MILANO - Il conto alla rovescia per Inter-Parma è iniziato. I nerazzurri oltre a Sanchez che tornerà a gennaio e Sensi che non ci sarà, hanno in dubbio De Vrij e Vecino. "Abbiamo ancora l'allenamento di oggi. Voglio vedere e parlare con i medici e fare delle valutazione (sugli acciaccati). E' un momento in cui dobbiamo fare di necessità virtù, non sarà semplice giocare dopo tre giorni (dalla Champions), stiamo cerando di recuperare le energie fisiche e nervose. Siamo pronti a dare battaglia. Mi auguro che anche domani il pubblico ci possa trascinare, in Champions i tifosi sono stati fondamentali", le affermazioni di Antonio Conte alla vigilia della sfida.
Sarà una sfida speciale visto il rapporto che la lega a D'Aversa?
"Anche a Faggiano, siamo amici d'infanzia. Ho conosciuto Roberto quando era calciatore e io ero assistente di De Canio. Si è poi sviluppato un bel rapporto con la mia famiglia. Ho un rapporto molto stretto, sono contento che stia facendo bene. Dovremo fare grande attenzione perché il Parma è in salute. Bisognerà fare attenzione a non lasciare campo per le ripartenze perché hanno giocatori letali come Gervinho, che dal nulla può tirar fuori qualcosa di velenoso. Tutto il Parma è una squadra forte, ben allestita. Sarà un piacere affrontarli, ma vorranno batterci come noi vogliamo battere loro".
L'attacco è un reparto che la soddisfa?
"Per quello che riguarda l'attacco siamo partiti con un'idea precisa, sapevamo di avere tre attaccanti con determinate caratteristiche: Romelu, Lautaro e Alexis e sapevamo anche delle caratteristiche di Matteo Politano, che come seconda punta aveva già giocato con il Sassuolo. E poi c'è Sebastiano Esposito come quinta punta, sapevamo di poter stare sereni. Poi si è fatto male Sanchez e a quel punto abbiamo sdoganato Sebastiano. Adesso abbiamo questa rosa, vediamo l'evolversi della situazione. Per quanto riguarda il mercato è bene fare il punto con la società e trovare la migliore soluzione sapendo che è necessario recuperare tutti gli effettivi".
Quanto manca per vedere la sua Inter?
"Penso che un'idea si intraveda subito dalle prime battute, non servono 6-7 mesi. Certo più il tempo passa più vedi gli sviluppi. Ad oggi si può già vedere qualcosa sia in fase di possesso che di non possesso. Essendoci così tante partite l'unico rammarico è quello di avere pochi giorni per migliorare nei dettagli. Per il tempo che ho avuto e che ho devo dire che il gruppo ha recepito bene".
Tra i titolari che ha la metà sono italiani, quanto è importante avere un folto gruppo di italiani?
"L'obiettivo mio e della società è di puntare su giocatori forti e affidabili, che siamo italiani o no non importa, l'importante è che siano affidabili. Certo il calciatore italiano dà subito garanzie perché conosce il modo di lavorare e il campionato e non devono integrarsi. Penso che avere un'anima italiana sia importante. Handanovic lo considero italiano".
Brozovic ha sempre giocato, c'è un suo vice?
"Per caratteristiche Sensi è un tipo di giocatore che può stare davanti alla difesa. Lui vede il calcio ed è molto intelligente a muoversi tra le linee. Abbiamo anche Borja che può giocare davanti alla difesa. Brozovic sta facendo bene ma sa che io sono molto esigente...".
L'Inter è una squadra definita, in classifica essere attaccati alla Juve dà fastidio a Torino?
"Abbiamo iniziato il nostro percorso e dobbiamo guardare noi stessi e non guardare gli altri. Se proprio dobbiamo guardare, dobbiamo farlo a chi sta davanti e non chi sta dietro. Abbiamo iniziato un nuovo percorso e il fatto di stare vicino a chi sta davanti ci dà soddisfazione ma non ci deve fare perdere l'obiettivo. Dobbiamo continuare a dare il massimo. Siamo sulla strada buona. Ripeto dobbiamo arrivare al massimo senza avere rimpianti".
