MILANO - Juventus-Inter passa anche dalla comunicazione. Da una parte c'è il silenzio dentro il quale da qualche tempo si è rifugiato Antonio Conte, dall'altra un Walter Mazzarri costantemente intimorito davanti ai microfoni e che sulla scelta del collega bianconero ha qualcosa da ridire: "Io non lo faccio mai, io e il mio staff curiamo la comunicazione nei dettagli. Faccio le cose in base a quello che penso sia utile per il mio club". Stoccate a parte, l'Inter deve pensare alla gara allo Juventus Stadium da giocare. Impegno a soli due giorni dalla chiusura del mercato con il caso Guarin e del mancato scambio con Vucinic ancora da gestire. "Abbiamo cercato di isolare la squadra - spiega Mazzarri proseguendo - e pensare solo alla gara. Sono soddisfatto di quanto fatto. Faremo una gara all'altezza della situazione". E sull'arrivo di D'Ambrosio: "Conosce i miei meccanismi, può solo migliorare"; ed Hernanes: "E' eclettico, universale", ma domani non potrà essere utlizzato per la mancanza del visto di esecutività.
Il distacco di 23 punti corrisponde al divario reale?
"Non chiedete a me, queste valutazione le faccio fare agli altri".
Hernanes non potrà scendere in campo domani, l'idea la scombussola?
"Visto che non eravamo sicuri fino alla fine, mi sono preparato con i giocatori che avevo la partita contro la Juventus. Ieri sera il mercato ha chiuso alle 23:00. Quindi ho fatto le scelte come domenica scorsa".
Mancato scambio Guarin-Vucinic: come pensa di recuperare Guarin?
"Non credo che il suo addio sia sicuro. In questo mercato la nuova proprietà ha dato dei segnali. Con il mercato di gennaio abbiamo fatto qualcosa di utile anche per giugno. I nostri due acquisti sono fatti in questa logica. Come se a giugno dovessimo fare due acquisti in meno".
Nei giorni scorsi ha detto che Hernanes è un ragazzo d'oro, ora è qualcosa in più?
"Abbiamo individuato in lui qualcosa in più, crediamo ci possa dare qualcosa. Lui può ricoprire tutti ruoli del centrocampo. Col Brasile fa il mediano, io vorrei tutti giocatori tecnici in mezzo al campo, tutti che sappiano impostare. Lui è eclettico e universale. In questo momento è un giocatore davvero utile. Può essere un'arma in più".
Hernanes è eclettico come D'Ambrosio?
"Lui è un giocatore che con i miei meccanismi può solo migliorare. Lui sa come lavoro con gli esterni e mi fa piacere che abbia puntato tutto per venire qui con me".
Il club le ha dato segnali sul mercato, è soddisfatto?
"La società conosce tutto ciò che penso e poi a gennaio è un mercato particolare. Ci sono stati movimenti in uscita che servono per far giocare giocatori penalizzati dalle scelte. Quelli che sono andati via possono anche tornare".
L'andata è stata equilibrata, l'Inter ora parte molto sfavorita...
"Sono valutazioni di chi lavora intorno al calcio. Se noi facciamo tutto al top ce la giocheremo con tutti. Il risultato è frutto di tante cose, noi pensiamo alla prestazione. A fine partita dirò la mia opinione".
Alla luce degli investimenti si sente più responsabilizzato?
"Mi sono sempre sentito così. Se sono state fatte certe scelte, io cercherò di far rendere al massimo la mia squadra, è 13 anni che alleno e non è mai cambiato nulla: sarò valutato anche da voi critici".
Gli innesti di D'Ambrosio ed Hernanes possono cambiare le prospettive?
"Pensavo potessero essere inseriti a giugno. Sicuramente D'Ambrosio dovrà imparare a conoscere i nostri meccanismi di gioco, ma non avevo cambi nè a destra nè a sinistra. Hernanes è un giocatore più eclettico. Sono sicuro che in alcune situazione si vedrà qualcosa in più".
Messaggio ai tifosi: con i nuovi innesti si punterà a nuovi obiettivi?
"Certamente, ma sono anche stati inseriti in ottica futura. A livello di esterni, io cerco di lavorare di più e cercherò di far integrare Danilo in questi cinque mesi, considerando che avrò più soluzioni ora. Hernanes potrà dare una mano in tanti ruoli, sin da subito. Per il resto, aspettiamo la fine".
Juventus Stadium. Teme l'ambiente?
