GENOVA - E' la vigilia di Atalanta-Genoa, ma per i rossoblù è soprattutto il giorno dopo la fine di un mercato che ha rivoluzionato la rosa per cercare di conquistare la salvezza. Così in conferenza stampa insieme al tecnico Davide Nicola è intervenuto anche il ds Francesco Marroccu. "Il bilancio lo faremo solo a maggio", ha spiegato il direttore sportivo, ma entrambi sono apparsi soddisfatti. "Sono tranquillamente contento di quello che siamo riusciti a fare. Adesso abbiamo una missione: la salvezza del Genoa".
Nicola, finalmente è finito il mercato, ora ci si può concentrare sul campo. Che gara si aspetta contro l'Atalanta?
"Siamo abituati al fatto che ci siano due finestre di mercato e abbiamo lavorato sempre, anzi ho visto una crescita per quanto riguarda i dati dell'intensità. Ora dobbiamo pensare che ci aspetta un'altra partita molto dura. Affronteremo una squadra che davvero in questo momento come volume di gioco, come qualità di giocatori, come idea di gioco, come mister che conosco bene e stimo particolarmente sarà sicuramente un avversario molto tosto. Ma al contempo sarà un'opportunità incredibile per poter vedere la nostra crescita tecnica e tattica".
Quanto sarà importante proprio contro una formazione come l'Atalanta non perdere mai la concentrazione?
Nicola: "Sarebbe quasi ovvio dire che è fondamentale. Ma è fondamentale tutto ciò che concerne l'operato della squadra. Dobbiamo avere una sola mentalità: andare a strappare qualcosa, fare punti, fare gioco e su questo mi sto concentrando molto perché credo che la nostra mission passi su qualsiasi tipo di partite e qualsiasi campo".
Come si gestisce una settimana come quella appena passata?
Nicola: "Dal punto di vista tecnico si affronta aumentando ancora di più l'attenzione e il coinvolgimento di tutti. Ai ragazzi ho detto: chiunque veste questa maglia fa parte del nostro gruppo. Cerco di allenarli tutti nello stesso modo, con impegno e passione. I ragazzi stanno rispondendo da questo punto di vista. Sono arrivati dei giocatori nuovi e altri sono partiti. Chiaro che da un punto di vista tecnico l'esigenza mia era quella di dire alla società quali fossero quei giocatori che era importante rimanessero con noi, e quelli che sono arrivati hanno precise caratteristiche, non solo tecniche ma morali. Siamo convinti che questa sia una squadra con valori. Il fatto stesso che molti abbiano ricevuto richieste da squadre importanti deve far capire che ci sono delle qualità. Ora la palla passa al campo. La mia idea è quella di costruire un gruppo in cui in questo momento, a mercato finito, non esiste più l'individualità. Esiste solo la mission del Genoa e l'interesse del Genoa. Chi è arrivato siamo convinti che possa aumentare il livello della squadra anche se bisogna essere coscienti che alcuni di loro avranno bisogno di mettersi al passo con gli altri".
Marroccu: "E' stato il mio primo mercato col Genoa, ed è stata l'occasione per apprezzare il lavoro di un team molto affiatato. Abbiamo fatto in tutto 33 operazioni in entrata e uscita, senza la collaborazione di tutti non avremmo fatto un lavoro così corposo. E' stata una settimana molto particolare ma vissuta molto bene. E' stato un momento di grande coesione tra tutte le parti della società".
Nicola, questo mercato ha portato ad avere sette difensori: valuterete una fase difensiva diversa?
"Ci sono tutte le ipotesi possibili in funzione dell'avversario che incontreremo ma in questo momento siamo concentrati sull'avere un'identità precisa. Conoscete il campionato italiano e bisogna essere flessibili e pronti a tutto. La mia richiesta precisa alla società era di considerare chi c'era di affidabile e aumentare la qualità. Con Soumaoro e Masiello lo abbiamo fatto. L'avversario e la nostra idea di gioco determineranno poi le eventuali scelte ma sono tutti utili, sia chi parte dall'inizio che chi entra dopo".
Marroccu, sembrava fatta per Iturbe poi è saltato tutto, come mai?
"Può capitare. Nel mercato si portano avanti tante trattative per riuscire poi a centrare quelle più funzionali. Nel caso di Iturbe eravamo su tanti obiettivi. Non si è concretizzato ma mi piace parlare di quelle andate a buon fine. E in questo senso Iago Falque è la chiusura del cerchio migliore per sostenere quel ruolo che cercavamo".
Come è andata con Criscito?