Cosa pensa di dire ai suoi per tirare una riga rispetto alla gara di Sassuolo?
"Al di là di frasi motivazionali penso sia importante fornire delle prove, delle situazioni, far vedere ai calciatori perché alcune cose non sono andate nella giusta maniera. Quindi trovare delle situazioni tutti insieme in cui migliorare. Gli ultimi 20' col Sassuolo non hanno reso felici me, lo staff e i calciatori, che sono stati i primi a rendersi conto che bisogna migliorare senza andare in balia degli avversari in quella parte finale della gara. Credo che già col Dortmund ci sia stata una bella risposta. Io sono qui ed è giusto che sottolinei le cose negative e positive. I primi a rendersi conto degli sbagli e a voler migliorare sono i calciatori e per questo mi ritengo un allenatore fortunato. I ragazzi capiscono quando si fanno cose che non vanno bene".
E' soddisfatto di come la squadra sta reagendo alle assenze? Gli assist di De Vrij dimostrano che la squadra sa reinventarsi.
"La crescita di questa squadra passa dall'assimilare sempre di più alcuni concetti e situazioni. Stefan, come lo era Bonucci, diventa un calciatore per noi importante. Per situazioni tattiche devono lasciare dello spazio o a lui o al vertice basso, per cui devono essere bravi a prendersi questa incombenza di andare a cercare dei calciatori. Rispetto al passato, io ho sempre detto che i tre centrali sono i primi costruttori di gioco. Anche con l'Udinese un assist l'ha fatto Godin. Sono situazioni che proviamo e riproviamo, dobbiamo farle ancora con più insistenza".
Tolto Pirlo, è Brozovic il play più forte che ha allenato? In cosa può migliorare?
"Più migliorare tanto sia nella verticalizzazione, nell'ultimo passaggio. L'ha fatto col Borussia Dortmund ma era una ripartenza. Contro una squadra schierata può migliorare. Deve lavorare anche un bel po' sulla fase difensiva perché chi gioca davanti alla difesa ha un ruolo chiave. Questi due aspetti può migliorarli per diventare un top. Andrea Pirlo è uno di quelli che saranno ricordati per sempre. Un genio. Brozo ha caratteristiche diverse ma sta lavorando bene ed è stato una scoperta positiva. Ha voglia di fare e deve continuare a lavorare".
Sarà una sfida speciale visto il rapporto che la lega a D'Aversa?
"Anche a Faggiano, siamo amici d'infanzia. Ho conosciuto Roberto quando era calciatore e io ero assistente di De Canio. Si è poi sviluppato un bel rapporto con la mia famiglia. Ho un rapporto molto stretto, sono contento che stia facendo bene. Dovremo fare grande attenzione perché il Parma è in salute. Bisognerà fare attenzione a non lasciare campo per le ripartenze perché hanno giocatori letali come Gervinho, che dal nulla può tirar fuori qualcosa di velenoso. Tutto il Parma è una squadra forte, ben allestita. Sarà un piacere affrontarli, ma vorranno batterci come noi vogliamo battere loro".
L'attacco è un reparto che la soddisfa?
"Per quello che riguarda l'attacco siamo partiti con un'idea precisa, sapevamo di avere tre attaccanti con determinate caratteristiche: Romelu, Lautaro e Alexis e sapevamo anche delle caratteristiche di Matteo Politano, che come seconda punta aveva già giocato con il Sassuolo. E poi c'è Sebastiano Esposito come quinta punta, sapevamo di poter stare sereni. Poi si è fatto male Sanchez e a quel punto abbiamo sdoganato Sebastiano. Adesso abbiamo questa rosa, vediamo l'evolversi della situazione. Per quanto riguarda il mercato è bene fare il punto con la società e trovare la migliore soluzione sapendo che è necessario recuperare tutti gli effettivi".
Quanto manca per vedere la sua Inter?
