MILANO – Primo round negoziale a Milano tra l'advisor Sal Galatioto e i manager Fininvest che seguono il dossier sulla cessione del 70% del club rossonero alla cordata cinese. I contatti proseguiranno fino a giovedi quando il professionista italo-americano partirà in direzione Londra. Non basteranno i prossimi due giorni a risolvere le questioni ancora in agenda. Ma a questo punto dovrebbe davvero trattarsi dei dettagli finali per quanto riguarda la fase contrattuale in senso stretto: restano questioni tecniche, finanziarie e legali legate alla bozza di accordo da sottoporre successivamente alla firma decisiva di Berlusconi, ovviamente lontano dalla negoziazione in questi giorni a causa dell'operazione al cuore avvenuta oggi.
MANAGER SUL CONTRATTO - Qui poi si aprirà il capitolo del via libera da parte dell'ex premier che prima del problema cardiaco accusato dieci giorni fa aveva molto insistito su due punti: poteri non solo di facciata per la sua carica di presidente onorario e garanzie di investimenti consistenti ogni anno per rinforzare la squadra. I temi restano, ma i manager coinvolti devono occuparsi soprattutto di clausole tecniche e rapporti con gli istituti di credito coinvolti. Anche per questo motivo Galatioto, dopo aver lasciato Milano volerà a Londra. Ed è probabile che poi tornerà in Italia per completare, a quel punto in maniera definitiva, la stesura del contratto.
BROCCHI IN SOSPESO - Nel frattempo il club rossonero può fare poco: la fase della decisioni in "condivisione" si è esaurita con le mosse che potevano essere regolate in quel modo: risoluzioni e rinnovi contrattuali. Ma non è possibile andare oltre questi atti di normale amministrazione: in particolare non è possibile concludere colpi di mercato fino a quando non ci sarà un allenatore sicuro per la prossima stagione. Al momento Brocchi sta pianificando i primi giorni di ritiro, come è stato deciso nella riunione di ieri a Casa Milan con Galliani. Ma è evidente che si tratta di una situazione ancora in sospeso perché all'attuale allenatore rossonero non è stato rinnovato il contratto in scadenza a fine giugno. Col risultato paradossale che al momento è incaricato di guidare la squadra al raduno (7-8 luglio) senza avere ancora sottoscritto un prolungamento fino a quella data, oltretutto molto vicina.
GATTUSO SOGNA IL RITORNO - Intanto Gennaro Gattuso, reduce dalla promozione in Serie B col Pisa, si candida per la panchina milanista: "Il sogno è quello di tornare - dice a Milan Channel - come è stato un sogno indossare la fascia di capitano con quella maglia che avevo cucita addosso. Se diventerò bravo, spero di avere la possibilità di arrivare al Milan". Gattuso analizza questa fase complicata del suo ex club: "Come spiego questa sofferenza? Oggi la cosa migliore è avere una programmazione, perché in questi 4-5 anni ho sentito che si doveva puntare sui giovani e poi i giovani venivano messi da parte. La cosa più importante è parlare chiaro. Si può soffrire, perché per tanti anni il Milan è stata una macchina perfetta invidiata in tutto il mondo. Un periodo di transizione ci può stare, basta guardare la Juventus".
UNA TESTA SOLA - Gattuso però non dimentica i successi di Berlusconi: "Stiamo attraversando un momento negativo, ma la storia non bisogna dimenticarla e speriamo in una pronta guarigione del presidente. Un tempo i problemi si risolvevano sia in via Turati che nello spogliatoio. Fra società e squadra si ragionava con una testa sola e secondo me il segreto di tutti questi anni è stato questo. E' anche vero che il carisma di tanti campioni permetteva che le cose si sistemassero in pochissimo tempo. C'era un grandissimo senso di appartenenza e delle regole che dovevano rispettare ed erano uguali per tutti".
MANAGER SUL CONTRATTO - Qui poi si aprirà il capitolo del via libera da parte dell'ex premier che prima del problema cardiaco accusato dieci giorni fa aveva molto insistito su due punti: poteri non solo di facciata per la sua carica di presidente onorario e garanzie di investimenti consistenti ogni anno per rinforzare la squadra. I temi restano, ma i manager coinvolti devono occuparsi soprattutto di clausole tecniche e rapporti con gli istituti di credito coinvolti. Anche per questo motivo Galatioto, dopo aver lasciato Milano volerà a Londra. Ed è probabile che poi tornerà in Italia per completare, a quel punto in maniera definitiva, la stesura del contratto.
BROCCHI IN SOSPESO - Nel frattempo il club rossonero può fare poco: la fase della decisioni in "condivisione" si è esaurita con le mosse che potevano essere regolate in quel modo: risoluzioni e rinnovi contrattuali. Ma non è possibile andare oltre questi atti di normale amministrazione: in particolare non è possibile concludere colpi di mercato fino a quando non ci sarà un allenatore sicuro per la prossima stagione. Al momento Brocchi sta pianificando i primi giorni di ritiro, come è stato deciso nella riunione di ieri a Casa Milan con Galliani. Ma è evidente che si tratta di una situazione ancora in sospeso perché all'attuale allenatore rossonero non è stato rinnovato il contratto in scadenza a fine giugno. Col risultato paradossale che al momento è incaricato di guidare la squadra al raduno (7-8 luglio) senza avere ancora sottoscritto un prolungamento fino a quella data, oltretutto molto vicina.
GATTUSO SOGNA IL RITORNO - Intanto Gennaro Gattuso, reduce dalla promozione in Serie B col Pisa, si candida per la panchina milanista: "Il sogno è quello di tornare - dice a Milan Channel - come è stato un sogno indossare la fascia di capitano con quella maglia che avevo cucita addosso. Se diventerò bravo, spero di avere la possibilità di arrivare al Milan". Gattuso analizza questa fase complicata del suo ex club: "Come spiego questa sofferenza? Oggi la cosa migliore è avere una programmazione, perché in questi 4-5 anni ho sentito che si doveva puntare sui giovani e poi i giovani venivano messi da parte. La cosa più importante è parlare chiaro. Si può soffrire, perché per tanti anni il Milan è stata una macchina perfetta invidiata in tutto il mondo. Un periodo di transizione ci può stare, basta guardare la Juventus".
UNA TESTA SOLA - Gattuso però non dimentica i successi di Berlusconi: "Stiamo attraversando un momento negativo, ma la storia non bisogna dimenticarla e speriamo in una pronta guarigione del presidente. Un tempo i problemi si risolvevano sia in via Turati che nello spogliatoio. Fra società e squadra si ragionava con una testa sola e secondo me il segreto di tutti questi anni è stato questo. E' anche vero che il carisma di tanti campioni permetteva che le cose si sistemassero in pochissimo tempo. C'era un grandissimo senso di appartenenza e delle regole che dovevano rispettare ed erano uguali per tutti".