"I numeri sono indicativi. Il rendimento della Juventus in casa testimonia tutto, l'ambiente aiuta molto e lì parte sempre in maniera particolare. E' un fattore, ma abbiamo considerato tutto, ma come dico sempre concentriamoci sul nostro calcio. E' sempre la stessa ricetta".
Al primo mercato a cui ha partecipato che voto dà?
"Il voto non lo do. Non sono uno da numeri. Le valutazioni si fanno anche in base a ciò che si poteva fare".
Lei studia sempre bene le gare, avrà trovato qualche punto debole della Juve?
"I numeri sono lì da vedere, se nessuno è mai riuscito a batterli in casa un motivo ci sarà. Una speranza però c'è sempre. Speriamo sia la volta buona che qualche episodio sia dalla nostra parte a differenza di quanto successo fino ad oggi".
Quando ha deciso di non convocare Guarin?
"Se un mercato chiude alle 23 è normale sapere che il giocatore non poteva essere concentrato al 100%. Bisogna farlo sempre, a maggior ragione contro la Juventus. Il motivo è questo, e sapevo già di non convocarlo".
Ha rimpianti sul mancato accordo Vucinic-Guarin?
"Parlo solo del mercato concluso. Le valutazioni le faccio con la società e tante cose non posso dirle qui in conferenza. A livello tattico, invece, credo che l'esigenza della punta io lavoro molto sul 'doppio ruolo': Botta, Alvarez, Milito ed Icardi sono a disposizione, e anche Palacio può fare due ruoli. Il mercato, quindi, una volta concluso, mi ha lasciato con questo reparto a disposizione, a giugno valuteremo altri discorsi".
Ranocchia e Guarin, tutti e due sul mercato. Il primo è stato convocato, quale differenza tra i due?
"Ranocchia è convocato perché si è allenato. Le scelte che farò domani possono anche essere inficiate da quello che oggi e domani mi dirà la società (sul mercato)".
Domani vedremo Inter con l'elmetto?
"Aspettate domani, vedremo... Poi dopo la partita vi dirò quello che ci siamo detti oggi".
Che peso dà alla partita contro la Juve?
"Penso solo a fare il meglio. Dopo la Juventus ci sarà il Sassuolo. Alla fine conta solo il risultato e la classifica. Io lavoro sulla prestazione. Non ho mai fatto considerazioni solo sul risultato. Perché attraverso le prestazioni si costruisce il risultato".
Gli arrivi di D'Ambrosio e di Hernanes possono cambiare il sistema di gioco?
"Ho in mente la difesa a quattro. A Napoli nell'ultima parte del campionato volevo che la mia squadra fosse in grado di partire con il 3-4-3 e poi con un piccolo cambiamento passare al 4-3-3. Lo vorrei fare anche qui per destabilizzare chi ci studia. Però il Napoli era con me da tre anni".
Il distacco di 23 punti corrisponde al divario reale?
"Non chiedete a me, queste valutazione le faccio fare agli altri".
Hernanes non potrà scendere in campo domani, l'idea la scombussola?
"Visto che non eravamo sicuri fino alla fine, mi sono preparato con i giocatori che avevo la partita contro la Juventus. Ieri sera il mercato ha chiuso alle 23:00. Quindi ho fatto le scelte come domenica scorsa".
Mancato scambio Guarin-Vucinic: come pensa di recuperare Guarin?
"Non credo che il suo addio sia sicuro. In questo mercato la nuova proprietà ha dato dei segnali. Con il mercato di gennaio abbiamo fatto qualcosa di utile anche per giugno. I nostri due acquisti sono fatti in questa logica. Come se a giugno dovessimo fare due acquisti in meno".
Nei giorni scorsi ha detto che Hernanes è un ragazzo d'oro, ora è qualcosa in più?
"Abbiamo individuato in lui qualcosa in più, crediamo ci possa dare qualcosa. Lui può ricoprire tutti ruoli del centrocampo. Col Brasile fa il mediano, io vorrei tutti giocatori tecnici in mezzo al campo, tutti che sappiano impostare. Lui è eclettico e universale. In questo momento è un giocatore davvero utile. Può essere un'arma in più".
Hernanes è eclettico come D'Ambrosio?
"Lui è un giocatore che con i miei meccanismi può solo migliorare. Lui sa come lavoro con gli esterni e mi fa piacere che abbia puntato tutto per venire qui con me".
Il club le ha dato segnali sul mercato, è soddisfatto?