Marroccu: "E' successa una cosa che è capitata a quasi tutti giocatori del Genoa: tanti giocatori sono stati oggetto del desiderio dei grandi club. Una cosa non può essere messa in discussione: Mimmo Criscito non è stato messo sul mercato dal Genoa ma ha ricevuto un pressante interesse da parte della Fiorentina che è rimasta attaccata all'operazione per più tempo rispetto ad esempio a quanto accaduto con Favilli per la Roma e il Torino o con Pinamonti e Pandev per l'Inter l'ultimo giorno".
Nicola: "Con Mimmo ho già parlato molto tempo prima che accadesse questa cosa. Nella mia idea può ricoprire il ruolo che fa e anche un altro ruolo. Di lui mi fido e non ci sono problemi. Sono ben contento che sia rimasto perché mi da varie alternative tattiche".
Siete soddisfatti del mercato?
Nicola: "Sono tranquillamente contento di quello che siamo riusciti a fare, nella nostra condizione era ancora più difficile. Per prima cosa abbiamo rifiutato richieste per i nostri giocatori importanti e in secondo luogo abbiamo cercato di portare giocatori che potessero alzare il livello, soprattutto dal punto di vista morale. Abbiamo creato una task force che ha come missione la salvezza, il primo obiettivo del Genoa. Sono convinto che i giocatori che abbiamo tenuto possano dare un grandissimo contributo e non vedo l'ora di rimettere tutti in forma. Tra l'altro stiamo recuperando anche Lerager che la prossima settimana inizierà a lavorare con il gruppo. Inoltre recupereremo del tutto anche Zapata e migliorerà la forma di Destro. Sicuramente poi ci sarà da valutare Iago Falque che per noi è un colpo importante per avere idee diverse in campo".
Marroccu: "Si può fare sempre qualcosa di più, ma il bilancio si deve fare a maggio. Le zone di campo dove volevamo rinforzarci sono state tutte coperte. Potevamo fare qualcosa in più magari in uscita ma ci sono ancora alcuni mercati esteri aperti e valuteremo. Ripeto: il bilancio di gennaio si fa a maggio. Ora sono solo belle parole ma non servono a niente".
Ad inizio mercato la necessità più impellente sembrava quella di avere un centravanti, avete cambiato idea?
"Non è mai facile trovare un attaccante che garantisca 20/25 gol all'anno. Noi siamo convinti di avere giocatori che possono dire la loro e sono di grande prospettiva. Tutti devono sentirsi chiamati in causa e di partita in partita ognuno si deve ritagliare il suo spazio con prestazioni e numeri. Da qui alla fine i nostri attaccanti potranno fare la differenza. Ma la cosa più importante da fare è mettersi a disposizione del Genoa senza parlare".
Nicola, finalmente è finito il mercato, ora ci si può concentrare sul campo. Che gara si aspetta contro l'Atalanta?
"Siamo abituati al fatto che ci siano due finestre di mercato e abbiamo lavorato sempre, anzi ho visto una crescita per quanto riguarda i dati dell'intensità. Ora dobbiamo pensare che ci aspetta un'altra partita molto dura. Affronteremo una squadra che davvero in questo momento come volume di gioco, come qualità di giocatori, come idea di gioco, come mister che conosco bene e stimo particolarmente sarà sicuramente un avversario molto tosto. Ma al contempo sarà un'opportunità incredibile per poter vedere la nostra crescita tecnica e tattica".
Quanto sarà importante proprio contro una formazione come l'Atalanta non perdere mai la concentrazione?
Nicola: "Sarebbe quasi ovvio dire che è fondamentale. Ma è fondamentale tutto ciò che concerne l'operato della squadra. Dobbiamo avere una sola mentalità: andare a strappare qualcosa, fare punti, fare gioco e su questo mi sto concentrando molto perché credo che la nostra mission passi su qualsiasi tipo di partite e qualsiasi campo".
Come si gestisce una settimana come quella appena passata?
Nicola: "Dal punto di vista tecnico si affronta aumentando ancora di più l'attenzione e il coinvolgimento di tutti. Ai ragazzi ho detto: chiunque veste questa maglia fa parte del nostro gruppo. Cerco di allenarli tutti nello stesso modo, con impegno e passione. I ragazzi stanno rispondendo da questo punto di vista. Sono arrivati dei giocatori nuovi e altri sono partiti. Chiaro che da un punto di vista tecnico l'esigenza mia era quella di dire alla società quali fossero quei giocatori che era importante rimanessero con noi, e quelli che sono arrivati hanno precise caratteristiche, non solo tecniche ma morali. Siamo convinti che questa sia una squadra con valori. Il fatto stesso che molti abbiano ricevuto richieste da squadre importanti deve far capire che ci sono delle qualità. Ora la palla passa al campo. La mia idea è quella di costruire un gruppo in cui in questo momento, a mercato finito, non esiste più l'individualità. Esiste solo la mission del Genoa e l'interesse del Genoa. Chi è arrivato siamo convinti che possa aumentare il livello della squadra anche se bisogna essere coscienti che alcuni di loro avranno bisogno di mettersi al passo con gli altri".
