Inter, sette su sette in trasferta. E Conte fa meglio di Trapattoni
di FRANCO VANNI
Antonio Conte (reuters)
Il successo di Torino contro i granata ha allungato la striscia vincente fuori casa dei nerazzurri che stanno facendo meglio della squadra dei record del 1989. Mercoledì a Praga contro la Slavia una sfida da non sbagliare per sperare ancora nella qualificazione agli ottavi di Champions
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MILANO - Beppe Marotta, prima della partita contro l'Hellas Verona, lo aveva detto chiaramente: "Non mi sarei aspettato di trovarmi così in alto in classifica". Dopo la vittoria per 0-3 contro il Toro, Conte la stessa cosa l'ha detta con gli occhi. Alla conferenza stampa post match si è presentato non solo felice, ma evidentemente stupito "dall'incredibile ferocia" dei suoi, come ha detto. "Non aver preso gol è la cosa che mi rende più contento, abbiamo dimostrato una buona solidità difensiva ed è molto importante perché dimostriamo che i gol li facciamo".
I record
Con 34 punti in 13 gare, raggiunti grazie a 11 vittorie, Conte fa meglio persino di Trapattoni, che nel 1988/1989 alla tredicesima giornata di vittorie ne aveva raggiunte 10. L'Inter ha chiuso una partita a rete inviolata, dopo 7 gare in cui sempre aveva preso gol. E 7 sono anche le vittorie in trasferta in questo campionato, con Lautaro Martinez e Lukaku (entrambi a segno contro il Torino) che portano a 16 il numero dei gol segnati, di cui 13 fuori casa. Statistiche che raccontano una squadra forte e regolare, capace di viaggiare a un solo punto di distanza dalla capolista Juventus.
La notte di Torino però non ha portato solo buone notizie. "Ho sentito un tac al ginocchio", ha detto Nicolò Barella, una volta uscito dal campo. Una distorsione da valutare. L'Inter all'Olimpico ha dovuto fare a meno di Sensi, Gagliardini, Asamoah, Politano e Sanchez. Steven Zhang, che la partita la ha vista in un pub di Milano in zona Sempione, si prepara a comprare rinforzi sul mercato di gennaio. Ma l'ad Beppe Marotta mette in guardia: "Quella invernale è una sessione arida. Le opportunità che si sono presentate fin qui non sono soddisfacenti".
Se all'Inter la rosa è corta, i giocatori che i nerazzurri hanno dato in prestito in giro per il mondo si stanno facendo valere. Non solo Icardi al Psg è tornato il bomber di un tempo, ma anche l'incompreso Gabigol sta facendo sfracelli in Brasile: sua la doppietta con cui il Flamengo ha superato il River Plate, aggiudicandosi la coppa Libertadores. "Ora valgo il quadruplo", ha esultato dopo la vittoria. Ed è probabile che ora l'Inter per il suo cartellino chieda una quarantina di milioni. Sempre che - ipotesi molto improbabile - non provi a richiamarlo alla Pinetina: oggi l'unica alternativa ai due titolari in attacco è il 17enne Sebastiano Esposito.
La Champions
Ora per la squadra di Conte si prepara una trasferta difficile e importante. Mercoledì l'Inter giocherà a Praga contro lo Slavia in Champions League. Nel girone la squadra di Conte ha 4 punti, terza dopo il Barcellona (a quota 8) e Borussia Dortmuns (a 7). Solo vincendo potrebbe sperare di arrivare seconda e accedere così agli ottavi di finale. Per farlo, comunque, dovrà giocarsela in casa con il Barcellona il prossimo 10 dicembre. La vittoria a Praga, quindi, è necessaria ma non sufficiente.