MILANO - Frank De Boer si presenta alla conferenza pre Torino impassibile. Sentire e forse già sapere che quella contro i granata - a meno di clamorosi dietro front - sarà la sua ultima sulla panchina dell'Inter non lo turba. Anzi. "Mi hanno dato per 'morto' altre volte, ma non cerco rivincite. Sono stufo di commentare queste voci, ora sono concentrato sul campo. Se ne esce soltanto se rimaniamo tutti molto compatti, intendo società, staff tecnico e società. La proprietà mi ha fatto capire che ha fiducia in me, che è consapevole che essendo arrivato all'ultimo serve tempo", dice il tecnico proseguendo: "Poi è anche vero che di tempo nel calcio ce n'è sempre meno". Non lascia trasparire nulla, e forse se la racconta anche: "Sono convinto che la squadra mi segua ancora". Infine, torna a sottolineare: "Quando hai più settimane per preparare il campionato, riesci a trovare i limiti della squadra e prepararti meglio. Quello che dovevamo provare nelle amichevoli lo stiamo provando nelle gare ufficiali. Ora trovi problemi che avresti scoperto durante la pre-season".
Quanta voglia avrebbe di prendersi una rivincita alla luce delle continue critiche?
"Va sempre così per me, sono un po' stanco di parlare di queste cose. Non mi serve questa situazione, contano solo i giocatori e la squadra. Mi interessa solo come possiamo cambiare questo momento, è molto difficile per me e per l'Inter. Tutti dobbiamo rimanere uniti per cambiare questa situazione. Abbiamo lavorato come sempre, per me è solo una questione di tempo. So che è molto difficile perché nel calcio non c'è molto tempo, ma è così. Rimanere concentrato sul Torino è l'unica cosa che posso fare".
Cosa le ha detto la dirigenza?
"Abbiamo iniziato un progetto che sapevamo non fosse facile. Negli ultimi 5 anni l'Inter non ha mai vinto, c'è una ragione e dobbiamo cambiare. Non è che questi problemi cambieranno da una settimana all'altra, un altro allenatore avrebbe la stessa esperienza, la situazione è questa. La società Suning sapeva questo e ha accettato, con grande fiducia, di fare il meglio per l'Inter. Per me è importante perché quando abbiamo iniziato il progetto eravamo consapevoli della sua difficoltà".
Pensa di avere ancora in mano la squadra? A Bergamo in troppi hanno giocato al di sotto delle loro possibilità...
"Il primo tempo contro l'Atalanta è stato il peggiore da quando sono qui, ero arrabbiato con i giocatori perché non erano quelli che conosco. Abbiamo cambiato atteggiamento nella ripresa e ho visto giocatori con più coraggio col pallone. Abbiamo fatto decisamente meglio, dopo il gol l'unica squadra che ha provato a vincere era l'Inter. A Bergamo è sempre molto difficile per l'Inter. Non ero affatto contento del primo tempo, tutti noi vogliamo vedere un'Inter come all'inizio del progetto. Non vogliamo solo 45 minuti ben giocati, ma tutta la partita. Lo spogliatoio? Sì, è con me al 100 percento. Io ho molta fiducia nella squadra, sappiamo di dover migliorare molto considerando le ultime partite. Sono fiducioso, abbiamo giocato solo una partita molto male".
Sente la dirigenza vicina?
"Sì, è sempre qui, parliamo sempre in campo e fuori e l'ambiente è molto disponibile. Loro hanno una propria opinione, ognuno ha la sua e non c'è problema. Sento la fiducia di Suning e in questo momento è molto importante sia per me sia per la squadra. Tutti abbiamo fiducia in questo progetto".
Si dice che potrebbe non bastare battere il Torino per la conferma, se dovesse andare così cosa penserebbe?
"Non voglio pensarci, voglio solo preparare la squadra. Dopo penseremo al resto, sono ottimista. Ho fiducia nella squadra e credo che si possa cambiare questo momento. La società sapeva che il progetto era difficile e ora mi sta sostenendo".
E' arrivato a 10 giorni dall'inizio del campionato. Qual è stato l'aspetto più difficile da gestire?
"Per me la filosofia è sempre rimasta la stessa, molte partite le abbiamo giocate come volevamo. Magari non per 90 minuti, però contro Juventus, Roma, Cagliari e Bologna ho visto l'Inter che vorrei vedere sempre. In questo momento dobbiamo capire di non poter commettere errori. Per me è solo questione di tempo, è molto difficile lavorare con 20 nuovi giocatori. Molti sono delusi perché non giocano ma solo undici possono scendere in campo. Bisogna accettare questo ma non è facile anche per me. L'ho detto anche alla squadra, solo undici possono giocare".
Ci parli del Torino? E' una partita per gente di carattere o piedi buoni?
"Il Torino è una squadra che gioca e pressa alto, è in un buon momento e i tre attaccanti sono in forma. Ljajic, Belotti e Falque stanno bene, la squadra viene a San Siro con grande fiducia. Per me è un buon momento per vincere. Sarà una gara interessante, giocano 4-3-3, pressano e hanno la nostra stessa filosofia".
Cosa ha detto ai giocatori? Ci saranno cambi nella formazione di domani?
"Non voglio parlare di ciò che ci siamo detti. Voglio vedere una squadra unita dalla stessa idea di gioco, questo per me è molto importante. Deve esserci solo un'idea, vincere con la nostra filosofia".
