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Genoa, Juric: ''Con la Fiorentina bisogna partire forte. Pavoletti? Il mercato non può distrarmi''

Il tecnico alla vigilia del recupero con i viola: ''Il modo migliore è avere come idea quella di giocare novanta minuti". Sul bomber che sembra destinato al Napoli: ''Dopo Natale tornerà in gruppo, vedremo dove''

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GENOVA - Mister Juric, che effetto fa preparare una partita in cui il primo tempo durerà solo 17 minuti?
"Vogliamo partire forte e finire anche forte. La mia squadra non è mai calata nel finale e dunque il fatto che la partita duri un'ora non lo considero un vantaggio. All'inizio ero un po' spiazzato, non mi è mai capitata una situazione simile. Poi mi sono detto che il modo migliore è avere come idea quella di giocare novanta minuti".
Con una precauzione, tenere fuori Veloso che è già ammonito e che giocherebbe con la spada di Damocle dell'espulsione.
"Ma non è l'unica considerazione da fare, teniamo anche conto che tre giorni dopo giocheremo contro il Palermo una partita che per noi è importantissima. Tra l'altro c'è anche Rincon che è in dubbio a causa di un affaticamento muscolare".
La Fiorentina è molto cresciuta rispetto all'undici settembre quando la partita fu sospesa a causa di violentissimo temporale.
"Leggo che hanno cambiato modo di giocare, ma non è la prima volta che resto stupito di fronte alle affermazioni di chi è chiamato a commentare le partite. Paulo Sousa non ha cambiato modulo, semplicemente ha lavorato molto bene per eliminare certi errori. Ora la Fiorentina è la squadra che insieme al Napoli gioca il miglior calcio del campionato. Sta attraversando un momento splendido e ha una potenzialità della rosa impressionante. Kalinic, Bernardeschi, Badelj, Borja Valero e Ilicic: sono tutti nazionali. Sta attraversando un momento particolarmente positivo, a San Siro in 10 hanno fatto due gol all'Inter e contro il Palermo nel primo tempo si sono presentati sette volte soli davanti al portiere".
Insomma, un avversario da prendere con le pinze.
"A loro non gliele frega niente: in casa o fuori giocano sempre per farti male. Hanno grande organizzazione, ma anche eccellenti qualità individuali. Qualche problema, ma come tutti, lo incontrano se trovano una squadra che si chiude".
Tenere precauzionalmente in panchina Veloso le dà la possibilità di schierare la stessa formazione che ha demolito la Juventus. Torna Cofie che si sta rivelando un giocatore essenziale.
"Veramente ho il solito dubbio Ocampos-Ninkovic. Deciderò all'ultimo, d'istinto. A Milano ero deciso a far giocare dall'inizio Ninkovic, poi, però, ho puntato ancora su Ocampos. Cofie? Un giocatore normale che però a me piace molto per come sta in campo e per come sa leggere le giocate degli altri. E poi gioca in maniera semplice ma efficace".
È ormai rassegnato a perdere Pavoletti?
"Stiamo rispettando il programma che come tempi di recupero prevedeva si andasse oltre il Natale. Quando riprenderemo dopo le vacanze sarà pronto a lavorare in gruppo".
Ma a Genova o a Napoli?
"Le voci impazzano e dire che il mercato non è ancora iniziato, mi domando allora cosa succederà a gennaio. Il mercato non mi può distrarre, perché ho troppe partite da preparare. Sono impegnato a tempo pieno, vedo e rivedo i filmati delle squadre avversarie".
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