Alla conferenza stampa di presentazione della stagione dell'Inter, l'amministratore delegato nerazzurro Beppe Marotta è tornato a parlare del tema dell'apertura degli stadi a partire dalla prima giornata di campionato. "La Lega di Serie A e le società si stanno adoperando per avere un rapporto con il governo. In Italia per fortuna abbiamo milioni di vaccinati. Creare una corsia preferenziale nell'accesso agli stadi per chi si vaccina potrebbe essere uno spot per invogliare chi non l'ha ancora fatto a vaccinarsi". Quanto alla minaccia di presidenti di altri club di non cominciare a giocare il 22 agosto, se non con la piena capienza, Marotta ha glissato: "Speriamo possano tornare i nostri tifosi. Giocare senza pubblico è triste e malinconico. Speriamo di potere riaprire gli stadi italiani, sulla scorta di quanto fatto all'estero".
Marotta è anche tornato a parlare, più in generale, della crisi economica che ha investito il calcio, per effetto del Covid. "Siamo in un momento difficile, di post pandemia. Abbiamo perso tante persone care e che conoscevamo. Poi ci sono i problemi economici, che hanno investito anche il mondo del calcio. Il modello del mecenatismo, con la proprietà che anteponeva il risultato sportivo ai conti, oggi è del tutto impossibile. Di certo l'Inter vuole cercare risultati sportivi nel rispetto del bilancio".
Parlando più specificamente della situazione del club, ha detto: "La proprietà dell'Inter ha finora messo nel club circa 700 milioni di euro. L'economia mondiale è in sofferenza. Dobbiamo fare di necessità virtù. Competenza e passione devono contraddistinguere società come la nostra. Cedere Hakimi è stata una scelta dolorosa ma necessaria".
