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Genoa, Prandelli: ''Lottiamo per la salvezza''

Cesare Prandelli 
Il tecnico non nasconde il momento di difficoltà: ''Sarà dura ma dobbiamo assolutamente tirare fuori i nostri  valori. Piatek? Ora si volta pagina''
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GENOVA - Riparte lunedì sera da Empoli il nuovo campionato del Genoa, quello del dopo Piatek. E ora, mister Prandelli, i gol chi li fa? "Intanto cominciamo a dire che ci siamo tolti un peso dallo stomaco. La cessione di Piatek è stata finalmente ufficializzata e questo ha permesso di togliere a tutti dubbi, perplessità, paure e ansie. Si volta pagina: nella vita come nel calcio bisogna affrontare la realtà".
E la vostra è quella di una squadra alla quale è stato tolto l'attaccante che aveva segnato più della metà dei gol dell'intera squadra: 13 più il famigerato autogol di Toloi su 25.
"Prima in attacco c'era un riferimento per tutti, ora invece ci sono diversi pretendenti che devono dimostrare di poter giocare".
Pare di capire che non ha ancora deciso se puntare su Favilli dall'inizio.
"Deve ritrovare ritmo e continuità, l'ultima partita intera l'ha fatta ad agosto. È un momento in cui avremmo bisogno di lui e sono convinto che risponderà bene. Non deve assumersi tantissime responsabilità ed è la squadra tutta che deve aiutarlo. Favilli o Pandev? Davvero non ho ancora deciso".
E Sanabria? Dopo la partita col Milan aveva detto che a Empoli difficilmente avrebbe potuto schierare qualche rinforzo arrivato dal mercato.
"Avevo anche detto che sono un tecnico abituato ad allenare squadre reali. E al momento il transfer di Sanabria non c'è ancora, se arriverà entro lunedì lo porterò in panchina".
Può Sanabria essere il sostituto che non fa rimpiangere Piatek?
"Qualche anno fa era considerato uno dei talenti emergenti più importanti a livello mondiale. Tecnicamente ha la base del Barcellona e la Roma, qualche anno fa, pensava di aver acquistato un calciatore di grandi prospettive. L'esperienza al Betis è stata abbastanza positiva, anche il primo impatto con noi è stato decisamente buono. Si è presentato bene, ha voglia di lottare e di conquistarsi il posto. Ha subito fatto vedere che si può lavorare su una base di qualità. Ha talento, ma deve dimostrare di essere maturo sia calcisticamente che caratterialmente".
Quello di Empoli è uno scontro diretto, al Genoa non è più permesso di perdere punti.
"Non dobbiamo assolutamente sbagliare l'approccio, è scontato che ci troveremo davanti un avversario particolarmente agguerrito. Ma l'Empoli è anche collettivo perché quando vinci un campionato significa che hai maturato certezze su come stare in campo. La squadra toscana sa giocare a calcio, interpreta bene il modulo tattico che gli è stato assegnato ma è anche aggressiva perché rispecchia il carattere del suo allenatore".
Criscito, il capitano, ha confessato che la classifica comincia a preoccupare e che bisogna guardarsi con umiltà alle spalle.
"La lotta sarà dura, ma questi giocatori hanno un'anima e lottare non ci spaventa. E poi una sana paura fa bene, significa rispetto per gli avversari ma anche consapevolezza che si deve fare di più".
A centrocampo è emergenza.
"Rolon è recuperato, ma Hiljemark dovrà sottoporsi a un'altra operazione e Sandro e Mazzitelli non sono ancora disponibili".
Il mercato ha riportato Sturaro al Genoa, ma quando sarà pronto?
"Meno se ne parla, meglio è. Nel senso che non dobbiamo mettergli troppa pressione. Ha motivazioni, personalità e carattere, quando sarà recuperato ci darà un grande aiuto".
Ehizibue aveva già fatto le visite mediche, però poi ha cambiato idea.
"E abbiamo perso un giocatore con potenzialità straordinarie che poteva fare nel Genoa qualcosa di importante. Ma io non voglio giocatori che hanno dei dubbi e per questo non abbiamo insistito più di tanto. Chi viene deve avere entusiasmo e la consapevolezza di indossare una maglia gloriosa, ma il ragazzo era confuso e allora non lo abbiamo forzato".
Ci sono ancora cinque giorni prima della chiusura del mercato.
"Io so di dovermi concentrare su una partita importante e non posso pensare di farmi distrarre da situazioni che vanno oltre il mio lavoro. Del resto, senza che io lo ricordi pubblicamente, la società sa cosa serve per completare l'organico. Il mercato è chiaramente un disturbo, quando finisce è sempre tardi. Forse quindici giorni sarebbero bastati. Ma la realtà è questa e dobbiamo avere la bravura di pensare solo a fare al meglio il nostro lavoro".
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