Marroccu: "E' stato il mio primo mercato col Genoa, ed è stata l'occasione per apprezzare il lavoro di un team molto affiatato. Abbiamo fatto in tutto 33 operazioni in entrata e uscita, senza la collaborazione di tutti non avremmo fatto un lavoro così corposo. E' stata una settimana molto particolare ma vissuta molto bene. E' stato un momento di grande coesione tra tutte le parti della società".
Nicola, questo mercato ha portato ad avere sette difensori: valuterete una fase difensiva diversa?
"Ci sono tutte le ipotesi possibili in funzione dell'avversario che incontreremo ma in questo momento siamo concentrati sull'avere un'identità precisa. Conoscete il campionato italiano e bisogna essere flessibili e pronti a tutto. La mia richiesta precisa alla società era di considerare chi c'era di affidabile e aumentare la qualità. Con Soumaoro e Masiello lo abbiamo fatto. L'avversario e la nostra idea di gioco determineranno poi le eventuali scelte ma sono tutti utili, sia chi parte dall'inizio che chi entra dopo".
Marroccu, sembrava fatta per Iturbe poi è saltato tutto, come mai?
"Può capitare. Nel mercato si portano avanti tante trattative per riuscire poi a centrare quelle più funzionali. Nel caso di Iturbe eravamo su tanti obiettivi. Non si è concretizzato ma mi piace parlare di quelle andate a buon fine. E in questo senso Iago Falque è la chiusura del cerchio migliore per sostenere quel ruolo che cercavamo".
Come è andata con Criscito?
Marroccu: "E' successa una cosa che è capitata a quasi tutti giocatori del Genoa: tanti giocatori sono stati oggetto del desiderio dei grandi club. Una cosa non può essere messa in discussione: Mimmo Criscito non è stato messo sul mercato dal Genoa ma ha ricevuto un pressante interesse da parte della Fiorentina che è rimasta attaccata all'operazione per più tempo rispetto ad esempio a quanto accaduto con Favilli per la Roma e il Torino o con Pinamonti e Pandev per l'Inter l'ultimo giorno".
Nicola: "Con Mimmo ho già parlato molto tempo prima che accadesse questa cosa. Nella mia idea può ricoprire il ruolo che fa e anche un altro ruolo. Di lui mi fido e non ci sono problemi. Sono ben contento che sia rimasto perché mi da varie alternative tattiche".
Siete soddisfatti del mercato?
Nicola: "Sono tranquillamente contento di quello che siamo riusciti a fare, nella nostra condizione era ancora più difficile. Per prima cosa abbiamo rifiutato richieste per i nostri giocatori importanti e in secondo luogo abbiamo cercato di portare giocatori che potessero alzare il livello, soprattutto dal punto di vista morale. Abbiamo creato una task force che ha come missione la salvezza, il primo obiettivo del Genoa. Sono convinto che i giocatori che abbiamo tenuto possano dare un grandissimo contributo e non vedo l'ora di rimettere tutti in forma. Tra l'altro stiamo recuperando anche Lerager che la prossima settimana inizierà a lavorare con il gruppo. Inoltre recupereremo del tutto anche Zapata e migliorerà la forma di Destro. Sicuramente poi ci sarà da valutare Iago Falque che per noi è un colpo importante per avere idee diverse in campo".
Marroccu: "Si può fare sempre qualcosa di più, ma il bilancio si deve fare a maggio. Le zone di campo dove volevamo rinforzarci sono state tutte coperte. Potevamo fare qualcosa in più magari in uscita ma ci sono ancora alcuni mercati esteri aperti e valuteremo. Ripeto: il bilancio di gennaio si fa a maggio. Ora sono solo belle parole ma non servono a niente".
Ad inizio mercato la necessità più impellente sembrava quella di avere un centravanti, avete cambiato idea?
"Non è mai facile trovare un attaccante che garantisca 20/25 gol all'anno. Noi siamo convinti di avere giocatori che possono dire la loro e sono di grande prospettiva. Tutti devono sentirsi chiamati in causa e di partita in partita ognuno si deve ritagliare il suo spazio con prestazioni e numeri. Da qui alla fine i nostri attaccanti potranno fare la differenza. Ma la cosa più importante da fare è mettersi a disposizione del Genoa senza parlare".