"Penso che un'idea si intraveda subito dalle prime battute, non servono 6-7 mesi. Certo più il tempo passa più vedi gli sviluppi. Ad oggi si può già vedere qualcosa sia in fase di possesso che di non possesso. Essendoci così tante partite l'unico rammarico è quello di avere pochi giorni per migliorare nei dettagli. Per il tempo che ho avuto e che ho devo dire che il gruppo ha recepito bene".
Tra i titolari che ha la metà sono italiani, quanto è importante avere un folto gruppo di italiani?
"L'obiettivo mio e della società è di puntare su giocatori forti e affidabili, che siamo italiani o no non importa, l'importante è che siano affidabili. Certo il calciatore italiano dà subito garanzie perché conosce il modo di lavorare e il campionato e non devono integrarsi. Penso che avere un'anima italiana sia importante. Handanovic lo considero italiano".
Brozovic ha sempre giocato, c'è un suo vice?
"Per caratteristiche Sensi è un tipo di giocatore che può stare davanti alla difesa. Lui vede il calcio ed è molto intelligente a muoversi tra le linee. Abbiamo anche Borja che può giocare davanti alla difesa. Brozovic sta facendo bene ma sa che io sono molto esigente...".
L'Inter è una squadra definita, in classifica essere attaccati alla Juve dà fastidio a Torino?
"Abbiamo iniziato il nostro percorso e dobbiamo guardare noi stessi e non guardare gli altri. Se proprio dobbiamo guardare, dobbiamo farlo a chi sta davanti e non chi sta dietro. Abbiamo iniziato un nuovo percorso e il fatto di stare vicino a chi sta davanti ci dà soddisfazione ma non ci deve fare perdere l'obiettivo. Dobbiamo continuare a dare il massimo. Siamo sulla strada buona. Ripeto dobbiamo arrivare al massimo senza avere rimpianti".
Cosa pensa di dire ai suoi per tirare una riga rispetto alla gara di Sassuolo?
"Al di là di frasi motivazionali penso sia importante fornire delle prove, delle situazioni, far vedere ai calciatori perché alcune cose non sono andate nella giusta maniera. Quindi trovare delle situazioni tutti insieme in cui migliorare. Gli ultimi 20' col Sassuolo non hanno reso felici me, lo staff e i calciatori, che sono stati i primi a rendersi conto che bisogna migliorare senza andare in balia degli avversari in quella parte finale della gara. Credo che già col Dortmund ci sia stata una bella risposta. Io sono qui ed è giusto che sottolinei le cose negative e positive. I primi a rendersi conto degli sbagli e a voler migliorare sono i calciatori e per questo mi ritengo un allenatore fortunato. I ragazzi capiscono quando si fanno cose che non vanno bene".
E' soddisfatto di come la squadra sta reagendo alle assenze? Gli assist di De Vrij dimostrano che la squadra sa reinventarsi.
"La crescita di questa squadra passa dall'assimilare sempre di più alcuni concetti e situazioni. Stefan, come lo era Bonucci, diventa un calciatore per noi importante. Per situazioni tattiche devono lasciare dello spazio o a lui o al vertice basso, per cui devono essere bravi a prendersi questa incombenza di andare a cercare dei calciatori. Rispetto al passato, io ho sempre detto che i tre centrali sono i primi costruttori di gioco. Anche con l'Udinese un assist l'ha fatto Godin. Sono situazioni che proviamo e riproviamo, dobbiamo farle ancora con più insistenza".
Tolto Pirlo, è Brozovic il play più forte che ha allenato? In cosa può migliorare?
"Più migliorare tanto sia nella verticalizzazione, nell'ultimo passaggio. L'ha fatto col Borussia Dortmund ma era una ripartenza. Contro una squadra schierata può migliorare. Deve lavorare anche un bel po' sulla fase difensiva perché chi gioca davanti alla difesa ha un ruolo chiave. Questi due aspetti può migliorarli per diventare un top. Andrea Pirlo è uno di quelli che saranno ricordati per sempre. Un genio. Brozo ha caratteristiche diverse ma sta lavorando bene ed è stato una scoperta positiva. Ha voglia di fare e deve continuare a lavorare".
