Inter, Conte recupera Lukaku per l'Atalanta: "L'ultimo step di crescita? Ancora non ci siamo"
di
Franco Vanni
Antonio Conte (ansa)
L'attaccante belga convocato per la sfida di Bergamo. Il tecnico: "Servirà una grande gara per uscire indenni, il nostro sesto posto non mi preoccupa. Per annullare il gap bisogna lavorare ancora di più". Positivo Padelli
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Entrambe sconfitte in Champions nell'ultimo turno, Atalanta e Inter tornano ad affrontarsi in campionato, domani a Bergamo. Lo scorso incontro fra le squadre nerazzurre fu all'ultima giornata di campionato della scorsa stagione: al Gewiss Stadium il 1° agosto si impose l'Inter per 2-0.
Solita vigilia con l'esito dei tamponi: positivo il portiere Daniele Padelli, esame da ripetere per Gagliardini e Radu.
Come arriva l'Inter alla fine di questo tour de force di tante gare in pochi giorni?
"Ci arriva come le altre squadre. È la settima partita in venti giorni. C'è stanchezza, ma anche voglia di fare bene. Dovremo capire chi è più stanco e chi meno, per gestire nei 90 minuti anche questo tipo di situazione". Com'è l'umore nello spogliatoio dopo l'impresa sfiorata a Madrid?
"L'umore è quello che dev'essere". Porterà Lukaku a Bergamo?
"Si è allenato con noi, quindi molto probabilmente verrà convocato per la partita contro l'Atalanta".
Lo scorso anno la sfida vinta all'ultima giornata contro l'Atalanta fu la migliore della stagione per l'Inter. Alla squadra di quest'anno manca qualcosa per tornare a quel livello?
"L'anno scorso ci sono state diverse partite in cui abbiamo fatto molto bene. Visto l'avversario, ci si ricorda di quello 0-2 finale. Affrontare l'Atalanta non è mai semplice, è un'ottima squadra guidata da un bravissimo allenatore. Gasperini negli anni ha dato credibilità al club. Portano pressing costante sul portatore di palle e hanno grande qualità offensiva. Dovremo fare una grande gara per uscire indenni dalla trasferta di Bergamo". Siamo all'inizio della stagione. L'attuale sesto posto la preoccupa?
"Preoccupato di cosa? Riattiviamo l'audio. Ma preoccupato di cosa?" Rispetto al distacco dal vertice della classifica.
"Noi dobbiamo fare il nostro percorso. Se meritiamo è giusto che la classifica migliori. Se non meritiamo è giusto che la classifica rimanga più bassa. Dipende da quel che faremo". Qualche settimana fa aveva detto di preferire un 5-4 a uno 0-0. Domani preferirebbe vincere pur giocando male o fare un'ottima prestazione ma senza portare a casa i 3 punti?
"Di solito le buone prestazioni portano i 3 punti. Non posso pensare di giocare male per vincere. È giocando bene che si ottengono i risultati".
Nelle gare cruciali, fra cui quelle contro Real, Barcellona, Juventus, Napoli, cosa pensa che sia mancato all'Inter? Come si può fare quel famoso step di crescita di cui lei parla?
"Manca davvero poco. Quel che dobbiamo fare è lavorare sodo, ancora più di oggi. Quel poco deve annullarsi ma per ora c'è. L'ho detto ai miei calciatori. Ancora non ci siamo". Atalanta-Inter e Torino-Crotone sono le prime partite fra squadre che si trovano in zona rossa per l'emergenza Covid, in base alla suddivisione territoriale dell'ultimo Dpcm. Questo influisce sulle squadre e sull'approccio alla gara?
"Sarebbe inutile dire che questo non influisce. Rispetto al passato, oggi siamo molto più colpiti. Lo sono i calciatori, le famiglie, le mogli, i bambini. Prepari le partite senza sapere chi avrai a disposizione. Ci sono improvvise negatività e ripositivizzazioni che hanno del clamoroso e non ti consentono di preparare le gare. La situazione non è facile per nessuno, ma la dobbiamo affrontare e lo stiamo facendo. L'aspetto umano della vicenda spesso viene sottovalutato, ma non è semplice gestire queste situazioni". Con le cinque sostituzioni, dopo mesi di prova, come cambia la gestione della partita?
"Anzitutto per fare i cinque cambi devi avere tutti a disposizione. Noi in questo ciclo di sette partite siamo partiti con sei giocatori positivi al Covid e due infortunati: Sanchez e Sensi, a cui si è aggiunto Lukaku. E abbiamo ora anche Padelli col Covid (sono da ripetere i tamponi di Radu e Gagliardini che hanno dato risultati ambigui, ndr). Ciò detto, in teoria cinque sostituzioni ti consentono di trasformare una squadra da difensiva a offensiva e cambiare la gara in corso. Oppure si può partire forti e in caso di vantaggio diventare più ermetici. Ma con tanti assenti diventa più complicato fare questo tipo di ragionamento". Come mai contro il Real sia lei sia Zidane avete cambiato solo tre giocatori?
"Meno male che l'ha fatto anche Zidane, altrimenti se l'avessi fatto solo io sarei stato preso per matto". A proposito di Stefano Sensi, si sa quando tornerà?
"Bisogna parlare coi medici e con l'area riabilitativa. Da un po' cerchiamo di fare qualcosa per fare giocare il calciatore, ma senza buoni risultati. Purtroppo quel che abbiamo fatto non ha dato buoni risultati, e Sensi è quasi sempre indisponibile".