L'Inter di Inzaghi e l'arte di rialzarsi. Ora il Napoli fa meno paura
di Franco Vanni , di Franco VanniCadi sette volte, rialzati otto. È il titolo di un bel libro uscito da poco. Lo ha scritto il giornalista Antonino Morici, racconta la storia di Maria Centracchio, bronzo nel judo alle Olimpiadi di Tokyo. Ma potrebbe benissimo essere il motto di questa Inter di Inzaghi, che dopo ogni scivolone ha saputo rimettersi in piedi in fretta.
L'arte di rialzarsi
Dopo avere perso con il Real Madrid per 1-0 a San Siro, nel girone di Champions, i nerazzurri hanno battuto il Bologna 6-1. Per consolarsi della rocambolesca sconfitta in campionato con la Lazio per 3-1, hanno poi superato con lo stesso risultato lo Sheriff Tiraspol. E al 2-0 del Bernabeu contro i Blancos hanno fatto seguire la vittoria per 4-0 con il Cag…
Cadi sette volte, rialzati otto. È il titolo di un bel libro uscito da poco. Lo ha scritto il giornalista Antonino Morici, racconta la storia di Maria Centracchio, bronzo nel judo alle Olimpiadi di Tokyo. Ma potrebbe benissimo essere il motto di questa Inter di Inzaghi, che dopo ogni scivolone ha saputo rimettersi in piedi in fretta.
L'arte di rialzarsi
Dopo avere perso con il Real Madrid per 1-0 a San Siro, nel girone di Champions, i nerazzurri hanno battuto il Bologna 6-1. Per consolarsi della rocambolesca sconfitta in campionato con la Lazio per 3-1, hanno poi superato con lo stesso risultato lo Sheriff Tiraspol. E al 2-0 del Bernabeu contro i Blancos hanno fatto seguire la vittoria per 4-0 con il Cagliari. Ieri sera era la prova più importante: battendo la Roma del grande ex Mourinho, la squadra campione d'Italia ha dimostrato di aver metabolizzato in sole 72 ore la pesantissima sconfitta subita in rimonta nel derby.
Una reazione pronta
Superando i giallorossi, e qualificandosi alla semifinale di Coppa Italia, l'Inter ha imboccato la strada giusta del bivio. Perdendo, avrebbe rischiato di avvitarsi in una spirale pericolosa. Invece, pronti via, i giocatori hanno dimostrato di saper portare in campo il carattere del loro allenatore. A Dzeko sono bastati 113 secondi per sbloccare il risultato con un delizioso piatto destro al volo, ispirato da Perisic. E nel finale Sanchez ha dimostrato che quando vuole è davvero il campione che dice di essere. E la trasferta di sabato a Napoli, comunque difficilissima, appare di colpo più abbordabile.
Sfatare il tabù Napoli
Al Diego Armando Maradona, Simone Inzaghi da allenatore non ha mai vinto, nemmeno quando lo stadio si chiamava San Paolo. L'Inter lo ha espugnato con Conte, dopo un eterno periodo di tentativi a vuoto. Si aggiunga anche che questo Napoli è probabilmente il migliore dal 2017-2018. Lo è nel gioco e lo è nei numeri. Riabbracciati Osimhen, Anguissa e Koulibaly, la vecchia volpe Luciano Spalletti ha di nuovo a disposizione la sua squadra. Quella vera, che macinava punti a inizio campionato. Eppure, dopo la vittoria sulla Roma, l'impressione è che per questa Inter la missione sia possibile.
I complimenti di Inzaghi e il recupero di Bastoni
Milan e Napoli sono appaiate a un punto appena dall'Inter capolista, che deve però ancora recuperare la partita mai giocata a Bologna. Mercoledì poi a San Siro arriverà il Liverpool, per l'andata degli ottavi di Champions. Un'altra sfida complicatissima, per ammissione dello stesso Inzaghi. Che però, più che la difficoltà degli impegni in vista, ha voluto sottolineare lo spirito con cui la sua squadra si prepara ad affrontarli: "Complimenti ai ragazzi, perché dopo due giorni e mezzo e una sconfitta come quella col Milan non era facile rispondere così", ha constatato. La nota è stonata è l'infortunio di Alessandro Bastoni, uscito zoppicante per una distorsione alla caviglia ancora da valutare. Contro il Napoli non ci sarebbe potuto comunque essere, per le due giornate di squalifica rimediate dopo il derby. I tempi del recupero non sono ancora noti. Per lui, ancor più che per i suoi compagni, vale la massima giapponese che ha portato al successo mondiale la Judoka di Castel di Sangro.