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Inter, Spalletti: ''La Champions un luna park, con il Tottenham possiamo svoltare''

Luciano Spalletti (ansa)
L'esordio contro gli inglesi arriva dopo il ko casalingo in campionato contro il Parma, il tecnico confida in una reazione: ''È un match che capita a proposito. La fetta più importante di responsabilità è mia, questa può essere la gara che ti fa sterzare in maniera veloce"
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MILANO - Luciano Spalletti è pronto a entrare al Luna Park, perché la Champions, per dirla con il tecnico è come andare al Luna Park, dove i sogni diventano realtà. "La partita di domani può determinare la svolta. Le sfide di Champions sono gare che valgono moltissimo a livello di entusiasmo e convinzione. La Champions è una di quelle competizioni che non baratteresti mai con alcuna cosa al mondo. Quando ci sei stato non puoi più farne a meno".

Cosa deve cambiare nel giro di poche ore? Lei ha parlato anche di atteggiamento.
"Si tenta di essere più sintetici possibile. Se si prendono tutte le risposte diventa facile fare confusione e tra noi ce n'è poca. Si hanno responsabilità importanti se i risultati sono questi e io ho la fetta più importante di responsabilità. Ma se prendiamo anche l'ultima partita con il Parma e i suoi numeri, di confusione ce n'è stata poca. C'è il fatto di non aver segnato, abbiamo comandato la partita fino al 70'-75'. Dopo abbiamo calato l'intensità e abbiamo preso gol, facendo un po' di confusione, perdendo ordine. E' arrivato il timore di non farcela ed è andata a finire così".
Cosa vi siete detti dopo la sconfitta di sabato?
"Funziona che quando uno gioca poi si riguarda la gara. Poi la mattina imbastisce un discorso alla squadra, a volte accompagnato da un video. Spesso ci si confronta e si va a toccare i punti che vogliamo. Se i giocatori vogliono dicono la loro, in questo caso non hanno parlato. C'è consapevolezza che dobbiamo metterci di più".
Finora in stagione siete sempre stati i favoriti della vigilia. Domani lo sarete ancora o lo è il Tottenham? Puoi aiutarvi non esserlo?
"La fatica dello scorso anno per arrivare a giocare questa partita è uno stimolo superiore alla mancanza di esperienza nella competizione o del timore di andarsela a giocare. Ci sono molti ingredienti che saranno più forti. Magari si può dire che loro avranno più pressione perché hanno più esperienza in questa competizione o sono più forti, ma anche noi siamo forti. Non stiamo attraversando un buon momento ma come dicevo può essere la gara che ti fa sterzare in maniera veloce".
Luciano Spalletti durante l'allenamento (afp)

