Inter, il mese della verità: così Conte può cambiare marcia
di
Franco Vanni
Antonio Conte (agf)
Il tecnico deve riprendere in mano la squadra. Lo attendono 10 gare in 33 giorni in cui mettere alla prova se stesso e i giocatori, per non perdere il contatto con la testa della classifica in campionato e cercare di accedere agli ottavi di Champions
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Dopo avere centrato una sola vittoria nelle ultime otto partite, passata la pausa per le nazionali, Antonio Conte deve riprendere in mano la squadra. Lo attendono dieci partite in 33 giorni, in cui mettere alla prova se stesso e i giocatori, per non perdere il contatto con la testa della classifica in campionato e cercare di accedere agli ottavi di Champions. Obiettivi che l'ex ct potrà centrare se riuscirà a far somigliare questa Inter a quella della scorsa stagione: il gruppo schiacciasassi che s'è visto nel girone di andata e nel finale di campionato. E di nuovo nella marcia verso la finale di Europa League.
Durante i dieci giorni di pausa l'ex ct ha parlato tanto, fra interviste e social network. Al britannico Telegraph ha raccontato di voler rimanere all'Inter a lungo. Una dichiarazione che ha sollevato l'umore dei suoi fan, che avevano vissuto con apprensione i mesi in cui le continue lamentele del tecnico nei confronti della società facevano pensare a un divorzio anticipato. Decisivo è stato l'intervento chiarificatore fra il tecnico e i vertici nerazzurri a Villa Bellini lo scorso 25 agosto. L'ex ct ha abbassato i toni e da mesi ripete di volersi "godere il percorso". Porta spesso l'esempio di Jurgen Klopp, "che per quattro anni al Liverpool non ha vinto nulla". Certo. Ma Conte sa anche bene che vincendo qualcosa il percorso sarebbe più godibile anche per i tifosi.
A galvanizzare i tifosi interisti sono le prestazioni dei giocatori nerazzurri con le proprie nazionali, fra Nations League, amichevoli e qualificazioni ai Mondiali per le rappresentative sudamericane. Negli scorsi dieci giorni hanno segnato almeno gol o fatto assist Eriksen, Lukaku, Hakimi e Vidal. Con l'Italia hanno giocato bene sia Barella sia Bastoni, efficace su Lewandowski. Se da un lato si sono stancati, dall'altro hanno fatto il pieno di entusiasmo. Il ragionamento vale soprattutto per Eriksen, che con la sua Danimarca si riaccende. A lui va l'incoraggiamento di Lukaku: "Voglio aiutare Eriksen, ha tutto per essere un fuoriclasse. Se imparasse l'italiano potrebbe comunicare meglio. Ad alcuni giocatori serve tempo per adattarsi al calcio italiano".
Il cammino in campionato
L'Inter oggi è settima in campionato con 12 punti. Cinque in meno del Milan capolista. Uno appena sotto Juventus e Atalanta, che la precedono. Su sette partite in programma da qui alla pausa natalizia i nerazzurri ne giocheranno quattro a San Siro e tre in trasferta. In palio ci sono 21 punti, abbastanza per ribaltare la classifica. Domenica a Milano arriverà il Torino, quartultimo a 5 punti appena, guidato a distanza da Giampaolo, positivo al Covid. Conte dovrebbe avere a disposizione tutta la squadra tranne Kolarov e Brozovic, anche loro positivi al virus. Da valutare le condizioni degli infortunati Sensi e Pinamonti. Sabato 28 l'Inter giocherà a Reggio Emilia contro il Sassuolo. Il 5 dicembre sarà ospite a San Siro il Bologna. Il 13 dicembre i nerazzurri voleranno a Cagliari. Il 16 sarà la volta di Inter-Napoli, cui seguiranno la gara casalinga con lo Spezia e la trasferta di Verona, due giorni prima di Natale. Sulla carta, nulla di proibitivo: delle prossime sette avversarie, solo Sassuolo e Napoli precedono in classifica il club di Antonio Conte.
Più complicato il percorso in Champions League. Con due pareggi e una sconfitta, i nerazzurri sono ultimi nel girone B di Champions League, guidato dal Borussia M'Gladbach (con cui l'Inter ha pareggiato 2-2 a San Siro) a 5 punti. Seguono a quota 4 lo Shakhtar Donetsk (con l'Inter pareggio per 0-0 a Kiev) e il Real Madrid, con cui i nerazzurri hanno perso in trasferta per 3-2. Per sperare di accedere agli ottavi, la squadra di Conte non deve perdere di nuovo contro i blancos, che mercoledì prossimo arriveranno al Meazza. Sarà un Real acciaccato, ma pure sempre Real. Zidane non avrà Sergio Ramos e Valverde, non al meglio Varane. Hanno superato il Covid Hazard e Militao. Guai vari li hanno avuti di recente anche Vinicius, Nacho, Casemiro e Modric. Recuperato invece Carvajal. Dopo il Real, il primo dicembre l'Inter dovrà affrontare in trasferta il Borussia e il 9 riceverà lo Shakhtar Donetsk a Milano, per l'ultima gara del girone. Riuscire a passare alla fase eliminatoria significherebbe per l'Inter dare un senso al secondo posto in campionato raggiunto la scorsa stagione. Uscire sarebbe invece un duro colpo, ma potrebbe consentire di concentrarsi su Serie A e Coppa Italia.