GENOVA - Ivan Juric è sinceramente dispiaciuto che non si giochi a Crotone, ma a più di 600 chilometri di distanza. Il rischio è che a Pescara la platea sia davvero di pochi intimi...
"Qualcuno lo ritiene un vantaggio, ma io non la penso così. Uno stadio vuoto è triste, a me piaceva andare a giocare in quelle che vengono definite bolge. E deve essere così anche per i miei calciatori, se hanno carattere. Sono certo che loro gradirebbero molto di più giocare in uno stadio pieno".
Che effetto fa, dopo la trionfale cavalcata insieme della scorsa stagione, ritrovare il Crotone da ex?
"La verità è che sono concentrato unicamente sulla partita. Voglio vincere e credo che la squadra possa ripetere la bella prestazione fornita contro il Cagliari. C'era stato qualche errore ma abbiamo lavorato per eliminarli".
Nel Genoa di Juric non segna solo Pavoletti che per altro Ventura ha gratificato con la convocazione in Nazionale...
"Abbiamo più soluzioni offensive. Se marcano bene lui, devono per forza concedere spazio da un'altra parte e allora dobbiamo approfittarne. L'anno scorso a Crotone siamo andati in gol con diciassette giocatori diversi. L'inizio di stagione del Genoa è stato su questa falsariga".
Differenze tra il Crotone di Juric e quello di Nicola?
"Poche anche se è evidente che ogni allenatore cerca di dare qualcosa di suo alla squadra. Il modulo è rimasto inalterato, è cambiato invece il modo di interpretare la fase difensiva".
Aspettative per la partita col Crotone?
"Moltissime, la considero una sorta di esame di maturità. Voglio che vengano affrontate con lo stesso atteggiamento sia le partite in casa che quelle in trasferta e questo allora è un test importante per capire quanto e come sono riuscito a incidere sulla mentalità della squadra".
Dubbi di formazione?
"Gentiletti resta a casa. Niente di preoccupante, solo un piccolo fastidio. Ma proprio in quel punto in passato ha già avuto due stiramenti e allora è meglio non rischiare. Al suo posto giocherà Munoz, è pronto, gli manca solo di ritrovare il ritmo partita. Poi ci sono i giocatori che domenica sono subentrati dalla panchina e che mi hanno messo in difficoltà, entrando subito in partita. E' possibile che almeno uno di loro (Ntchan ndr) questa volta parta dall'inizio. Quando a inizio stagione parlavo di 20 potenziali titolari, molti non mi hanno creduto e hanno vissuto con disagio il loro status di panchinari. Invece i fatti stanno dimostrando che con me non esistono titolari o riserve. In porta giocherà ancora Lamanna, Perin è in crescita e i tempi di recupero sono quelli previsti. Ma volevo che, una volta pronto, poi sia allenasse due o tre settimane serenamente e senza l'assillo di dover giocare la domenica".
Preoccupato per quello che potrebbe succedere negli ultimi tre giorni di mercato?
"Assolutamente no, sono tranquillissimo. Le cose per quanto riguarda il mercato stanno andando esattamente nella direzione che ci aspettavamo. Ora dovremmo anche aver sistemato la difesa (con Orban dal Valencia ndr), con la società lavoriamo in perfetta sintonia. So perfettamente qual è l'identikit del giocatore su cui dobbiamo puntare: deve costare poco e se non costa è ancora meglio".
Come sta inserendosi Simeone jr?
"Lavora tantissimo in allenamento, ma questo lo sapevamo dalla informazioni che avevamo preso. Ha voglia e presto avrà la possibilità di rendersi utile. L'altro giorno ho incontro suo padre. Per noi allenatori è un esempio perché alle sue squadre sa dare un'impronta di gioco e tattica, ma soprattutto caratteriale. Ecco, vorrei che i miei giocatori nei momenti di difficoltà, che certamente nel corso di una stagione non mancheranno, avessero quel temperamento che gli consentirebbe comunque di venirne fuori".
"Qualcuno lo ritiene un vantaggio, ma io non la penso così. Uno stadio vuoto è triste, a me piaceva andare a giocare in quelle che vengono definite bolge. E deve essere così anche per i miei calciatori, se hanno carattere. Sono certo che loro gradirebbero molto di più giocare in uno stadio pieno".
Che effetto fa, dopo la trionfale cavalcata insieme della scorsa stagione, ritrovare il Crotone da ex?
"La verità è che sono concentrato unicamente sulla partita. Voglio vincere e credo che la squadra possa ripetere la bella prestazione fornita contro il Cagliari. C'era stato qualche errore ma abbiamo lavorato per eliminarli".
Nel Genoa di Juric non segna solo Pavoletti che per altro Ventura ha gratificato con la convocazione in Nazionale...
"Abbiamo più soluzioni offensive. Se marcano bene lui, devono per forza concedere spazio da un'altra parte e allora dobbiamo approfittarne. L'anno scorso a Crotone siamo andati in gol con diciassette giocatori diversi. L'inizio di stagione del Genoa è stato su questa falsariga".
Differenze tra il Crotone di Juric e quello di Nicola?
"Poche anche se è evidente che ogni allenatore cerca di dare qualcosa di suo alla squadra. Il modulo è rimasto inalterato, è cambiato invece il modo di interpretare la fase difensiva".
Aspettative per la partita col Crotone?
"Moltissime, la considero una sorta di esame di maturità. Voglio che vengano affrontate con lo stesso atteggiamento sia le partite in casa che quelle in trasferta e questo allora è un test importante per capire quanto e come sono riuscito a incidere sulla mentalità della squadra".
Dubbi di formazione?
"Gentiletti resta a casa. Niente di preoccupante, solo un piccolo fastidio. Ma proprio in quel punto in passato ha già avuto due stiramenti e allora è meglio non rischiare. Al suo posto giocherà Munoz, è pronto, gli manca solo di ritrovare il ritmo partita. Poi ci sono i giocatori che domenica sono subentrati dalla panchina e che mi hanno messo in difficoltà, entrando subito in partita. E' possibile che almeno uno di loro (Ntchan ndr) questa volta parta dall'inizio. Quando a inizio stagione parlavo di 20 potenziali titolari, molti non mi hanno creduto e hanno vissuto con disagio il loro status di panchinari. Invece i fatti stanno dimostrando che con me non esistono titolari o riserve. In porta giocherà ancora Lamanna, Perin è in crescita e i tempi di recupero sono quelli previsti. Ma volevo che, una volta pronto, poi sia allenasse due o tre settimane serenamente e senza l'assillo di dover giocare la domenica".
Preoccupato per quello che potrebbe succedere negli ultimi tre giorni di mercato?
"Assolutamente no, sono tranquillissimo. Le cose per quanto riguarda il mercato stanno andando esattamente nella direzione che ci aspettavamo. Ora dovremmo anche aver sistemato la difesa (con Orban dal Valencia ndr), con la società lavoriamo in perfetta sintonia. So perfettamente qual è l'identikit del giocatore su cui dobbiamo puntare: deve costare poco e se non costa è ancora meglio".
Come sta inserendosi Simeone jr?
"Lavora tantissimo in allenamento, ma questo lo sapevamo dalla informazioni che avevamo preso. Ha voglia e presto avrà la possibilità di rendersi utile. L'altro giorno ho incontro suo padre. Per noi allenatori è un esempio perché alle sue squadre sa dare un'impronta di gioco e tattica, ma soprattutto caratteriale. Ecco, vorrei che i miei giocatori nei momenti di difficoltà, che certamente nel corso di una stagione non mancheranno, avessero quel temperamento che gli consentirebbe comunque di venirne fuori".