✕

Inter, Spalletti: ''Periodo devastante, Champions dipende solo da noi''

Luciano Spalletti (agf)
Contro il Benevento i nerazzurri cercano tre punti per il rilancio. Il tecnico: ''Questo brutto momento siamo noi ad averlo determinato. Dobbiamo credere nella nostra forza''. Icardi convocato: ''Ma non giocherà dall'inizio''
4 minuti di lettura
MILANO - L'Inter non è depressa. "Non soffriamo di questa malattia", dice con tono fermo Luciano Spalletti alla vigilia della partita contro il Benevento in programma domani sera a San Siro. Una sfida da 'dentro o fuori' per uscire dal periodo no, definito dall'allenatore: "devastante". Ma Spalletti va oltre, vede un lume di speranza e così torna a spiegare: "Questo brutto momento siamo noi ad averlo determinato. Dobbiamo credere nella nostra forza. C'è una cosa che disturba, ed è la rinuncia a non forzare. A lasciarsi andare. È vero che il vento ci soffia in faccia ma sono convinto che questo gruppo renderà la vita difficile a tutti e i leader presto faranno vedere di essere tali".

Tra i convocati sono tornati Miranda, Perisic e Icardi, difficilmente giocheranno dall'inizio, soprattutto i primi due, Spalletti intravede un segnale positivo: "Al posto del non starci loro ci sono voluti…
MILANO - L'Inter non è depressa. "Non soffriamo di questa malattia", dice con tono fermo Luciano Spalletti alla vigilia della partita contro il Benevento in programma domani sera a San Siro. Una sfida da 'dentro o fuori' per uscire dal periodo no, definito dall'allenatore: "devastante". Ma Spalletti va oltre, vede un lume di speranza e così torna a spiegare: "Questo brutto momento siamo noi ad averlo determinato. Dobbiamo credere nella nostra forza. C'è una cosa che disturba, ed è la rinuncia a non forzare. A lasciarsi andare. È vero che il vento ci soffia in faccia ma sono convinto che questo gruppo renderà la vita difficile a tutti e i leader presto faranno vedere di essere tali".

Tra i convocati sono tornati Miranda, Perisic e Icardi, difficilmente giocheranno dall'inizio, soprattutto i primi due, Spalletti intravede un segnale positivo: "Al posto del non starci loro ci sono voluti stare (con noi). Vogliono dividere le difficoltà. È un messaggio importante".
 
Icardi è convocato, può giocare dal 1'? 
"Ci sono delle ore a disposizione, le vogliamo usare ma caricarlo di 90' o di un inizio di partita dove non si sa dove andremo a finire è un rischio che è meglio non correre. Faremo le analisi con i medici e valuteremo".

Le hanno fatto piacere le dichiarazioni di ieri di Sabatini e Antonello?
"Mi hanno fatto estremamente piacere non per i giudizi su di me, ma per il modo di affrontare il discorso su una base di stabilità e conoscenza approfondita, nonché di volontà di creare un percorso. Questo è fondamentale. Il discorso è sempre quello di prendere una strada e mantenerla, senza farsi turbare dal risultato di una partita".

Come sta Rafinha? Domani può giocare dall'inizio?
"Ha avuto un po' di affaticamento muscolare, va valutata bene la questione. Oggi si è allenato, anche se è stato un allenamento di una durata ridotta perché siamo alla vigilia della partita, per cui non abbiamo una risposta totale. Però c'è e per quel che sarà la possibilità vogliamo usarlo, può darci una mano importante".

Non giocando le Coppe, si aspettava qualcosa in più dal punto di vista fisico?
"Chi gioca in Coppa spesso li cambia per cui non cambia molto a livello di partite accumulate. Le difficoltà attuali non hanno il nome di alcun componente della squadra. Siamo calati nel pensiero di essere forti e di poter vincere contro chiunque. Abbiamo passato un buon periodo e poi uno bruttissimo. Le cose sono andate in maniera simile perché siamo stati noi a determinarli. E siamo noi a dover affrontare le difficoltà, se lo faremo di squadra sarà più piccola. Dobbiamo credere nella nostra forza. Mi disturba e ci disturba un po' la rinuncia, il fatto di non lottare fino in fondo. Ma questa settimana ho visto metterci qualcosa di più, la ricerca di soluzioni nuove e di prendersi le responsabilità. Si fa più fatica perché il vento ora ce l'abbiamo davanti e non alle spalle. Sulla professionalità del gruppo la penso sempre allo stesso modo, sono convinto che il gruppo renderà la vita dura a tutti".

