L'Inter riemersa dal pozzo, la rimonta che può cambiare la stagione
di ANDREA SORRENTINO
L'esultanza dei giocatori dell'Inter dopo la vittoria con il Tottenham (afp)
La vittoria contro il Tottenham può rappresentare la svolta. Alla squadra serviva qualcosa di unico, il gol di Icardi è stato davvero l'inizio della stagione nerazzurra, ha liberato la squadra dalle zavorre
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ROMA - Quando ormai era in fondo al pozzo, l'Inter di Spalletti è rinata. Come a Roma contro la Lazio, il 20 maggio scorso, l'uno-due di Icardi e Vecino ha cambiato i destini, le prospettive, tutto. E' tornata quella di un anno fa, la Beneamata, anzi era già tornata a esserlo, anche prima della clamorosa rimonta di San Siro. E' questo il segnale più chiaro della vittoria sul Tottenham, fondamentale per il cammino in Champions ma che soprattutto fa ripartire la stagione nerazzurra.
Anche quando stava per affondare nel risultato, anche mentre il Tottenham vinceva 1-0 e sfiorava il raddoppio nella ripresa, la sensazione palpabile era di un'Inter che soffriva, sì, ma che rimaneva in campo con la testa e con i sentimenti, era una squadra che pativa ma seguiva una sua logica mentale, addirittura una sua passione. Quel crederci nonostante tutto, andando al di là dei propri limiti, anche come ieri sera con Perisic in panchina per consunzione e un Icardi che non ne imbroccava una, era stata la qualità principale dell'Inter spallettiana 2017-2018, che aveva grattato via quel quarto posto in classifica con il finale di partita a Roma, con i due gol in pochi minuti alla Lazio, rapidissimi ed esiziali, un po' come la rimonta sul Tottenham in Champions, e che per tutta la stagione era stata dignitosamente in campo, nonostante la grande crisi invernale. Rivedere quell'Inter dev'essere stato il segnale migliore per Spalletti, che nella prime quattro partite stagionali aveva faticato a tenere in piedi la squadra, proprio dal punto di vista mentale.
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Nella crisi psicologica, serviva qualcosa per sbloccarsi, per stappare e per strappare, qualcosa di assolutamente unico. E dal fondo del pozzo è arrivata la magnificenza di Maurito Icardi. Alla fine l'Inter è sempre dipesa da lui, e lo si è visto anche contro il Tottenham. Il suo gol è stato davvero l'inizio della stagione interista, ha liberato la squadra dalle zavorre, l'ha finalmente lanciata. Infatti poi è arrivato l'assedio e il secondo gol, perché tutta la squadra credeva in se stessa. Che il sigillo l'abbia messo Matias Vecino è stato quasi una conseguenza logica. L'uruguagio incarna alla perfezione lo spirito del suo paese e anche della sua nazionale, con cui è arrivato ai quarti nello scorso Mondiale, eliminato solo dalla Francia che poi avrebbe alzato la Coppa a Mosca. L'irriducibilità e la "garra" uruguaiana sono tutte in questi colpi di testa che Vecino è già riuscito altre volte a piazzare nel finale di gara, e sempre in modo decisivo, magari dopo una prestazione non certo esaltante, come la sua contro il Tottenham fino al minuto 92. Già lo scorso anno Vecino colpì almeno due volte a ridosso del 90': alla Roma in gennaio a San Siro, con un colpo di testa che fissò l'1-1, e alla Lazio nel già citato scontro dell'Olimpico a maggio. Riportata in vita dai suoi uomini dei minuti finali, ora l'Inter può ripartire. Ma aspetta la crescita di Ivan Perisic per poter tornare a recitare un ruolo in campionato: la sua precaria condizione di forma post-Mondiale è stato uno dei fattori negativi di questo inizio.
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