MILANO - Avrà tutto il tempo per dire di essere stato frainteso, per lamentare ogni possibile strumentalizzazione, e infine, se lo vorrà, per ritrattare. Ma intanto l'ha detto. Il centravanti dell'Inter, Romelu Lukaku, intervenendo in diretta sul canale Instagram di un suo personale sponsor ha dichiarato: "La salute viene prima di ogni cosa. Perché dobbiamo giocare se nel mondo c'è gente che rischia la vita? Eppure è necessario che un giocatore della Juve sia positivo (Daniele Rugani, risultato positivo al coronavirus, Ndr) affinché il calcio si fermi: è normale tutto ciò? No, non è normale. Ammetto che il calcio mi manca, però adesso l'importante è la salute della gente. Tutto il resto è secondario".
Del ritardo con cui la Lega di Serie A a inizio marzo ha dichiarato la sospensione del campionato - solo dopo lo stop allo sport imposto dal Governo - aveva già parlato con toni forti il presidente nerazzurro Steven Zhang, definendo il presidente Paolo Dal Pino "il più grande e oscuro pagliaccio che io abbia mai conosciuto". Il numero uno nerazzurro, ospite a Londra di un convegno del Financial Times, pochi giorni dopo quell'uscita (sempre affidata a Instagram) a sorpresa decise di rincarare la dose: "Le mie sono state parole troppo dure? Troppo morbide, semmai, visto che in ballo c'era la salute delle persone". Zhang attaccò la Lega di Serie A, non certo la Juventus: nel convegno londinese, il giovane imprenditore cinese era relatore assieme al presidente bianconero Andrea Agnelli, che è anche a capo dell'Eca, in cui Zhang occupa un posto nel board.
Se le esternazioni di Lukaku siano destinate ad aprire un caso diplomatico fra Inter e Juventus, è presto per dirlo. Intanto, i tifosi bianconeri sui social network lo ricoprono d'insulti. Gli interisti invece lo difendono. Alcuni se la prendono con i giornalisti, che in questo caso però c'entrano poco, visto che il centravanti belga quel che aveva da dire l'ha detto direttamente ai suoi fan, senza la mediazione di giornali o tv. Proprio Lukaku la scorsa estate fu al centro di un duello di mercato fra Inter e Juve, entrambe intenzionate ad aggiudicarsi il suo cartellino. La spuntò l'amministratore delegato nerazzurro Beppe Marotta, che superò in volata l'ex allievo Fabio Paratici, attuale direttore sportivo bianconero. Fu quella la prima di tante stoccate più o meno evidenti che i due club si sono scambiati finora. Ma Lukaku ora, con le sue dichiarazioni, sposta il piano del confronto: dal fioretto si è passati alla clava.
Del ritardo con cui la Lega di Serie A a inizio marzo ha dichiarato la sospensione del campionato - solo dopo lo stop allo sport imposto dal Governo - aveva già parlato con toni forti il presidente nerazzurro Steven Zhang, definendo il presidente Paolo Dal Pino "il più grande e oscuro pagliaccio che io abbia mai conosciuto". Il numero uno nerazzurro, ospite a Londra di un convegno del Financial Times, pochi giorni dopo quell'uscita (sempre affidata a Instagram) a sorpresa decise di rincarare la dose: "Le mie sono state parole troppo dure? Troppo morbide, semmai, visto che in ballo c'era la salute delle persone". Zhang attaccò la Lega di Serie A, non certo la Juventus: nel convegno londinese, il giovane imprenditore cinese era relatore assieme al presidente bianconero Andrea Agnelli, che è anche a capo dell'Eca, in cui Zhang occupa un posto nel board.
Se le esternazioni di Lukaku siano destinate ad aprire un caso diplomatico fra Inter e Juventus, è presto per dirlo. Intanto, i tifosi bianconeri sui social network lo ricoprono d'insulti. Gli interisti invece lo difendono. Alcuni se la prendono con i giornalisti, che in questo caso però c'entrano poco, visto che il centravanti belga quel che aveva da dire l'ha detto direttamente ai suoi fan, senza la mediazione di giornali o tv. Proprio Lukaku la scorsa estate fu al centro di un duello di mercato fra Inter e Juve, entrambe intenzionate ad aggiudicarsi il suo cartellino. La spuntò l'amministratore delegato nerazzurro Beppe Marotta, che superò in volata l'ex allievo Fabio Paratici, attuale direttore sportivo bianconero. Fu quella la prima di tante stoccate più o meno evidenti che i due club si sono scambiati finora. Ma Lukaku ora, con le sue dichiarazioni, sposta il piano del confronto: dal fioretto si è passati alla clava.