Si aspetta qualcosa in più dai giocatori di personalità di questa squadra?
"Non è che me lo aspetto, faranno vedere che hanno le doti per essere definiti leader. Potrà bastare o meno perché dipende anche dagli altri. Le avversarie di questo nostro periodo hanno valore assoluto importante, quel che non va bene è il periodo di cattivi risultati, che non deve assolutamente continuare. Sarà così, perché anche stamane li ho visti lavorare nella maniera corretta".

L'Inter è una delle squadre che fa più chilometri. Ma allora il problema qual è? È una questione di voglia?
"Bisogna vedere come si corre, non tanto il volume complessivo. Contano le 'vampate', le corse feroci. Quelle sopra un certo numero di velocità. Quello fa la differenza. Se arrivi e sei in ritardo puoi dire che all'appuntamento sei andato, ma non trovi nulla. Sotto l'aspetto della brillantezza e della puntualità, in qualche situazione non siamo stati così bravi, ma viene sempre peggiorata da un punto di vista psicologico. La difficoltà maggiore è superare l'idea che le cose andranno in una certa maniera. Ce lo abbiamo un po' addosso questo fatto e sembra quasi vada accettato. Non è assolutamente vero e vi faremo vedere che è un altro l'ambiente ed è un altro il sistema da usare".

Nei primi mesi c'era grande entusiasmo, ora è calato. Perché i tifosi devono crederci ancora?
"Da qui in avanti è chiaro che la gente vuole metterci le mani in tasca e vedere come sei fatto veramente. Siamo noi a dover reagire e levarci le mani dalle tasche, se qualcuno ce le mette. Per quello che ci stanno dicendo è poca la reazione, ci vuole più orgoglio. Dobbiamo far cambiare loro idea".

Le parole di Sabatini sulla 'sintesi' a cosa si riferivano secondo lei?
"Quello che abbiamo detto finora, il fatto di essere determinati a far cambiare i giudizi. Bisogna fare punti. E da qui in avanti i nostri avversari potranno avere il nome che gli pare, ma l'obiettivo è sempre vincere le partite".

Per Miranda vale lo stesso discorso fatto per Icardi?
"Difficile, anche se sta molto bene. Lo valuterò bene domani. Quello che diventa fondamentale è che Icardi, Miranda, Borja Valero, Rafinha erano tutti là che volevano stare con la squadra. Questa è la cosa più importante".

Come sono state recepite le dichiarazioni sul futuro di Icardi da parte di Sabatini e dell'agente del giocatore?
"Ciò che ha espresso l'amministratore delegato è espressione di tutta la società e quindi anche il mio. Anche nello spogliatoio conta quel che ha detto colui che ha l'incarico più importante in società".

Ha ravvisato dei segnali positivi diversi rispetto alle altre settimane?
"Intanto domani siamo tutti. Un segnale forte. Tutti vogliono starci".

Come è andata la settimana di Brozovic?
"Brozovic ha fatto queste due settimane con la codina più bassa, si è allenato benissimo".

Come ha visto il percorso di Steven Zhang in questa stagione?
"Steven ha le qualità del presidente perfetto, perché ti fa sentire enorme fiducia. È una persona corretta, gentile. Dà la possibilità a tutti di potersi esprimere attraverso le loro qualità. Lui ha delle imposizioni di famiglia che sono quelle di doversi confrontare con un mercato mondiale. Siamo noi a dover esibire la qualità che ci ha assegnato in quelle che sono le nostre posizioni. Stiamo attraversando un periodo devastante, bruttissimo, ma non siamo con la depressione addosso che ti uccide e non ti fa reagire. Non abbiamo questa malattia qui. Complessivamente: brutto questo periodo, troppo bello il primo, ma per quel che riguarda l'obiettivo che vogliamo raggiungere è sempre alla portata".