Qual è la critica che l'ha più ferita?
"Non leggo molto in questo momento, non serve per cambiare la situazione. Conta solo lavorare".
Si è arrabbiato con Medel per le tre giornate di stop? Sarà multato?
"Se sarà multato decide la società, dobbiamo parlare di questa situazione. Ha danneggiato sé stesso ma anche la squadra. Deve sapere che ha sbagliato. A breve sapremo il risultato del ricorso ma di certo mancherà domani. Non si è comportato in modo molto intelligente".
Quanta voglia avrebbe di prendersi una rivincita alla luce delle continue critiche?
"Va sempre così per me, sono un po' stanco di parlare di queste cose. Non mi serve questa situazione, contano solo i giocatori e la squadra. Mi interessa solo come possiamo cambiare questo momento, è molto difficile per me e per l'Inter. Tutti dobbiamo rimanere uniti per cambiare questa situazione. Abbiamo lavorato come sempre, per me è solo una questione di tempo. So che è molto difficile perché nel calcio non c'è molto tempo, ma è così. Rimanere concentrato sul Torino è l'unica cosa che posso fare".
Cosa le ha detto la dirigenza?
"Abbiamo iniziato un progetto che sapevamo non fosse facile. Negli ultimi 5 anni l'Inter non ha mai vinto, c'è una ragione e dobbiamo cambiare. Non è che questi problemi cambieranno da una settimana all'altra, un altro allenatore avrebbe la stessa esperienza, la situazione è questa. La società Suning sapeva questo e ha accettato, con grande fiducia, di fare il meglio per l'Inter. Per me è importante perché quando abbiamo iniziato il progetto eravamo consapevoli della sua difficoltà".
Pensa di avere ancora in mano la squadra? A Bergamo in troppi hanno giocato al di sotto delle loro possibilità...
"Il primo tempo contro l'Atalanta è stato il peggiore da quando sono qui, ero arrabbiato con i giocatori perché non erano quelli che conosco. Abbiamo cambiato atteggiamento nella ripresa e ho visto giocatori con più coraggio col pallone. Abbiamo fatto decisamente meglio, dopo il gol l'unica squadra che ha provato a vincere era l'Inter. A Bergamo è sempre molto difficile per l'Inter. Non ero affatto contento del primo tempo, tutti noi vogliamo vedere un'Inter come all'inizio del progetto. Non vogliamo solo 45 minuti ben giocati, ma tutta la partita. Lo spogliatoio? Sì, è con me al 100 percento. Io ho molta fiducia nella squadra, sappiamo di dover migliorare molto considerando le ultime partite. Sono fiducioso, abbiamo giocato solo una partita molto male".
Sente la dirigenza vicina?
"Sì, è sempre qui, parliamo sempre in campo e fuori e l'ambiente è molto disponibile. Loro hanno una propria opinione, ognuno ha la sua e non c'è problema. Sento la fiducia di Suning e in questo momento è molto importante sia per me sia per la squadra. Tutti abbiamo fiducia in questo progetto".
Si dice che potrebbe non bastare battere il Torino per la conferma, se dovesse andare così cosa penserebbe?
"Non voglio pensarci, voglio solo preparare la squadra. Dopo penseremo al resto, sono ottimista. Ho fiducia nella squadra e credo che si possa cambiare questo momento. La società sapeva che il progetto era difficile e ora mi sta sostenendo".
E' arrivato a 10 giorni dall'inizio del campionato. Qual è stato l'aspetto più difficile da gestire?
"Per me la filosofia è sempre rimasta la stessa, molte partite le abbiamo giocate come volevamo. Magari non per 90 minuti, però contro Juventus, Roma, Cagliari e Bologna ho visto l'Inter che vorrei vedere sempre. In questo momento dobbiamo capire di non poter commettere errori. Per me è solo questione di tempo, è molto difficile lavorare con 20 nuovi giocatori. Molti sono delusi perché non giocano ma solo undici possono scendere in campo. Bisogna accettare questo ma non è facile anche per me. L'ho detto anche alla squadra, solo undici possono giocare".
Ci parli del Torino? E' una partita per gente di carattere o piedi buoni?
"Il Torino è una squadra che gioca e pressa alto, è in un buon momento e i tre attaccanti sono in forma. Ljajic, Belotti e Falque stanno bene, la squadra viene a San Siro con grande fiducia. Per me è un buon momento per vincere. Sarà una gara interessante, giocano 4-3-3, pressano e hanno la nostra stessa filosofia".
Cosa ha detto ai giocatori? Ci saranno cambi nella formazione di domani?
"Non voglio parlare di ciò che ci siamo detti. Voglio vedere una squadra unita dalla stessa idea di gioco, questo per me è molto importante. Deve esserci solo un'idea, vincere con la nostra filosofia".
Qual è la critica che l'ha più ferita?
"Non leggo molto in questo momento, non serve per cambiare la situazione. Conta solo lavorare".
Si è arrabbiato con Medel per le tre giornate di stop? Sarà multato?
"Se sarà multato decide la società, dobbiamo parlare di questa situazione. Ha danneggiato sé stesso ma anche la squadra. Deve sapere che ha sbagliato. A breve sapremo il risultato del ricorso ma di certo mancherà domani. Non si è comportato in modo molto intelligente".
