. Con la solita tristezza negli occhi.
Non accadeva da vent’anni. Accade nel nome di una “vendetta” sportiva dell’ex capitano della Fiorentina, scartato dalla coppia Cognigni-Corvino, decisa a liberare un fedele alla bandiera per far posto a due figuranti come Milic e Maxi Olivera. Il tutto dopo aver venduto anche Alonso al Chelsea per fare cassa. L’ex capitano ci era rimasto parecchio male, e nega qualsiasi rancore, anche perché un bravo ragazzo come lui quella parole non la frequenta proprio. Lui che ha amato la Fiorentina, lui che ha scelto Empoli anche per non lasciare Firenze e gli amici fiorentini, lui si è sentito scartato come uno qualunque, vittima di lusso del freddo aziendalismo. Gli applausi per lui prima della partita e un premio consegnatoli da Antognoni lo hanno commosso, dopo quel rigore calciato alla perfezione non ha festeggiato per rispetto, ma era evidente quanto quella rete valesse per l’Empoli e per lui, ragazzo che per la Fiorentina ha dato il cuore per poi sentirsi cadere addosso un gelido “arrivederci”. E così l’Empoli torna a vincere e si toglie di dosso mesi di sconfitte e una paranoia chiamata Crotone.
La squadra di Martusciello ci mette il cuore, l’arbitro i suoi molteplici errori, la Fiorentina il suo calcio lento come la parlata del suo allenatore, uno che sognava di andare via già un anno fa e che non vede l’ora di finire (come i tifosi, d’altra parte) questo inutile calvario. La cosa migliore è una traversa colpita da Ilicic (settimo legno della stagione per lo sloveno). Il primo tempo dice poco. La rete dell’Empoli arriva grazie a una svista del guardalinee e un errore di Tatarusanu, che apre la strada a El Kaddouri. Anche il pareggio di Tello è viziato da un fuorigioco di Borja Valero. Insomma, giornata di giudici creativi e di rigori che valgono tantissimo. Empoli fuori dalla paura, Fiorentina dai suoi piccoli sogni d’Europa. Con la solita tristezza negli occhi.