"La società conosce tutto ciò che penso e poi a gennaio è un mercato particolare. Ci sono stati movimenti in uscita che servono per far giocare giocatori penalizzati dalle scelte. Quelli che sono andati via possono anche tornare".
L'andata è stata equilibrata, l'Inter ora parte molto sfavorita...
"Sono valutazioni di chi lavora intorno al calcio. Se noi facciamo tutto al top ce la giocheremo con tutti. Il risultato è frutto di tante cose, noi pensiamo alla prestazione. A fine partita dirò la mia opinione".
Alla luce degli investimenti si sente più responsabilizzato?
"Mi sono sempre sentito così. Se sono state fatte certe scelte, io cercherò di far rendere al massimo la mia squadra, è 13 anni che alleno e non è mai cambiato nulla: sarò valutato anche da voi critici".
Gli innesti di D'Ambrosio ed Hernanes possono cambiare le prospettive?
"Pensavo potessero essere inseriti a giugno. Sicuramente D'Ambrosio dovrà imparare a conoscere i nostri meccanismi di gioco, ma non avevo cambi nè a destra nè a sinistra. Hernanes è un giocatore più eclettico. Sono sicuro che in alcune situazione si vedrà qualcosa in più".
Messaggio ai tifosi: con i nuovi innesti si punterà a nuovi obiettivi?
"Certamente, ma sono anche stati inseriti in ottica futura. A livello di esterni, io cerco di lavorare di più e cercherò di far integrare Danilo in questi cinque mesi, considerando che avrò più soluzioni ora. Hernanes potrà dare una mano in tanti ruoli, sin da subito. Per il resto, aspettiamo la fine".
Juventus Stadium. Teme l'ambiente?
"I numeri sono indicativi. Il rendimento della Juventus in casa testimonia tutto, l'ambiente aiuta molto e lì parte sempre in maniera particolare. E' un fattore, ma abbiamo considerato tutto, ma come dico sempre concentriamoci sul nostro calcio. E' sempre la stessa ricetta".
Al primo mercato a cui ha partecipato che voto dà?
"Il voto non lo do. Non sono uno da numeri. Le valutazioni si fanno anche in base a ciò che si poteva fare".
Lei studia sempre bene le gare, avrà trovato qualche punto debole della Juve?
"I numeri sono lì da vedere, se nessuno è mai riuscito a batterli in casa un motivo ci sarà. Una speranza però c'è sempre. Speriamo sia la volta buona che qualche episodio sia dalla nostra parte a differenza di quanto successo fino ad oggi".
Quando ha deciso di non convocare Guarin?
"Se un mercato chiude alle 23 è normale sapere che il giocatore non poteva essere concentrato al 100%. Bisogna farlo sempre, a maggior ragione contro la Juventus. Il motivo è questo, e sapevo già di non convocarlo".
Ha rimpianti sul mancato accordo Vucinic-Guarin?
"Parlo solo del mercato concluso. Le valutazioni le faccio con la società e tante cose non posso dirle qui in conferenza. A livello tattico, invece, credo che l'esigenza della punta io lavoro molto sul 'doppio ruolo': Botta, Alvarez, Milito ed Icardi sono a disposizione, e anche Palacio può fare due ruoli. Il mercato, quindi, una volta concluso, mi ha lasciato con questo reparto a disposizione, a giugno valuteremo altri discorsi".
Ranocchia e Guarin, tutti e due sul mercato. Il primo è stato convocato, quale differenza tra i due?
"Ranocchia è convocato perché si è allenato. Le scelte che farò domani possono anche essere inficiate da quello che oggi e domani mi dirà la società (sul mercato)".
Domani vedremo Inter con l'elmetto?
"Aspettate domani, vedremo... Poi dopo la partita vi dirò quello che ci siamo detti oggi".
Che peso dà alla partita contro la Juve?
"Penso solo a fare il meglio. Dopo la Juventus ci sarà il Sassuolo. Alla fine conta solo il risultato e la classifica. Io lavoro sulla prestazione. Non ho mai fatto considerazioni solo sul risultato. Perché attraverso le prestazioni si costruisce il risultato".
Gli arrivi di D'Ambrosio e di Hernanes possono cambiare il sistema di gioco?
"Ho in mente la difesa a quattro. A Napoli nell'ultima parte del campionato volevo che la mia squadra fosse in grado di partire con il 3-4-3 e poi con un piccolo cambiamento passare al 4-3-3. Lo vorrei fare anche qui per destabilizzare chi ci studia. Però il Napoli era con me da tre anni".