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Inter, Icardi: "Pochi i 110 milioni della mia clausola? Forse sì"

Mauro Icardi (lapresse)
Il centravanti argentino parla di mercato. Intanto, tra lui, Perisic, Gagliardini e Brozovic, Spalletti per lo sprint finale può contare di nuovo sugli uomini che per quasi metà stagione avevano fatto sognare la piazza
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MILANO - La rincorsa alla Champions League all'indomani della vittoria contro la Sampdoria per 5 a 0 sembra più abbordabile per l'Inter di Luciano Spalletti. Una possibilità concreta derivante dall'attuale quarto posto, dal punto in più che i nerazzurri hanno sulla Lazio, quinta, e al derby contro il Milan da disputare. Ma, la partita di ieri ha detto anche altro: che i protagonisti della prima parte del campionato hanno in mano le sorti dell'Inter. E che la coppia Brozovic e Gagliardini danno quell'equilibrio che mancava da tempo in mezzo al campo. Iniziamo con ordine. Tra i big 'risorti' ci sono Mauro Icardi e Ivan Perisic. Il primo senza gol dallo scorso 5 gennaio, e fermo per quattro settimane per una noia muscolare, è letteralmente esploso al 'Ferraris', lo stadio che lo ha visto segnare il suo primo gol in A. I numeri di ieri dell'argentino sono notevoli: 4 reti a fronte di 14 palle toccate. Mentre il croato da tre mesi in apnea ha rimesso la testa fuori tornado a padroneggiare sulla fascia sinistra.

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La sua prestazione ha confermato le idee del tecnico interista, che alla vigilia della sfida contro la Sampdoria aveva parlato dell'esterno come di un calciatore con doti divine. Gli altri meriti, al netto di quelli imputabili al tecnico toscano che ha scelto la formazione, sono della coppia Brozovic e Gagiardini. Il primo per il tocco, i palloni recuperati e i tempi giusti della giocata con la palla tra i piedi, il secondo per la fisicità e il tempismo. E poi, ultimo ma non ultimo, c'è Rafinha con sue accelerate. L'ex Barcellona che sta acquistando minuti ha mostrato grande personalità e superiorità nello spezzare il match con giocate mai banali. A confermare i miglioramenti dell'Inter ci sono anche i dati di Samp-Inter, che parlano del 60 percento di possesso palla per i nerazzurri contro il 40 dei padroni di casa. I tiri totali sono 14 a 8 per l'Inter, quelli in porta 11 per la formazione di Spalletti contro i 5 della squadra di Giampaolo. Anche nelle occasioni da gol sono sempre Icardi e compagni a comandare con 14 a 3. L'Inter è dunque tornata? Forse sì.

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Intanto Icardi fa il punto sulla sua quotazione di mercato. Centodieci milioni di clausola per un bomber da oltre 100 reti in Serie A forse sono pochi? "Dopo quello che è successo nell'ultimo mercato forse hai ragione; però questa della clausola è una cosa che abbiamo discusso con la società e si è deciso di fare così. Ma in società sanno tutti quello che penso io, quello che voglio io. E siamo tutti molto tranquilli", spiega il centravanti argentino dell'Inter in una lunga intervista alla rivista 'Undici'.

Nelle parole, rilasciate prima del poker alla Samp di ieri, dove parla del suo passato ("Quello che mi ha voluto di più è stato Massimo Moratti. Mi ha preso dalla Samp quando avevo 19 anni"), del presente ("Essere il capitano dell'Inter per me non è difficile, ho la personalità per farlo tranquillamente. E soprattutto io sono interista") e del futuro ancora da scrivere: "Spero a 30 anni di giocare ancora al calcio. Spero di fare una lunga strada all'Inter, voglio vincere qualcosa con questa maglia. A 40 avrò smesso di sicuro, non sono come Totti. Anzi, a 40 anni non sarò nel mondo del calcio. Credo proprio che farò il papà a tempo pieno, a casa, con la mia famiglia".
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