C'è un aspetto che più degli altri la preoccupa?
"No, ma dico che ancora non siamo stati in gradi di acchiappare le qualità individuali dei giocatori. Sono certo che potranno venire fuori da un momento all'altro".
Si parla molto della difficile condizione di Harry Kane. E' d'accordo?
"No perché abbiamo visto le partite del Tottenham e l'abbiamo visto operoso in ogni situazione. Come metri fatti è uno di quelli che porta con sé i numeri del centravanti forte. Il Tottenham si appoggia molto su di lui perché prova a imbastire in maniera corta ma poi spesso l'azione finisce con il cross su di lui e lui è bravo a trovare con le sue sponde il calciatore che gli gira intorno".
E' normale che i giocatori, come ha detto, non intervengano nella discussione del giorno dopo in spogliatoio?
"Io non accetto che la squadra negli ultimi 10' si divida così in due tronconi o perlomeno che crei di ogni minuto fin dal 75' la situazione per cui se non va bene qualcosa non riesco a riprendere la partita. Ci deve essere sempre un ordine, un sistema che hai creato e provato a fare da perno per lo svolgimento della partita. Questo mi è piaciuto poco. Però poi abbiamo dovuto analizzare una serie di componenti e se si va a vedere nella partita ci sono. E' vero, dovevamo fare gol e quello soprattutto ci è mancato, di chiudere qualche palla che ha attraversato l'area nel primo tempo perché abbiamo fatto molti cross fatti bene e recuperato molti palloni sui 65-70 metri. Non abbiamo preso ripartenze come successo contro il Sassuolo. Siamo stati ordinati, continui nell'atteggiamento fino al 70'-75'. Ci sono tutti i numeri che i ragazzi sanno. Non è una cosa di far giocare uno al posto dell'altro. In quel pacchetto di idee ci sono la costruzione, il lavoro, metterlo in pratica. Noi tentiamo di farlo, in questo momento sbagliando. Perché i risultati sono quelli per cui stiamo zitti e proviamo a raddrizzare la situazione perché stare in questa competizione deve essere sempre l'obiettivo di un club come il nostro e quindi dobbiamo riprendere i punti per tornare qui".
In questo momento le dà più certezze la difesa a 4 o a 3?
"Anche qui bisognerebbe approfondire. Noi abbiamo sempre giocato a 4, ma qualche volta abbiamo costruito a 3. Come ha fatto anche il Tottenham a un certo punto della partita, serve a far perdere d'ordine l'avversario se ha trovato l'incastro giusto per le tue costruzioni. Quando sei a 4 ci sono due terzini che si aprono, se l'azione si sviluppa a destra quello dall'altra parte fa il terzo centrale, se no sei a rischio ripartenza. O tu sei bravo a tenerli là e non gli permetti mai di riguadagnarla allora diventa difficile. Ma se te la prendono sulla trequarti prendi le ripartenze. E' sempre il terzo centrale ad aspettare la ripartenza".
La poca esperienza, può essere un limite?
"La voglia di conoscere come si sta dentro questa giostra deve creare emozioni e attrazioni che ci devono portare al di là del nostro limite. Questa gara è quella che potrebbe fare superare determinati blocchi. Sono convinto che a chi non ha mai giocato in Champions, la competizione piacerà".
Ha trovato i giocatori remissivi davanti all'analisi del giorno dopo?
"Durante l'analisi post Parma abbiamo fatto un'analisi, non è stato attaccato nessuno. I giocatori concordavano e per questo non hanno detto nulla. Anche la squadra è infastidita da questi risultati. Sanno che c'è da fare molto e chiacchierare poco...".
L'Inter ha le armi per tenere botta contro il Tottenham?
"Noi dobbiamo andare a fare la partita. Loro hanno molte armi, tecnica, velocità e fisicità. Oggi dovremo pulire le scorie di chi ha giocato contro il Parma e muoversi dal punto di vista reattivo. Questo dettaglio non sono in grado adesso di valutarlo ora".
Ci sono delle defezioni (Vrsaljko e D'Ambrosio), in assenza di un terzino destro c'è la possibilità di una difesa a tre?
"D'Ambrosio va valutato, lo faremo domani. Oggi proverà a correre ma penso abbia dolore. Ha preso botta importante. Ieri ha lavorato bene, ma sono importanti le ore. Il rischio che non ci sia c'è. Se sarà assente abbiamo le nostre possibilità. Chiaro che ci vuole la disponibilità di qualcuno a fare qualcosa di diverso".
Vecino e Skriniar (ansa)
SKRINIAR, PARMA ALLE SPALLE, TOTTENHAM DECISIVO - "Non siamo riusciti a fare gol al Parma, ci fossimo riusciti ne avremmo fatti anche 3-4. Ora c'è un'altra partita e dobbiamo pensare a questa", dice Milan Skriniar alla vigilia della sfida di Champions League. Dopo aver velocemente analizzato la sconfitta di campionato, il difensore sulla partita di coppa afferma: "Non voglio dire che è decisiva ma se facciamo bene possiamo rimettere tutto a posto, sicuramente è una partita importante. Il giocatore più pericoloso? Kane". E sul contratto: "Stiamo parlando, ma prima vengono le prossime 8 gare in 22 giorni". Al fianco di Skriniar c'è Matias Vecino che prima del Tottenham torna sulla sconfitta di sabato contro il Parma ammettendo: "Ogni partita è diversa, se sabato segnavamo era un'altra storia. Dopo il gol è subentrata l'ansia e abbiamo lasciato troppi spazi. Questa cosa va migliorata. Secondo me non è una questione di approccio, perché la squadra ha fatto bene specie nel primo tempo contro il Torino dove abbiamo iniziato bene. Poi ci sono momenti dove non sappiamo soffrire come squadra, dobbiamo lottare tutti e 11 per 90 minuti". E sulla sfida di domani: "Non sarà decisiva ma molto importante per il momento che stiamo vivendo. Potrebbe dare molta fiducia nella ricerca di continuità di rendimento e risultati. Le squadre inglesi sono forti, bisogna occupare gli spazi per evitare ripartenze essendo tutti molto bravi in uno-contro-uno".

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