Seconda in classifica a due punti dal Milan, che incontrerà nel derby il 21 febbraio, l'Inter si prepara intanto a ricevere a San Siro la Lazio. La squadra di Simone Inzaghi viene da una striscia di sei vittorie consecutive. Prima di parlare della gara di domani, nella consueta conferenza stampa della vigilia l'allenatore nerazzurro Antonio Conte ha voluto tornare su quanto successo a margine della partita di Coppa Italia contro la Juventus di martedì scorso, il dito medio mostrato alla tribuna juventina nell'intervallo della partita: "Buon pomeriggio a tutti. Prima di iniziare la conferenza stampa, che dev'essere una conferenza calcistica, penso si debba chiarire quello che è successo allo Juventus Stadium in Coppa Italia. Ci sono stati risvolti mediatici importanti. La verità l'hanno vista e sentita tutti. Noi calciatori, allenatori, dirigenti, presidenti siamo dei modelli educativi. Siamo tenuti a ricordarlo, in qualsiasi circostanza. A me spiace e sono qui per scusarmi. A provocazioni e insulti ho risposto nella maniera sbagliata. Avrei dovuto rispondere in modo più ironico, magari applaudendo, o mostrando il pollice anziché il medio. Sarei stato più positivo. Ne farò tesoro per il futuro. Non cerco attenuanti, ho sbagliato, avrei dovuto rispondere in modo diverso".
Che tipo di Lazio si aspetta? È una delle squadre più forti del campionato.
"La Lazio è una realtà consolidata del calcio italiano. Ha una struttura. Ha un'identità ben precisa. Ha giocatori in rosa di grandissima qualità e spessore. Viene da tantissime vittorie consecutive. Sarà una gara importante contro una squadra forte. Un bel test. Una partita difficile e stimolante".
Lo scorso anno aveva detto che una serie di episodi spiacevoli l'avevano fatta pentire di essere tornato ad allenare in Italia ...
"Stop, stop. Parliamo di calcio. Cerchiamo di indirizzare le cose sul calcio giocato. Basta chiacchiere, pettegolezzi e situazioni becere".
Lukaku sta vivendo un momento no, oppure il calo è fisiologico?
"Nella vita possono sbagliare tutti. Come ho sbagliato io, può sbagliare il giocatore, il dirigente, il presidente. Romelu non penso si lasci distrarre da questioni al di fuori del calcio giocato. Sa che abbiamo bisogno di lui. Anche se le ultime prestazioni sono state opache, contiamo su di lui".
Come sta Vidal?
"Non è a disposizione. Ha problemi. Non sappiamo se sarà a disposizione la prossima. Arturo si sta portando dietro diversi acciacchi".
Come commenta la crescita di Barella?
"Nicolò deve continuare a lavorare. Non deve cedere all'esaltazione. Deve fare bene e ricordare che le sue fortune dipendono da quelle della squadra. Sta crescendo. Ha ancora importanti margini di miglioramento, come i suoi compagni. Dobbiamo pensare al bene della squadra. La crescita singola di tutti è importante per raggiungere risultati finali".
L'Inter sbaglia molti gol. Come lo spiega?
"L'aspetto positivo è che in ogni partita creiamo tante occasioni. Siamo il miglior attacco del campionato. Ma per noi questo passaggio è molto importante concretizzare di più. Ci eviteremmo delusioni che non meritiamo. Ma se non fai gol ti ritrovi a uscire dalle competizioni, come in Champions e Coppa Italia".
L'Inter da tanto tempo vede il traguardo ma non riesce a tagliarlo. Come mai il salto di qualità non arriva mai?
"Del passato non parlo. Nell'anno e mezzo della mia gestione, l'Inter ha conquistato credibilità a livello europeo e nazionale. Non siamo ancora dove vorremmo essere, ma solo uno stupido non vede i progressi che l'Inter ha fatto in un anno e mezzo".
Nell'ultimo periodo contro Milan e Juve l'Inter non ha subito l'avversaria. Un tempo la squadra soffriva gli scontri diretti. Il percorso di crescita è completo?
"Completo in maniera definitiva, no, assolutamente. Dobbiamo crescere come mentalità, come qualità. Dobbiamo migliorare la situazione. In un anno e mezzo si sono fatti passi da gigante. Gli avversari ci rispettano. Sappiamo che dobbiamo continuare a correre e migliorare in tutti gli aspetti. Dobbiamo lavorare per essere dove vogliamo essere, e ancora non ci siamo".
Come sta Vecino?
"Ci auguriamo che torni a essere un giocatore importante per l'Inter. Da tantissimo tempo non ha dato un apporto all'Inter. È un incursore, è fisico, ha corsa. Io ci conto. Non ci sono altre soluzioni".
Contro Fiorentina e Benevento, nel girone d'andata ha preso 5 gol. Al ritorno non ne ha presi. Come avete aggiustato la fase difensiva?
"All'inizio del campionato abbiamo giocato in una determinata maniera, cercando di essere molto aggressivi ma lasciando tanto spazio dietro le spalle dei difensori. Questo ha portato effetti positivi, ma anche subito gol subito in più. Oggi diciamo noi in quale zona di campo portare la pressione. Cerchiamo di essere compatti. Oggi siamo più equilibrati, senza togliere alla fase offensiva".
Ha mai desiderato essere nella testa di Brozovic?
(Ride) "Brozo è un ragazzo bravo, simpatico, eccezionale. Chi lo conosce lo sa. Ma il fatto di essere nella sua testa ... Lui è il beniamino della squadra".
Quando sta bene è determinante per l'Inter. Ma quando lo pressano si innervosisce e gli avversari per questo gli piazzano un uomo addosso. Come si risolve?
"Stiamo cercando di lavorare sulla posizione. Lui deve prendere palla nel posto giusto. Deve essere determinante. Come Barella, è molto generoso, corre molto. Quel che gli chiedo è ottimizzare la corsa. Devono arrivare a essere più efficienti, meno stanchi. Se marcano Brozovic, come ha fatto Kulusevski, ci vogliono soluzioni alternative. Non deve sentirsi sminuito se il pallone passa poco da lui, che nell'ultimo anno e mezzo è molto cresciuto. Oggi è più responsabilizzato, maturo, centrato".
