MILANO - Le nazionali rende ciarlieri in molti, anzi, quasi tutti i giocatori. Stefan De Vrij che fatica a trovare spazio afferma: "L'allenatore ha fatto delle scelte, certo sarebbe meglio io giocassi". Sebastiano Esposito entusiasta spiega: "E' un onore stare in prima squadra. Le parole di Conte fanno piacere ma ora devo stare con i piedi per terra". All'appello non mancano Romelu Lukaku, che alla vigilia di Russia-Belgio non esclude un domani di andare a giocare in Russia "un campionato competitivo". Poi l'attaccante tranquillizza il ct del Belgio Roberto Martinez e il tecnico dell'Inter Antonio Conte: "Sono al 100 percento, ho avuto un'infiammazione alla punta del piede, ma ora va bene".
Il giocatore prosegue chiedendo di più dalle istituzioni calcistiche italiane e internazionali circa il razzismo in Italia. "A Cagliari è stato il momento più difficile, la Serie A e la UEFA dovevano fare di più. Puoi alzare un cartello con "no al razzismo", ma devi davvero combatterlo. L'Italia comunque mi piace, le persone per strada sono molto gentili con me e piace anche alla mia famiglia", spiega a dhnet.be. E sul rapporto con l'allenatore salentino afferma: "C'è onestà, quando non gioco bene, voglio che me lo dica, ho 26 anni, posso ancora migliorare. Koeman, Mourinho e Conte sono stati onesti e non mi hanno mai mentito. Anche il mio rapporto con Solskjaer era buono, ma volevo andarmene, glielo dissi a marzo, rispetto per lui che rispettava la mia scelta, anche se voleva tenermi".
Il giocatore prosegue chiedendo di più dalle istituzioni calcistiche italiane e internazionali circa il razzismo in Italia. "A Cagliari è stato il momento più difficile, la Serie A e la UEFA dovevano fare di più. Puoi alzare un cartello con "no al razzismo", ma devi davvero combatterlo. L'Italia comunque mi piace, le persone per strada sono molto gentili con me e piace anche alla mia famiglia", spiega a dhnet.be. E sul rapporto con l'allenatore salentino afferma: "C'è onestà, quando non gioco bene, voglio che me lo dica, ho 26 anni, posso ancora migliorare. Koeman, Mourinho e Conte sono stati onesti e non mi hanno mai mentito. Anche il mio rapporto con Solskjaer era buono, ma volevo andarmene, glielo dissi a marzo, rispetto per lui che rispettava la mia scelta, anche se voleva tenermi".
