MILANO - Non è certo una reazione a caldo, perché arriva 38 ore dopo la fine di Inter-Juventus, quando nel frattempo è stato già detto tutto e il suo contrario. Ma alla fine la presa di posizione dell'Inter arriva, attraverso un'intervista che l'ad del club, Alessandro Antonello, rilascia a Inter tv. Anche se sulle prime, al termine della partita, il figlio del proprietario, il 26enne Steven Zhang, aveva preferito glissare ("Non parliamo dell'arbitro, siamo l'Inter"), il resto della dirigenza ha ritenuto opportuno tornare sui fatti di sabato sera, anche perché la tifoseria fin da sabato notte aveva lamentato l'assenza del club in una vicenda di cui sta parlando tutta l'Italia del calcio.
Così ecco le dichiarazioni di Alessandro Antonello, che dice molte cose interiste, per il sollievo della folla: "Sono successe cose inaccettabili e siamo arrabbiatissimi. Il club merita rispetto e anche i nostri tifosi. Abbiamo perso una battaglia, probabilmente non per colpa nostra. Ma vogliamo vincere la guerra sportiva (la qualificazione alla prossima Champions, ndr), per noi e per il nostro pubblico. Quel che è successo in Inter-Juventus è sotto gli occhi di tutti, è stato visto da 80000 persone allo stadio, da 170 paesi collegati e 700 milioni di persone. Sicuramente non è stato uno spot positivo per il calcio italiano, anzi forse è stata un'eurofiguraccia. Abbiamo deciso di parlare solo oggi per evitare di fare commenti a caldo, influenzati dalle emozioni del momento. Abbiamo rivisto tutti gli episodi e non riusciamo a spiegarci come mai nel corso della stessa partita siano stati usati due pesi e due misure. Nel mondo del calcio molte cose stanno cambiando ma sembra che alcune di queste rimangano invariate. Noi comunque siamo orgogliosi della nostra storia".
Si aggiorna così un altro capitolo dell'epopea tra Inter e Juventus, il derby d'Italia e dei veleni da circa sessant'anni. Calciopoli, come è evidente, non è finita e non finirà mai. Non a caso, anzi per niente a caso, proprio in questi giorni ricorreva il ventennale del celeberrimo scontro Iuliano-Ronaldo in un Juve-Inter decisivo per lo scudetto del 1998. Certi odi sono come certi amori, semplicemente non finiscono.
Così ecco le dichiarazioni di Alessandro Antonello, che dice molte cose interiste, per il sollievo della folla: "Sono successe cose inaccettabili e siamo arrabbiatissimi. Il club merita rispetto e anche i nostri tifosi. Abbiamo perso una battaglia, probabilmente non per colpa nostra. Ma vogliamo vincere la guerra sportiva (la qualificazione alla prossima Champions, ndr), per noi e per il nostro pubblico. Quel che è successo in Inter-Juventus è sotto gli occhi di tutti, è stato visto da 80000 persone allo stadio, da 170 paesi collegati e 700 milioni di persone. Sicuramente non è stato uno spot positivo per il calcio italiano, anzi forse è stata un'eurofiguraccia. Abbiamo deciso di parlare solo oggi per evitare di fare commenti a caldo, influenzati dalle emozioni del momento. Abbiamo rivisto tutti gli episodi e non riusciamo a spiegarci come mai nel corso della stessa partita siano stati usati due pesi e due misure. Nel mondo del calcio molte cose stanno cambiando ma sembra che alcune di queste rimangano invariate. Noi comunque siamo orgogliosi della nostra storia".
Si aggiorna così un altro capitolo dell'epopea tra Inter e Juventus, il derby d'Italia e dei veleni da circa sessant'anni. Calciopoli, come è evidente, non è finita e non finirà mai. Non a caso, anzi per niente a caso, proprio in questi giorni ricorreva il ventennale del celeberrimo scontro Iuliano-Ronaldo in un Juve-Inter decisivo per lo scudetto del 1998. Certi odi sono come certi amori, semplicemente non finiscono.
